sabato 27 dicembre 2014

Il mio primo ciclo. Anonima.

Ho 13 anni e proprio tre giorni fa' mi era venuto. Non me ne ero accorta,stavo guardando tranquillamente un film,nessun dolore, niente.Andai in bagno e vidi sulle mutande il sangue,era quasi marroncino, ero tipo: ma che cazzo? Era da tanto che lo aspettavo,tutte le mie amiche lo hanno avuto. Ero sconvolta e felice,all'inizio pensavo che mi ero sporcata di cacca(?) :') ma poi capii. Non sapevo cosa fare,pensavo che forse non era proprio il ciclo ma qualcos'altro, così uscì fuori a fare una passeggiata e quando ritornai vidi ancora più sangue,così misi l'assorbente e il giorno dopo lo dovetti raccontare a mia madre...che vergogna!!! Lei era felice per me, mi aveva fatto delle domande tipo se mi faceva male la pancia se sapevo come funzionava..ecc. Fortunatamente niente dolori!! Ovviamente mia madre lo raccontò a mia zia, mio padre.. Che vergogna. Oggi ho visto che avevo macchioline marroni,così mi sono messa a cercare spiegazioni.. Beh adesso sento un leggero dolore alla pancia, i due giorni senza dolore sono stati belli ahahah. Però mi esce poco sangue, spero sia normale.. (: 


(Commento al post "Il mio primo ciclo. Ovvero, chi ha paura delle mestruazioni")




Per raccontare le vostre prime mestruazioni: ritentasaraipiufortunato@outlook.it  

venerdì 19 dicembre 2014

Costole.

La mia bacheca su facebook è stata invasa da una frase ripresa dallo spettacolo "I Dieci Comandamenti" di Benigni (io voglio ricordarlo così, prima della deriva mistica):
«State molto attenti a non far piangere una donna: poi Dio conta le sue lacrime. La donna è uscita dalla costola dell'uomo, non dai suoi piedi perché debba essere pestata, né dalla testa per essere superiore, ma dal fianco per essere uguale... un po' più in basso del braccio per essere protetta e dal lato del cuore per essere amata»
Pare sia un passo del Talmud e non mi stupisce che abbia avuto tanto successo: quando si tratta di robedidio l'italiano (e l'italiana) medio si emoziona parecchio.
E poi si sa, in questo paese i maschi sono molto romantici, cavalieri senza macchia né paura che vogliono proteggere le loro donne, esseri dolci e indifesi (e pure un po' scemi) che hanno bisogno di amore e protezione, come quei cuccioli tutti occhi languidi e voglia di carezze.

Probabilmente manco di romanticismo, ma ogni volta che alla parola "donna" se ne associano altre tipo "proteggere", mi sale il sangue al cervello.

Io non ho bisogno di essere protetta da nessuno, tantomeno ho bisogno di un dio che mi ha fatta nascere schiava che pretende di contare le mie lacrime.

Per fortuna frequento pessime soggette che, come me, ci tengono a sottolineare che no, non siamo nate dalla costola di nessuno, ma dal ventre delle nostre madri.

Carne e sangue di donna.





domenica 14 dicembre 2014

Voi in piedi, noi in tutte le posizioni.

Senza aggiungere tante parole, ecco come sono state salutate a Roma le sentinelle in piedi, gruppo di omofobi che inneggia alla "famiglia tradizionale" e si fa difendere da coatti fascisti che strappano striscioni e imitano Mohammed Alì per intimidire le compagne che protestano (con scarsi risultati, a dire il vero).






















"Non vogliamo che nessuno, tantomeno qualche fascista, cattolico e bigotto ci dica come vivere le nostre vite, come esprimere i nostri desideri e come gestire i nostri corpi".

E poi le contestazioni a Forlì, a Milano, a Brescia...
Non vi lasceremo un momento di tregua.

Ah, mentre le simpatiche sentinelle smobilitavano puntualissime alle 18, ho voluto tirare fuori un libro anche io.

venerdì 5 dicembre 2014

Lasciate in pace Nilde Iotti.

Durante il convegno"Nilde Iotti e l'Eleganza della Politica. Un ricordo 15 anni dopo." tenuto nella sala Aldo Moro della Camera dei Deputati, Livia Turco ha detto che Iotti avrebbe fatto il tifo per Boschi.
Penso che Nilde avrebbe fatto un grande tifo per queste giovani donne, Avrebbe fatto un grande tifo per te, Maria Elena Boschi, nel ruolo che ricopri, per le riforme che veramente speriamo che il Parlamento [...] riesca ad approvare. [QUI]
Sinceramente non ce la vedo Iotti a fare il tifo per una donna arrogante come sa essere Boschi, ma purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscerla, quindi sospendo il giudizio.

