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lunedì 11 febbraio 2013

Il senso dell'italiano medio per il sessismo.

Di quello che è successo in questi giorni si è detto molto e vi rimando al post di Lorella Zanardo, anche se odio dover linkare Il Fatto Quotidiano. Per me la sua presenza lì continua ad essere un mistero (cercate nelle tag  per maggiori info in merito, non ho voglia di scrivere).

Da un paio di scambi odierni su faccialibro, ho capito che:

-Se a fare battute sessiste, volgari, misogine è Berlusconi, allora siamo davanti al Male. 
-Se a fare battute sessiste, volgari, misogine è uno "di noi" -per quanto, come mi ricorda Maria, "uno che fa battute simili non è uno di noi. Punto"-, magari nei confronti di una berlusconiana, allora il problema non sussiste: lei è una bocchinara e noi che ci incazziamo allo stesso modo in entrambe le occasioni non siamo altro che delle mentecatte.

Quindi possiamo, anzi dobbiamo indignarci se Berlusconi chiede ad una donna "quante volte viene" mentre le guarda il culo e la folla adorante applaude e ridacchia, ma non possiamo permetterci di dire che quando Carfagna chiede a Marcorè di scusarsi per una battuta volgare e sessista ha ragione e che Floris, ridacchiando e minimizzando si è comportato esattamente come quella platea.


Prendo appunti, perché la coerenza è nulla, senza un'ottima memoria.

Qui le parole di Giovanna Cosenza.