Visualizzazione post con etichetta fascismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fascismo. Mostra tutti i post

lunedì 6 ottobre 2014

Una risata li seppellirà.

Ieri in diverse città italiane hanno manifestato omofobi, razzisti e bigotti della peggior specie.
Gente convinta che non tutti abbiamo gli stessi diritti, che essere omosessuali è un male da nascondere, che essere transgender è abominio e che mai, per nessun motivo al mondo una coppia omosessuale potrà crescere un/a figlio/a.

Si mettono in piedi nelle piazze e pregano in silenzio, sperando che il loro dio faccia piazza pulita di quei debosciati invertiti che continuano a chiedere i medesimi diritti dei loro concittadini e delle loro concittadine, dal momento che ne condividono gli stessi doveri.
"Ritti, silenti e fermi vegliamo per la libertà d’espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna."

Dove per "libertà di espressione" si intende libertà di discriminare in base all'orientamento sessuale altrui.

100 piazze (a Roma purtroppo niente, quindi qualcuna di meno, devono aggiornare il conto).

A Bologna erano affiancati dai fascisti di forza nuova, perché certe schifezze vanno sempre a braccetto, come alla marcia per la vita.

Ma a Bergamo...
Ah! Bergamo!

A Bergamo c'era lui, vestito da nazista, col Mein Kampf, il simbolo de "Il Grande Dittatore" sul braccio e un cartello ai piedi: "I nazisti dell'Illinois stanno con le sentinelle".

Pare che sia stato identificato e accusato di "apologia del fascismo". Lui...
Evidentemente le nostre simpatiche forze dell'ordine non hanno una grossa cultura cinematografica. 


AGGIORNAMENTO:
Intervista a  Giampiero Belotti, il nazista dell'Illinois.

“Io, grande dittatore in piazza per lanciare un messaggio di pace”

 

Un'altra intervista, nella quale Belotti ci fa sapere che invece le forze dell'ordine hanno colto le citazioni:

Davvero, non pensavo! La cosa incredibile è che i poliziotti della Digos hanno colto tutte le citazioni, mentre diversi giornalisti non l’hanno fatto e hanno scritto cose come "falso Hitler" o “vestito da SA,” il corpo paramilitare dei nazisti.


http://www.vice.com/it/read/intervista-belotti-nazisti-illinois-sentinelle-641




lunedì 9 dicembre 2013

Affinità e divergenze tra il camerata Silvio e voi.

Da tempo continuo a chiedermi come sia dichiararsi di sinistra e approvare ridendo metodi fascisti come quelli di Berlusconi e Grillo.

Mi chiedo quale sia la logica nascosta che fa gridare allo scandalo e alla dittatura se Berlusconi vuole cacciare dalla Rai Biagi, Santoro e Luttazzi o se querela giornaliste che osano criticarlo e che fa invece applaudire alla rubrica "il giornalista del giorno".

Mi chiedo che differenza ci sia tra gli insulti di Berlusconi a -prendo una donna a caso- Bindi, più bella che intelligente- e quelli a Maria Novella Oppo, colpevole di non idolatrare il nuovo guru pentastellato. Insulti che riguardano sempre e solo l'aspetto fisico e una presunta mancanza di sesso, mai il merito.

Mi chiedo cosa si provi a condividere foto di "parlamentari abusivi" perché eletti con una legge elettorale dichiarata illegittima, senza accorgersi che uno di loro, Giachetti,  è in sciopero della fame da tempo per protestare contro il Porcellum e che due - Costantino e Farina-  fanno parte di un partito, Sel, che "è stato il primo partito a raccogliere le firme per il referendum abrogativo della attuale legge elettorale e a depositare la proposta per tornare al Mattarellum e cancellare gli effetti nefasti del Porcellum".

Sommessamente, mi chiedo anche che differenza ci sia tra un'evasione fiscale berlusconiana e un condono tombale grillino. 

Eppure qualche innamorato di Grillo me lo ricordo a piazza del Popolo, alla manifestazione per la libertà di stampa, contro il bavaglio, a condividere i post-it de La Repubblica.

Me ne ricordo qualcuno che anni fa mi diceva "si vede che non ti interessa il bene del Paese" perché non volevo avere niente a che vedere col Partito Democratico.

Mi ricordo quando mi presentavano il PD come unica soluzione per poter governare, poi di Di Pietro unica opposisione ed io ero sempre quella che non capiva niente, che viveva fuori dal mondo.

E ora Grillo come panacea per tutti i mali, al grido di "kasta" e "tutti a casa" e poco importano i metodi fascisti che ricordano tanto Berlusconi e il berlusconismo più becero.

Io forse non capirò niente, ma voi siete parecchio confusi.

http://alessiospataro.blogspot.it/2013/12/ovra-top.html


[Pubblicato anche su Globalist, con tanto di commenti in cui mi dicono "peracottaro" :) ]


giovedì 30 maggio 2013

Franca Rame - Lo Stupro

La storia di Franca Rame e dello stupro da parte dei fascisti me la raccontò mamma un milione di anni fa.
Non mi ricordo perché venne fuori, ma mi ricordo che disse "e visto che era comunista venne stuprata dai fascisti."
Mi disse che quel monologo non riusciva ad ascoltarlo, le dava la nausea, si sentiva male anche lei, mi raccontava delle reazioni che tante donne avevano avuto ascoltando quelle parole.