Quello che trovo interessante è la "traduzione" che è stata fatta delle parole di Turco: "Livia Turco paragona Maria Elena Boschi a Nilde Iotti".

Povera Nilde, non è la prima volta che il suo nome viene accostato a qualcuna per cercare di dare una "dignità" alla sua presenza sulla scena politia del paese. Inarrivabile in tal senso rimane il paragone Iotti/Minetti ad opera di Santanchè.

L'immensa "colpa" di Iotti è stata quella di essersi innamorata di un uomo. Un uomo sposato, con un figlio, segretario di un partito che per quanto si dichiarasse estraneo alle logiche borghesi ha fatto parecchia fatica ad accettare quella relazione.

Le parole di Turco, o meglio la "traduzione" che ne è seguita, hanno solleticato gli istinti più beceramente sessisti dell'italiano/a medio/a.

Spiccano in tal senso lo stato facebook e i due tweet di Andrea Colletti, deputato del M5S che deve aver trovato l'occasione troppo ghiotta per tacere. In un attimo può insultare Boschi per interposta persona. Fortunello.

"Infatti era l'amante del capo".
In quell'"infatti" c'è una quantità incredibile di ignoranza e disprezzo.

Ignoranza per la storia politica di Nilde Iotti, innanzi tutto. 
Una donna che si è spesa in prima persona per portare il paese fuori dall'incubo fascista, che ha lottato per tutte le donne prima nei Gruppi di Difesa della Donna e poi nell'UDI, che ha lavorato in Parlamento (ricordo a chi si fosse distratto che è stata la prima donna Presidente della Camera e che è stata ad un passo dall'essere la prima Presidente del Consiglio) dimostrando quello che Colletti le sta rinfacciando: di non aver fatto carriera politica sulla base delle sue relazioni amorose, cosa che peraltro spiegò chiaramente in un'intervista a Biagi nel 1983.

Disprezzo per ogni donna che ricopra un qualsiasi ruolo pubblico e politico (5stelle escluse. Tranne Salsi, ovviamente), che di certo non ha meritato e non merita.


I commentatori/fan di Colletti sono perfettamente in linea col loro deputato:

sicuramente è stata capace, abile e lungimirante, infatti, poco più che ventenne, sempre con estrema eleganza ed in modo disinteressato, si è "fidanzata" col leader comunista, di 30 anni più vecchio ( sposato e con un figlio) e le si sono spalancate molte porte. In quegli anni avrebbe fatto la stessa splendida, lunghissima carriera se si fosse fidanzata con un poveraccio?
Iotti?? E cosa ha fatto?? Tranne essere stata l'amante di quel mezzo dittatore di Togliatti? ...per le donne che prendono la Iotti come esempio, mi dispiace, ma riconfermano il solito stereotipo, che evidentemente non è poi tanto tale, della donna portata a ricoprire ruoli grazie all'uomo amante, riducendo la donna ad essere eterna subalterna.
Questi due commenti, il primo di una donna, l'altro di un uomo, mostrano non solo - di nuovo -  la totale ignoranza di chi li ha scritti in merito alla storia politica di Iotti, ma anche che certe idee non sembrano poter cambiare mai: una donna, se è al potere (di qualsiasi potere si parli) deve aver fatto sesso con un uomo potente. Punto. 
Non ci sono meriti, non c'è fatica, non c'è lavoro: se una donna ha potere è perché l'ha data.
Consiglio a Colletti e a chi crede che la carriera di Nilde Iotti si sia basata sul suo rapporto con Togliatti "Ma chi è quella signora", capitolo V di "L'uomo che sognava la lotta armata. La storia di Pietro Secchia", 1984.

Provare a spiegare a Colletti che il suo pensiero è intriso di sessismo fino alla nausea è stato inutile, così come senza esisto è stato consigliargli di leggere la definizione di "sessismo" che si trova sul sito della Treccani.
Colletti ha preferito invitare chi lo ha fatto a "salutare qualche arrestato" ("e allora il PD" è ormai la risposta standard di qualsiasi 5stelle che non sa come controbattere) o di aspettare per sapere cosa avrebbe risposto "l'estetista della Moretti".

venerdì 28 novembre 2014

Il mio primo ciclo. Anonima.



