Anche quest'anno l'orrore ha marciato, con la benedizione del comune di Roma (il SindacoDegliAltri, Sveva Belviso, Isabella Rauti e Gianluigi de Palo, cui ho chiesto se era stato dato il patrocinio anche in questa edizione, non mi hanno risposto. Gigi mi ha detto che volevo solo fare polemica e "lui no").
Al grido di "ogni aborto è un bambino morto" preti, suore, fascisti e timorat* di Dio hanno invaso il centro della mia città, in compagnia di Gasparri e del SindacoDegliAltri (lui stavolta non l'ho visto, mannaggia, ma a "occhi de palla", come lo chiama Nonnetta, ho fatto un servizio fotografico di un certo livello).
C'ero, anche stavolta.
Ed è stata dura, anche stavolta.
Ho visto e sentito roba orrenda, ho rivisto i fascisti nel corteo e nel servizio d'ordine, l'orrore dei manifesti esposti e la falsità dei loro messaggi.
Nemmeno Eluana hanno lasciato in pace, neanche quest'anno. Di nuovo hanno sputato il loro veleno su una famiglia che ha dovuto vivere qualcosa che non ho nemmeno la forza di immaginare.
Quelli di Militia Christi gridavano che "ogni aborto è un bambino morto" e si lanciavano in slogan favolosi:
Dal Colosseo dei martiri, ai papi di san Pietro! La marcia per la vita non torna indietro!
Donna che hai abortito, per te non è finita! Vieni insieme a noi e marcia per la vita! Ateo o credente non importa niente! A morire è sempre un innocente!
Il servizio d'ordine sfoggava muscoli scattanti e tatuaggi inequivocabilmente fascisti.
Forza nuova e lotta studentesca erano dietro i loro striscioni.
Hanno marciato per chiedere l'abrogazione della legge 194, che regola dal 1978 l'interruzione volontaria di
gravidanza, dicendoci che non c'è differenza tra un mucchietto di
cellule e un bambino e che nessuna ha diritto di scegliere della
propria vita, del proprio corpo, del proprio futuro.
E l'hanno fatto nel giorno in cui le compagne e i compagni ricordano, dopo 36 anni, come ogni anno, Giorgiana Masi, uccisa dalla polizia di Kossiga durante un corteo per festeggiare l'anniversario della vittoria del referendum sul divorzio.