Ieri il Tg2 ha usato un vergognoso "finché" nel servizio dedicato alla sua morte.
 "Una donna bellissima Franca, amata e odiata. Chi la definiva un'attrice di talento che sapeva mettere in gioco la propria carriera teatrale per un ideale di militanza politica totalizzante; chi invece la vedeva coma la pasionaria rossa che approfittava della propria bellezza fisica per imporre attenzione. Finché il 9 marzo del 1973 fu sequestrata e stuprata. Ci vollero 25 anni per scoprire i nomi degli aggressori, ma tutto era caduto in prescrizione"
Non un accenno a chi e perché stuprò Franca Rame.
Nulla sui cinque fascisti che la fecero salire sul furgone, alla dichiarazione di Izzo ("i carabinieri ci dissero di struprare Franca Rame").

Solo quel "finché", che pesa come un macigno.

In tante e tanti abbiamo fatto presente quanto male faccia quel "finché" e quanto pesino le omissioni.

Zeroviolenzadonne ha scritto una lettera aperta al direttore Masi, che nelle sue "scuse" parla di "rammarico per il fatto che qualcuno possa solo immaginare che ci sia qualsiasi giustificazione a ogni forma di violenza nei confronti delle donne e in particolare di Franca Rame, che ha segnato la mia crescita umana" e di vergogna "per quelli che pensano una cosa del genere".

Forse tutta la redazione del TG2 dovrebbe fare un ripasso.
“C’è una radio che suona… ma solo dopo un po’ la sento. Solo dopo un po’ mi rendo conto che c’è qualcuno che canta. Sì, è una radio. Musica leggera: cielo stelle cuore amore… amore…
Ho un ginocchio, uno solo, piantato nella schiena… come se chi mi sta dietro tenesse l’altro appoggiato per terra… con le mani tiene le mie, forte, girandomele all’incontrario. La sinistra in particolare.
Non so perché, mi ritrovo a pensare che forse è mancino. Non sto capendo niente di quello che mi sta capitando.
Ho lo sgomento addosso di chi sta per perdere il cervello, la voce… la parola. Prendo coscienza delle cose, con incredibile lentezza… Dio che confusione! Come sono salìta su questo camioncino? Ho alzato le gambe io, una dopo l’altra dietro la loro spinta o mi hanno caricata loro, sollevandomi di peso?
Non lo so.
È il cuore, che mi sbatte così forte contro le costole, ad impedirmi di ragionare… è il male alla mano sinistra, che sta diventando davvero insopportabile. Perché me la storcono tanto? Io non tento nessun movimento. Sono come congelata.
Ora, quello che mi sta dietro non tiene più il suo ginocchio contro la mia schiena… s’è seduto comodo… e mi tiene tra le sue gambe… fortemente… dal di dietro… come si faceva anni fa, quando si toglievano le tonsille ai bambini.
L’immagine che mi viene in mente è quella. Perché mi stringono tanto? Io non mi muovo, non urlo, sono senza voce. Non capisco cosa mi stia capitando. La radio canta, neanche tanto forte. Perché la musica? Perché l’abbassano? Forse è perché non grido.
Oltre a quello che mi tiene, ce ne sono altri tre. Li guardo: non c’è molta luce… Né gran spazio… Forse è per questo che mi tengono semidistesa. Li sento calmi. Sicurissimi. Che fanno? Si stanno accendendo una sigaretta.
Fumano? Adesso? Perché mi tengono così e fumano?
Sta per succedere qualche cosa, lo sento… Respiro a fondo… due, tre volte. Non, non mi snebbio… Ho solo paura…
Ora uno mi si avvicina, un altro si accuccia alla mia destra, l’altro a sinistra. Vedo il rosso delle sigarette. Stanno aspirando profondamente.
Sono vicinissimi.
Sì, sta per succedere qualche cosa… lo sento.
Quello che mi tiene da dietro, tende tutti i muscoli… li sento intorno al mio corpo. Non ha aumentato la stretta, ha solo teso i muscoli, come ad essere pronto a tenermi più ferma. Il primo che si era mosso, mi si mette tra le gambe… in ginocchio… divaricandomele. È un movimento preciso, che pare concordato con quello che mi tiene da dietro, perché subito i suoi piedi si mettono sopra ai miei a bloccarmi.
Io ho su i pantaloni. Perché mi aprono le gambe con su i pantaloni? Mi sento peggio che se fossi nuda!
Da questa sensazione mi distrae un qualche cosa che subito non individuo… un calore, prima tenue e poi più forte, fino a diventare insopportabile, sul seno sinistro.
Una punta di bruciore. Le sigarette… sopra al golf fino ad arrivare alla pelle.
Mi scopro a pensare cosa dovrebbe fare una persona in queste condizioni. Io non riesco a fare niente, né a parlare né a piangere… Mi sento come proiettata fuori, affacciata a una finestra, costretta a guardare qualche cosa di orribile.
Quello accucciato alla mia destra accende le sigarette, fa due tiri e poi le passa a quello che mi sta tra le gambe. Si consumano presto.
Il puzzo della lana bruciata deve disturbare i quattro: con una lametta mi tagliano il golf, davanti, per il lungo… mi tagliano anche il reggiseno… mi tagliano anche la pelle in superficie. Nella perizia medica misureranno ventun centimetri. Quello che mi sta tra le gambe, in ginocchio, mi prende i seni a piene mani, le sento gelide sopra le bruciature…
Ora… mi aprono la cerniera dei pantaloni e tutti si dànno da fare per spogliarmi: una scarpa sola, una gamba sola.
Quello che mi tiene da dietro si sta eccitando, sento che si struscia contro la mia schiena.
Ora quello che mi sta tra le gambe mi entra dentro. Mi viene da vomitare.
Devo stare calma, calma.
“Muoviti, puttana. Fammi godere”. Io mi concentro sulle parole delle canzoni; il cuore mi si sta spaccando, non voglio uscire dalla confusione che ho. Non voglio capire. Non capisco nessuna parola… non conosco nessuna lingua. Altra sigaretta.
“Muoviti puttana fammi godere”.
Sono di pietra.
Ora è il turno del secondo… i suoi colpi sono ancora più decisi. Sento un gran male.
“Muoviti puttana fammi godere”.
La lametta che è servita per tagliarmi il golf mi passa più volte sulla faccia. Non sento se mi taglia o no.
“Muoviti, puttana. Fammi godere”.
Il sangue mi cola dalle guance alle orecchie.
È il turno del terzo. È orribile sentirti godere dentro, delle bestie schifose.
“Sto morendo, – riesco a dire, – sono ammalata di cuore”.
Ci credono, non ci credono, si litigano.
“Facciamola scendere. No… sì…” Vola un ceffone tra di loro. Mi schiacciano una sigaretta sul collo, qui, tanto da spegnerla. Ecco, lì, credo di essere finalmente svenuta.
Poi sento che mi muovono. Quello che mi teneva da dietro mi riveste con movimenti precisi. Mi riveste lui, io servo a poco. Si lamenta come un bambino perché è l’unico che non abbia fatto l’amore… pardon… l’unico, che non si sia aperto i pantaloni, ma sento la sua fretta, la sua paura. Non sa come metterla col golf tagliato, mi infila i due lembi nei pantaloni. Il camioncino si ferma per il tempo di farmi scendere… e se ne va.
Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti. È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa. Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca.
Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura.
Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido…
Torno a casa… Torno a casa… Li denuncerò domani“.