Il mio primo ciclo l'ho avuto a 15 anni, era un pomeriggio durante la settimana e quando sono andata a fare pipí ho visto la macchia. Nessuno mi spiegò nulla, sapevo già tutto la parte scientifica per la scuola. Quando lo dissi a mia madre lei diventò rossa e mi disse che tanto sapevo già. Da noi le mestruazioni sono un grande tabù quindi non ci fu nessuna festa anzi l'argomento fu evitato. Mentre ero di sopra sentí mia madre dirlo a mio padre e fu molto imbarazzante anche perché lui non le rispose e non mi disse mai nulla, quel giorno fui ignorata. Imparai presto a nascondere gli assorbenti, a lavarmi i vestiti macchiati in segret e a buttare gli assorbenti solo fuori casa e mai nella pattumiera. Ancora oggi con i miei lo faccio. Ho iniziato a viverle normalmente soltanto con il primo fidanzatino che fu molto dolce. Ancora ho il trauma ben impresso ma credo che forse andando a vivere via riuscirò a viverla meglio.

Anonima



Per raccontare le vostre prime mestruazioni: ritentasaraipiufortunato@outlook.it  

mercoledì 26 novembre 2014

Il problema del maschio italiano.

No, davvero, tocca capire che tipo di problema abbiano i maschi italiani con le donne.

Con le donne "di successo" e con quelle "normali".
Con tutte quante le donne, di ogni colore, età, estrazione sociale.
Con quelle che hanno raggiunto posizioni importanti e di successo sul lavoro, con quelle che studiano, con quelle che vendono frutta e verdura e con quelle che fanno le istruttrici di nuoto, con le bionde, le ricce, le magre, le grasse.
Proprio con le donne in quanto tali.

Sono seria, è arrivato il momento di capire che problema ci sia alla base di quello che leggo e ascolto ogni giorno.

Perché se quando per la prima volta in Italia una donna finisce nello spazio i commenti sono centrati sulla sua capacità di parcheggiare, le battute scomodano la "cagna Laika" e gli aggettivi sono tutti per il suo aspetto fisico, allora un problema c'è ed è grave.


Non è solo un'incredibile mancanza di senso dell'umorismo, è proprio un problema serio, serissimo e comprenderlo per affrontarlo è un dovere per tutte noi e per tutti quegli uomini che nonostante siano pisellomuniti riescono a non considerare le donne come delle cose un po' sceme che al massimo possono lavare i piatti e stirare (dopo aver fatto un paio di pompini per ottenere in cambio qualcosa, ovviamente).



 







Che poi forse, molto banalmente, il problema sono io, che ancora mi stupisco davanti a certe cose, quando il Dipartimento per le Politiche Antidroga ha tra gli "esperti" della Consulta nazionale antidroga, "istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche antidroga", uno come dj Aniceto, autoproclamatosi "dj antisballo" e "individuatore di zoccole nel mondo dello show business" che mentre inneggia al latte contro la droga riesce a trovare il tempo per twittare che una donna che fuma camminando "è una..." o che dà della troia a una ragazzina coi capelli blu.


Amici uomini che non siete così, che quando avete visto Cristoforetti col tutone da astronauta avete pensato "abbada! Che grandissima!"; voi che quando vedete un'adolescente coi capelli blu ripensate alle liti con i vostri genitori per quell'unica frezza verde fatta al liceo, fate qualcosa!

Amici!
Aiutate i vostri simili ad uscire dallo stereotipo che li ingabbia, aiutate noi a capire cosa c'hanno questi nel cervello.

Vi prego, se non siete come loro, ditelo.
Ditelo spesso, sempre, ad ogni occasione.

Perculate senza pietà il vostro compagno di calcetto che fa le battute sulla squadra femminile che gioca nel campo accanto, spiegate al vostro collega che la vostra capa non l'ha data a chiunque per raggiungere la posizione che ha, dite al vicino di casa che le battute su quella del terzo piano che guida una moto di grossa cilindrata non solo sono ridicole, ma sembrano nascondere complessi insoluti, fate presente al papà dei vostri bimbi che la maestra d'asilo non è un porno soft con Alvaro Vitali.

Insomma, fatevi carico anche voi di aiutare i vostri amici maschi a non essere così stronzi, ché non possiamo fare sempre tutto noi: abbiamo altro a cui pensare.

Tipo che sta per chiudere il Repartino per l'IVG del Policlinico Umberto I di Roma (a meno che il Direttore Generale Alessio non mantenga quanto promesso alle Compagne di Io Decido che sono andate a dirgli la loro).

mercoledì 19 novembre 2014

I'm lady like.

Il bello del PD è che finalmente le donne che porta al potere sono diverse da quelle cui siamo state tristemente abituate per decenni.

