Ieri sera Boldrini è stata ospite di “Che Tempo Che
Fa” e lì ha parlato degli insulti sessisti che le sono stati rivolti sulla
pagina e sul blog di Grillo. Ha usato le parole “istigazione alla violenza
sessista” e ha detto che alcuni di quei commentatori sono "potenziali
stupratori", sottolineando come nei commenti di quel blog spesso non
si cerchi il confronto politico, ma solo l'offesa e l'umiliazione del nemico di
turno.
Le sue parole, come era prevedibile, hanno infiammato ancora di più la
rabbia dei pentastellati, che –basta guardare lo screenshot del tweet di
Messora, responsabile comunicazione M5S al Senato (!!) - si sono nuovamente
scatenati.
Come si permette la “boldracca” di offendere così gli
elettori del moVimento?
Chi si crede di essere, lei che chissà come è finita
lì?
E poi ha ragione Messora: stesse tranquilla, è
talmente brutta che nessuno la toccherebbe mai.
Niente di nuovo e niente di diverso da quanto venne
detto a Federica Salsi, che osò andare a Ballarò ai tempi del proibizionismo
grillino e che per questo è diventata immediatamente “una puttana” ed è stata
espulsa dal MoVimento.
Niente di diverso dalle orrende parole riservate a Maria
Novella Oppo, a Daria Bignardi, colpevole di aver lasciato parlare Augias o a
Lilli Gruber, per aver lasciato che Philippe Daverio criticasse il Movimento 5
stelle (trovate tutto sul blog di Grillo, se avete stomaco).
A tale proposito, una piccola e inutile nota a
margine: Augias e Daverio nella rubrica “il giornalista del giorno” sul blog di
Grillo sono accusati di essere brutti, vecchi, ladri, mantenuti dai soldi
pubblici, attaccati al denaro e alla loro poltrona. Vengono criticate la loro
professionalità e credibilità intellettuale, i loro libri vengono bruciati e
fotografati tra le risate.
Oppo, Bignardi, Boldrini, Salsi, Gruber e le altre,
vengono invece attaccate sul loro aspetto fisico e sulla loro sessualità: sono
sfigate perché non scopano, hanno fatto carriera perché la danno a tutti, criticano
Beppe perché sono frigide o perché sono lussuriose puttane.
Ora, ditemi che non è un problema più vasto, che non è
un problema sociale, che non è il caso di fermarci a riflettere ancora e ancora
su cosa sia il sessismo e su come sia endemico anche nella lotta politica del
Paese.
Restando al movimento, mi fa pensare il silenzio di Grillo.
Lui per ora non dice niente.
Interpellato, forse,
parlerà di troll pagati dal Partito Democratico per infangare il M5S e poi cambierà
subito discorso, tra un “sono morti” e un “vaffanculo”.
È la sua tattica: lancia una bomba, letteralmente
mette in bocca ai suoi fedelissimi insulti e minacce varie e poi scompare.
Me lo immagino comodamente in poltrona, mentre se la
ride leggendo i commenti di chi, evidentemente, non si rende conto di essere
strumentalizzato a tal punto proprio da chi venera con tanto ardore, mentre capisce
ogni giorno di più fino a dove può arrivare la fede cieca ed acritica in un
leader.