Aggiornamento

Le "scuse" del Tg2.
Abbiamo frainteso.

"Nel Tg2 delle 13 del 29 maggio, un passaggio del servizio sulla morte di Franca Rame è stato interpretato da alcuni in modo lontanissimo dalle nostre intenzioni, un modo che offenderebbe la dignità di tutte le donne, ma anche dello stesso Tg2. In ogni caso ci scusiamo con tutti coloro che hanno letto in quelle parole un'offesa a Franca Rame. Verso di lei l'intera redazione del Tg2 prova profonda stima, riconoscenza e affetto."

lunedì 4 giugno 2012

Di liberazioni, regimi senza nome e facce come il culo.

Oggi è la Liberazione di Roma. 

Oggi nel 1944 finalmente si metteva fine all'odiosa occupazione nazista della mia amata città.
Oggi nel 1944 la gente scese in strada a combattere, qualcuno assaltò il palazzo di via Tasso e liberò i prigionieri che lì venivano torturati e uccisi dai nazifascisti.

Oggi il peggior sindaco che questa città ricordi da allora, è andato a deporre "un fascio di fiori", che "costa poche decine di euro" (mica come la corona, che ne costa 500. C'ha fatto pure la nota spese.) al Vittoriano e a Forte Bravetta.

Nel comunicato stampa -che non linko perché mi fa schifo, ma che trovate sul suo blog- scrive:
Oggi ricordiamo l’anniversario della Liberazione di Roma, un anniversario estremamente importante per noi, perchè fu la fine di un periodo durissimo per la nostra città, il più duro della storia contemporanea della nostra città. Dobbiamo ringraziare chi è venuto a Roma a liberare, a ridare libertà e democrazia: le truppe alleate e tutti coloro che si opposero a quel regime.
Un paio di cose, SindacoDegliAltri, che nella foga devono esserti sfuggite: dobbiamo ringraziare prima di tutto quelli che sono andati in montagna, quelli che sono caduti combattendo gente con cui tu andavi a braccetto fiero fino a poco tempo fa, tipo Almirante.

Dobbiamo ringraziare le donne e gli uomini che hanno rischiato tutto perché questo paese fosse un finalmente libero dal fascismo, quello stesso che tu esaltavi quando eri un giovane di belle speranze ("leader studentesco", come ti descrivesti una volta).

E soprattutto, SindacoDegliAltri, voglio ricordarti che "quel regime" ha un nome: FASCISMO.

Complimenti a chiunque ti abbia scritto quelle poche righe: citare la Liberazione di Roma senza dire da cosa Roma sia stata liberata e senza nominare i Partigiani e la Resistenza è da professionisti.


martedì 29 maggio 2012

Se non boia, chi molla?