Negli ultimi venti anni la destra non ha fatto che dire (a ragione!) che le donne di sinistra sono dei cessi a pedali, tristi, sporche, sgraziate. Brutte. E noi donne di sinistra non abbiamo fatto niente per dimostrare che qualche bonazza è anche qui.

C'è voluto il Rottamatore in tutto il suo vigoroso e giovane splendore per distruggere finalmente questa terribile tradizione. 

Grazie a lui finalmente il centrosinistra sta cambiando verso, anche e soprattutto esteticamente.

Nilde like style
Basta con le gonne troppo lunghe e le pettinature troppo austere Nilde like!

Guardatela, con questa faccia da maestrina di periferia, la collana dozzinale, il vestito da bancarella, la ricrescita.

Noi non vogliamo essere così.
Finalmente il PD prende il toro per le corna, non si nasconde davanti al pressante problema della bellezza in politica e senza paura risponde ai problemi delle donne di oggi, per bocca di una donna giovane, bella, realizzata e sempre in ordine, cui tutte noi guardiamo con adorazione e un pizzico di invidia.

Bella, intelligente e preparata, come lei stessa si descrive: Alessandra Moretti.

Già a settembre Moretti ci aveva spiegato l'importanza della bellezza in politica, senza peraltro dimenticare la parità di genere, perché lei è una che a certe cose mostra di tenerci tantissimo: «Capisco che al pubblico maschile faccia piacere vedere una bella ragazza in costume, ma immagino che il pubblico femminile sarebbe contento di vedere anche i politici nei loro momenti privati».

Infatti!

Noi donne bramiamo foto intime di Giovanardi, Di Battista, Di Maio, Alemanno, Marino, D'Alema... noi non aspettiamo altro!

Mentre facciamo i conti col lavoro che non c'è, con l'emergenza casa, con la monnezza che ci soffoca, insomma, con quelle cose noiose di tutti i giorni, noi abbiamo un solo pensiero in mente: i momenti privati dei politici.

Altro che gender gap, obiezione di coscienza, disoccupazione. 
Noi vogliamo vedere le foto di Renzi che mangia il gelato seduto su uno scoglio in riva al mare guardando tramontare il sol dell'avvenire. Vogliamo Fassina nudo e Salvini sotto la doccia.

E poi basta, davvero, è ora di dire senza paura che «La bellezza è un valore, anche in politica», perché è il nostro biglietto da visita.
Ancora con quelle storie su onestà, integrità, moralità. Ancora palle su cultura, preparazione, capacità.

Roba vecchia, trita, demodé.

Io mentre guardo e riguardo il video di Alessandra Moretti.
E se però dovesse esservi sfuggita la lezione di settembre, Alessandra è pronta a ribadire i concetti portanti della sua idea di estetica politica in un video istruttivo e finalmente definitivo (?) sull'argomento, che ogni donna dovrebbe vedere in loop.

La politica, care, deve essere prima di tutto lady like, che vuol dire accompagnare i figli a scuola di corsa, saper fare bene la pasta al pomodoro, non mettere gli occhiali da sole e andare dall'estetista ogni settimana.
Bisogna prenderci cura di noi, amiche.

Basta alla donna di sinistra con baffi e peli in ogni dove.

Non è lady like.

Sì, lo so che qualcuna di voi non ha tempo per andarsi a fare la ceretta ogni settimana perché c'è il presidio contro lo sgombero di una casa occupata da famiglie che altrimenti vivrebbero per strada, c'è da manifestare contro l'obiezione di coscienza che in alcuni casi supera il 99% del personale medico nelle strutture pubbliche, o perché c'è da contestare fascisti e omofobi che fanno finta di leggere in piedi per impedire che tutte e tutti abbiano gli stessi diritti.
Ma non è una buona scusa, care mie.

Se volete fare politica e stare al passo coi tempi, dovete farvi almeno i baffetti. E no, non parlo di decolorare, ma proprio di estirpare, altrimenti non vale.

Sì, va bene, qualcuna obietterà che con gli stipendi di merda che prendiamo (se li prendiamo) non ci sono i soldi per fare meches e tinta ogni settimana e che un po' di ricrescita è meglio della pancia vuota, ma così si dimostra solo la propria triste pochezza.

Siate lady like, amiche!

Nel mio piccolo, io mi adeguo e per essere al passo coi tempi e avvicinarmi quanto più mi è possibile ai nuovi canoni di bellezza, Alessandra mi ha regalato la depilazione dei peli del naso.
 



P.S. Lo sapete perché Livia Turco ha pianto parlando del calo di iscritti nel PD? Perché nel suo armadio da ex comunista ha trovato solo completi marroncini e castigatissimi.