SNOQ alla ricerca di consensi regala magliette ai calciatori. 
Anche ai fascisti, quelli che si scrivono "boia chi molla" sulla maglietta (ma io non lo sapevo, l'ho letto per caso sul banco a scuola), quelli che 88 "è una cifra con quattro cerchi, quattro palle", quelli che sono "fieri di essere italiani", ma la celtica gli era sfuggita.

A chi ha fatto notare che bullarsi di certe amicizie è quantomeno discutibile, dopo qualche ora viene risposto:
Veder accolto l'appello contro il femminicidio dal mondo del calcio è un'occasione per parlare a un pubblico, soprattutto maschile, con cui normalmente è difficile comunicare. Snoq vuole uscire dai recinti senza timore di confrontarsi anche con chi porta avanti idee diverse. solo così può avvenire un vero cambiamento culturale

Insomma, non importa se sei fascista, l'importante è che tu sia famoso e fotogenico, così la stampa può gongolare mentre indossi la magliettina e le donne di SNOQ possono mettere una tacca in più.

http://www.facebook.com/lesignorinedival

lunedì 23 gennaio 2012

Di concerti, consolati e cadute dal pero.

Lo ammetto, quando sabato, appena tornata dal bellissimo incontro alla Casa Internazionale delle Donne ho sentito che a Che Tempo Che Fa ci sarebbe stato il SindacoDegliAltri, la mia prima reazione è stata di urlare ad A. di cambiare immediatamente canale e lasciarmi andare con lui al turpiloquio.

Poi però ci siamo detti che dovevamo essere persone mature, che quel coso è pur sempre quello che dovrebbe amministrare Roma e così abbiamo provato ad ascoltare, ma abbiamo resistito solo pochi minuti.

Oggi però volevo scrivere una cosa sul simpatico console fascista e canterino e non potevo non andare a vedere la puntata in questione.

A tale proposito, se qualcuno che lavora in Rai per qualche via traversa dovesse passare qui, vorrei che chiedesse a quelli di Che Tempo Che Fa di  pubblicare sul sito le trascrizioni delle puntate, perché giuro che per me è troppo difficile riuscire a sopportare la faccia del SindacoDegliAltri e i balbettii di Fazio insieme. Giuro, ci sto male.

Dunque, l'esordio del balbettante non è stato nemmeno male, tanto che io ed A. ci siamo guardati stupiti e increduli.
Fazio ricorda al SindacoDegliAltri i 35 omicidi, le gambizzazioni e le sparatorie varie dell'ultimo periodo (e il SindacoDegliAltri è strepitoso quando dice che la colpa è della crisi economica e se prima certe cose "finivano in una scazzottata", adesso ci sono le pistole) e pone una tra le domande più sensate della sua carriera.
Cito:
... in questo senso c'è stato un atteggiamento un po' superficiale nelle varie campagne elettorlali nell'accollare sempre a quelli che in quel momento governavano la responsabilitià di quel momento: città violenta perché la giunta [...]
...se si togliesse dalle campagne elettorali il tema della sicurezza per imputarlo agli altri...
Davvero, sentite queste parole io e A. siamo rimasti senza fiato.
Anvedi Fazio che ogni tanto è capace di dire qualcosa di "scomodo"!

Il SindacoDegliAltri ha cominciato a respirare affannosamente.
Il suo maschio petto patriota continuava a gonfiarsi, le braccia virilmente conserte, lo sguardo truce.

Credo che quei comunisti di Rai3 abbiano sabotato la sua poltrona, perché continuava a muoversi come se gli stesse andando a fuoco il didietro.

Ma il SindacoDegliAltri non è certo uno che si lascia abbattere così. È un combattente, lui, un camerata vecchio stile!
... be'... guardi, questo... cioè... non toglierlo per rimuoverlo, ma...
[...]
Nel 2008 (quando lui usò le violenze sessuali e lo stupro e poi l'omicidio di Giovanna Reggiani per vincere le elezioni) c'era un tema quasi a volerlo rimuovere (sic)
A questo punto noi ci aspettavamo l'affondo di Fazio.
Insomma, il SindacoDegliAltri è lì, ferito, morente, indifendibile: finiscilo, no?!
E invece no, niente. Sorrisi e balbettii, come da tradizione.
Tra un "vaffanculo" e un "servo" cambiamo canale.

Solo così ho perso, appunto, proprio il pezzo in cui il SindacoDegliAltri deve parlare di Vattani, che fu suo consigliere per le relazioni internazionali sia al Ministero dell'Agricoltura, sia in Campidoglio.

Le domande di Fazio, al solito, sono corrosive e scomode:
È ammissibile che nel 2012 ancora si cantino le cose di Salò? Cioè.. qua... quando finirà questa storia?
Il SindacoDegliAltri non esita:
Sia chiaro che Vattani è un diplomatico, cioè è una persona in carriera della Farnesina, quindi non è che me lo sono inventato io... ha fatto questa brutta performance (forse il SindacoDegliAltri preferisce la cinghiamattanza di Iannone?), adesso la Farnesina ha aperto un procedimento disciplinare e quindi credo che debba esserci (sic) delle sanzioni... non è ammissibile, questa è la mia risposta... tutte queste cose... basta.
Il nostalgismo adesso è una delle tante cose... va archiviato definitivamente

Ora, Fazio, io non posso insegnarti il mestiere, è ovvio, perché te stai alla Rai da anni e guadagni l'ira di dio, mentre io sto in un ufficio con uno stipendio di merda, ma una cosa sola vorrei dirtela.

Quando uno che permette che nella città che dovrebbe amministrare ci siano fascisti che scorazzano allegri e addirittura gli compra casa e casale ti dice che "il nostalgismo" deve essere archiviato, forse sarebbe il caso di fargli qualche domanda seria, no?
Chiedigli per esempio se è vero che il Comune di Roma, cioè IO, spende dei soldi per i fascisti del terzo millennio.
Chiedigli come sia possibile che un'associazione che si dichiara fascista possa prendere il 5 x 1000 in un paese la cui Costituzione ripudia il fascismo.
Chiedigli perché a questa gente verrà concesso di manifestare il prossimo febbraio quando in Italia esiste il reato di apologia del fascismo e agli studenti medi in corteo si risponde coi manganelli.

Avoja a chiede, Fabbiè...
Perché è tanto bello esse tutti amici e volemose bene ché semo romani (che poi quello lì a Roma c'è venuto a dodici anni quindi basta co' sta storia che è romano e basta che quando lo imitate parlate romano: lui non c'è manco bòno), ma se poi quelli che lui difende sono picchiatori e assassini, non è pensabile credere alla favoletta che il poro Vattani nessuno lo sapeva che cantava co' Iannone a CasademmerdaPound, no?

Non serve essere fini giornalisti: ci stanno le foto.

Osservatorio Repressione

LINKIESTA

mercoledì 18 gennaio 2012

La marcia su Roma

Alla fine ce l'hanno fatta.
Giornalisti, scrittori, speakers, "opinionisti" (che poi che cavolo di lavoro è "l'opinionista" io non l'ho mai capito), che da anni si battono per dirci che i fascisti sono bravi ragazzi, che se anche prendono a sprangate, picchiano, ammazzano, in fondo sono persone come  noi e hanno il diritto a manifestare nelle nostre città, hanno vinto: l'opera di sdoganamento sta arrivando rapida alla sua conclusione. 

La legittimazione del fascismo, nel 2012, è finalmente avvenuta.

In fondo tra opere di ripulitura e riverginazioni c'eravamo quasi (valga per tutti l'esempio di Fini, da delfino di Almirante che diceva "Mussolini è stato il più grande statista del secolo e i froci non possono insegnare alle elementari" a paladino della democrazia parlamentare), ma ci si era concentrati troppo sulla parte istituzionale e poco su quella di strada.

Insomma, chi avrebbe mai potuto immaginare fino a qualche anno fa, che un picchiatore fascista avrebbe potuto presentarsi alle elezioni di un paese che nella Costituzione stessa condanna il fascismo?

Alle prossime elezioni comunali CasademmerdaPound ha deciso di candidarsi
C'hanno pure i manifesti, che si muovono tra il loro classico vittimismo piagnone, con la citazione delle brutte parole che hanno detto su di loro quei bruti di Zingaretti, Polverini e SindacoDegliAltri, e la loro maschia spavalderia fascista, che comunque, come dice Cr., son fatti bene (d'altra parte, lo erano anche quelli di Goebbels).

Il vicepresidente della casa del fascio, Simone Di Stefano, ha detto
 «E' nostra intenzione candidarci alle prossime elezioni del Comune di Roma con una lista e un nostro candidato a sindaco per il 2013. Lista che non avrà vicinanza con nessuno, neanche con Alemanno». 

Ingrati.

Che altro volete dal SindacoDegliAltri, la casa al mare? 
Quella in campagna che vi ha appena regalato per quando vi stancate di quella che vi ha comprato in città non vi basta più? 
Ingordi e irriconoscenti, ecco cosa siete.

Per quanto riguarda il candidato sindaco (cristosanto, mi viene da vomitare, giuro) dicono: «Stiamo lavorando sul nostro candidato sindaco, vogliamo coinvolgere qualcuno della società civile» e di nuovo cito il mio amico Cr., che si pone sempre delle domande di un certo livello: Una volta che hanno trovato 'sto poraccio tra la società civile, poi che fanno? Lo gambizzano?

Meritano, come sempre, le parole del SindacoDegliAltri in merito alla candidatura di CasademmerdaPound alle comunali 2013 (Maya, mi raccomando):
«Il fatto che Casapound abbia dichiarato di voler creare una lista per il 2013, con un proprio candidato sindaco, è la logica conseguenza della posizione che hanno sempre avuto e che non è affatto vicina al centrodestra» 

Poverino, non lo percepite anche voi il dolore di un uomo offeso? 
Dopo tutto quello che ha fatto per i fascisti del terzo millennio, questi si candidano per dimostrare di non essere affatto vicini al centrodestra. 
Certa gente non si merita proprio niente.
«Noi abbiamo sempre tenuto la stessa identica posizione di equilibrio sia nei confronti di forme antagoniste di sinistra che di destra, purché ci sia rispetto delle leggi e rifiuto di ogni forma di violenza. La nostra linea non si è affatto modificata rispetto a quella tenuta dal sindaco Veltroni nei confronti di Casapound».
Allora. SindacoDegliAltri. Checcazzostaiadì?

Sì, la storia di Veltroni è vera e infatti di vaffanculo se ne è presi a tonnellate, ma 'sta storia della "stessa identica posizione di equilibrio" è un'immensa stronzata.
Vallo a raccontare davanti all'Horus.
O magari a quei ragazzini che sono stati presi a sprangate dai tuoi amici camerati a piazza Navona.
Non è proprio "la stessa identica posizione. 
Ma magari sono io che cerco il marcio.

Comunque, davvero, il mio più sentito ringraziamento a tutti quelli che da anni ci raccontano le favolette su CasademmerdaPound e che però non c'hanno manco il coraggio di dichiararsi amici dei fascisti.

Ah, gira una voce a Roma: dice che il piddì candiderebbe Concita De Gregorio.
Perfetto.
Vogliono farmi abbandonare la città, mi pare chiaro.



venerdì 13 gennaio 2012

Affari immobiliari

da Militant
Ma sì, era ora!
Quei bravi ragazzi di casademmerdapound, quelli che giocano a pallone, che fanno i tornei e che vivono di volontariato e amore per il prossimo avevano bisogno di una casa in campagna.

Dopotutto via Napoleone III è un casino, c'è un sacco di traffico. 
E poi è troppo vicino a piazza Vittorio, che, come tutti sanno, è zona cinese e quando un cinese comincia a cucinare ti impuzzolisce tutti i panni stesi. 
Per non parlare di quando ci sono le manifestazioni di quei comunistacci brutti, che il SindacoDegliAltri ultimamente si diverte a far passare proprio lì dietro e quelli strillano, strillano che pare che chissà che c'hanno da dì.

Quella comunista giornalista de L'Unità scrive cose strane e si è fissata sulla data della "donazione", insinuando che il casale campagnolo sia una specie di "ricompensa" per la perdita di via Val d'Ala.
Il 24 maggio, infatti, è il giorno in cui Casapound accetta di essere sgomberata dallo stabile di via Val d’Ala.
 [...]
«Abbiamo raggiunto un accordo per sistemare le trenta famiglie occupanti», spiega proprio quel giorno alla stampa il vicepresidente di Casapound, Andrea Antonini, comunicando la notizia dell’avvenuto sgombero. Un’inversione di rotta rispetto a pochi giorni prima, quando, il 18 maggio, il leader di Casapound, Gianluca Iannone, minacciava: «Non ce ne andremo mai da via Val d’Ala». Cosa è successo nel frattempo? Ovviamente, dell’avvenuta consegna del casale nessuno si preoccupa di dare annuncio alla stampa. Il verbale firmato davanti al cancello di via dei Settebagni, scritto a mano e protocollato, attesta soltanto l’effettivo passaggio di consegne, con tanto di chiave affidata nelle mani dei nuovi custodi. Ma fa riferimento a un atto precedente con cui l’amministrazione ha ufficialmente ratificato la decisione di affidare all’Isola delle Tartarughe «numero due fabbricati rurali» con tanto di «area circostante per circa mq 30mila». 

Chissà se ci faranno una discoteca per prendersi a cinghiate nelle serate noiose. O magari un poligono di tiro per i loro intellettuali, ché si sa benissimo che dopo aver tanto letto e pensato uno ha bisogno di svagarsi.

venerdì 23 dicembre 2011

Io sto con Femminismo a Sud

Dunque, dopo che Gianluca Casseri, "intellettuale" (ahahahhahahaha) di CasademmerdaPound ha ammazzato due ragazzi e ne ha feriti altri tre, le sorelle di Femminismo a Sud si sono fatte una domanda facile facile: "Chi ha sdoganato Casa Pound?"

No, perché pareva che nessuno sapesse che quel "centro sociale" non è propriamente un'opera di carità per i bisognosi, nonostante le denunce e le aggressioni degli ultimi tempi e pesanti dossier che girano in rete.

Solo che agli intellettuali (?) e ai giornalisti di sinistra (?) ora stringere la mano ai picchiatori non pare più tanto trendy e quindi hanno pensato che fosse meglio che non si sapesse troppo in giro che fino all'aggressione precedente si era tutti amici.

Ma non si era pensato a quelle stregacce brutte e cattive di FaS, che c'hanno una memoria d'acciaio e avevano addirittura linkato robaccia pubblicata dai tipi di cui sopra in cui si raccontavano storielle edificanti sui fascisti del terzo millennio.

Che fare, si sono chiesti?

Ammettere di aver fatto quantomeno un errore di valutazione e sperare che la gente ci creda?
Fingere di cadere dalle nuvole e sperare che la gente ci creda?
Affermare senza mezzi termini di aver scritto una marea di stronzate, che CasademmerdaPound non è un ritrovo di crocerossine, ma un posto in cui si incontrano fascisti, negazionisti, razzisti e feccia della peggior specie mascherato da ritrovo culturale e sociale?

Nah. 
La prima regola è: negare sempre, anche davanti all'evidenza.
E la seconda è: butta merda su qualcun altro, così sembrerai puzzare di meno.

Ed eccolo il pensiero geniale e risolutivo: prendiamocela con quelle, molto più facile.
Tanto sono ragazzine ignoranti, anarchichefemministecomuniste, non sono come noi che conosciamo il mondo.
Ci mettiamo in mezzo un paio di riferimenti al nazismo, agli anni di piombo, ripetiamo mille volte le parole "lista di proscrizione", che pure se non c'entra niente -perché quella non è altro che una rassegna stampa con link e rimandi a cose che abbiamo scritto e detto e di cui se fossimo gente seria dovremmo prenderci la responsabilità- fa sempre impressione. 
Facciamo finta che "sdoganare" sia una parola bruttissima foriera di morte e distruzione: magari funziona, tanto in pochi leggeranno il post di quelle sgallettate (e non saremo certo noi a likarlo!) e consultare un dizionario fa troppa fatica.
E con qualcuno ha pure funzionato.


Tutto questo per dire che pure io sto con Femminismo a Sud.
Sarà che sono antifascista sempre e comunque.
Sarà che i fascismi mi fanno schifo tutti e sempre.
Sarà che sono pure femminista.
Sarà che conosco la differenza tra "lista di proscrizione" e "elenco di link e articoli".
Sarà che ho lo Zingarelli nella libreria e so cosa voglia dire "sdoganare".

giovedì 15 dicembre 2011

Su Firenze, Torino e le responsabilità politiche.

Queste sono alcune delle parole più sensate, nella loro pacatezza, che io abbia sentito in merito a quanto accaduto a Firenze e a Torino. Ma anche un'analisi di vent'anni di fascismo, berlusconismo e leghismo e di quello che hanno provocato.

A dare fuoco alle  baracche sono stati "cittadini esasperati".
A sparare a tre ragazzi è stato "un estremista folle".

No. Troppo facile.

A dare fuoco alle baracche sono stati razzisti e fascisti.
A sparare a tre ragazzi è stato un fascista razzista.

E il fuoco e i proiettili sono stati forniti da chi siede in Parlamento e chiede di bombardare i barconi, che interna i migranti nei CIE, che continua a blaterare "padroni a casa nostra", di negazione dello ius soli per evitare che "tutte le donne d'Africa vengano a partorire qui", che passeggiano con i maiali davanti alle Moschee. 



mercoledì 14 dicembre 2011

Fascista, non pazzo.

Gianluca Casseri non era semplicemente un pazzo: era un fascista frequentatore di Casa Pound.
E non era nemmeno un frequentatore occasionale e silenzioso come ci dicono, se è vero che sul loro sito c'era addirittura una sezione dedicata ai suoi scritti (Senza Soste e Femminismo a Sud sono ben precisi in merito).

Far passare un assassino razzista per uno "solitario" e "un po' strano" vuol dire credere alle storielle di Iannone su quanto sono bravi i fascisti del terzo millennio, che fanno volontariato, sport e aiutano tanta povera gente.

Lo sdoganamento di questa gente ormai galoppa veloce, il mese scorso ne abbiamo avuto un'ulteriore conferma, con l'ennesimo viscido tentativo di far passare in secondo piano il fascismo,  il razzismo, l'omofobia, l'antisemitismo e la violenza che li caratterizza.
Questi personaggi sono coccolati e tollerati da troppe amministrazioni comunali, che magari investono i nostri soldi per l'opera di democraticizzazione di facciata.

Nell'assassinio dei ragazzi a Firenze la "follia" non c'entra.

Quelle morti pesano sulla coscienza di chi tollera, sovvenziona, paga e offre spazi più o meno istituzionali -che siano un'ospitata in una radio locale o un posto in qualche consiglio comunale, o magari in Parlamento- ai fascisti, di qualsiasi millennio dicano di essere.

Rubo le parole a Baruda

Fate più schifo dei fascisti, di chi l’ha sostenuti dal primo giorno (eh Alema’?!), di chi li legittima come interlocutori, fate ancora più schifo voi della carta stampata, perchè appoggiate e foraggiate questo fascismo, che ogni tanto “esagera”, quindi diventa “pazzo”, “scheggia impazzita”, perché siete collusi in tutto.
Ora spero solo che non rimanga nulla di CasaPound e delle sue sedi lustrate coi soldi delle amministrazioni comunali.

Antifascista sempre ☭

giovedì 1 dicembre 2011

Levategli il vino.

“Togliete i libri alledonne: torneranno a far figli” è il titolo di un brillante articolo apparso su quel meraviglioso quotidiano chiamato Libero, a firma di Camillo Langone
 Rubo le parole alla mia amica Alessandra per una descrizione rapidissima del Langone: 
‎"Ma Camillo Langone che scrive su Libero l’articolo "Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli" (dibattito sulla natalità) è forse quell'insignificante pennivendolo che ha scritto "La vera religione spiegata alle ragazze" (12 lettere ad altrettante amiche dubbiose per spiegare l’importanza di indossare la croce, di battezzare i bambini, di allestire il presepe…) e poi "Manifesto della destra divina" (“Difendi, conserva, prega!”: una difesa in controtendenza dei doveri contro i diritti, dell’obbedienza e del rispetto contro l’individualismo sfrenato che regola la società odierna.) ? Ah ecco."
In effetti del Langone ricordo uno sproloquio sull’irresistibilità del “camerata”, che forse è stato da spunto per la maglietta di caccapound.

Vabbè, divago.

Insomma, l’articolo pubblicato lo scorso 30 novembre  vuole essere una “provocazione” in un dibattito sulla natalità con Selvaggia Lucarelli.

Leggendo, si trova ciò  che a Roma chiamiamo “’na marea de mmonnezza”: razzismo, xenofobia, sessismo, ovvero i tre grandi classici che stanno andando tanto di moda tra troppi giornalisti (uno per tutti: Massimo Fini, che però è da un po’ che non mi regala una delle sue meraviglie).

Diciamo che già il fatto che uno si descriva come “un sincero xenofobo” è una garanzia su quello che si andrà a leggere.

Comunque, cominciamo.

Culle vuote e barconi pieni sono fenomeni così strettamente legati che perfino un sincero xenofobo come me ha sbuffato, dopo la reazione leghista alla forzatura di Napolitano sulla cittadinanza ai figli degli immigrati. Io sono di destra perché sono realista: le ideologie e le utopie non me le bevo.
No, Camillo, secondo me non ci sei. 
I migranti non vengono qui perché noi italiane non figliamo: vengono perché fuggono da guerra, fame, miseria, morte. 
E se proprio non li vogliamo sul nostro prezioso suolo patrio, dovremmo cominciare a parlare seriamente di cooperazione e aiuti, senza paternalismi e senza continuare a sfruttare fino allo stremo le loro terre e poi lasciare che si ammazzino tra loro mentre noi mandiamo due euro con un sms di solidarietà.
E sì, sono certa che lo ius soli sia sintomo di civiltà, non di “invasione”, come piace tanto dire ai fascisti. 
La mia amica del liceo, M., per esempio, è figlia di un eritreo e di una somala (o il contrario? Non mi ricordo mai). Abitava a Tor Bella Monaca, andava al liceo a Monteverde con i miei amici C. e G. e parlava un romanaccio favoloso, pur essendo nerissima. 
Lei viveva la sua vita con noi, ma visto che non siamo un paese civile, non era Italiana. 
Credo che abbia avuto la cittadinanza da maggiorenne, tra schifezze burocratiche e roba simile. Purtroppo non la vedo da anni, altrimenti potrei chiederle delucidazioni.

Pensare che chi nasce e vive qui sia italiano come i figli di Langone, non è ideologia né utopia. 
È una cosa logica. Ma un “sincero xenofobo” in effetti non può arrivare a tanto.

Da troppo tempo la Lega abbaia ma non morde. Da troppo tempo i politici, di tutti i partiti, mica solo i bossiani, preferiscono i sogni alle statistiche. La natura non tollera vuoti, bisogna metterselo in testa: non è pensabile che una nazione si spopoli senza che alle nazioni vicine venga in mente di ripopolarla. Se in Italia il numero di figli per donna è 1,32, molto sotto la soglia di sostituzione che è poi la soglia dell’estinzione prossima ventura, ci vorrebbe altro che le dichiarazioni di Calderoli, ci vorrebbe un’atomica al giorno per impedire gli arrivi dalla Siria, dall’Egitto, dalla Libia, dove i figli per donna sono più di tre.
Questa cosa dell’atomica ricorda tanto le parole di Bossi e Maroni sullo “sparare ai barconi” e io non ne posso più di sentire certe esternazioni e non vederle mai punite. Insomma, se uno dice a Berlusconi “buffone fatti processare” gli prendono le generalità, ma se un “giornalista” dice di buttare “un’atomica al giorno per impedire gli arrivi” dei migranti allora va tutto bene.

Questo tizio, poi, parla di “figli per donna”, di “sostituzione” ed “estinzione” come se stesse vendendo le mele al mercato.
Non sembra chiedersi nemmeno per un momento -non ancora almeno- perché le donne italiane facciano meno figli che in passato. Una prima piccolissima risposta potrei dargliela: manca il lavoro, mancano i servizi sociali, mancano i soldi per una casa. Cose sulle quali quando hai intenzione di avere un figlio cominci a ragionare con più attenzione.
Ma questo vorrebbe dire mettere in discussione decenni di scellerate scelte politiche e non è per niente facile.
Ed ecco la xenofobia sincera in tutto il suo splendore:
[…] mi capita sempre più spesso di trovarmi completamente circondato da stranieri (alla stazione di Brescia, in viale IV Novembre a Reggio Emilia, sui regionali notturni in partenza da Bologna...) e mi sembra di vivere un incubo. […] bisogna convincere gli italiani a riaccettare il duro lavoro di padri e di madri.
Gli stranieri, Langone, non mordono. Cos’è che ti fa paura? La lingua diversa? La pelle scura? I cibi troppo speziati? Cos’è che ti fa venire gli incubi? 
No, perché il mio incubo è passare a via Napoleone III e sapere che il SindacoDegliAltri ha regalato parte dei miei soldi a gente che si dichiara “fascista del terzo millennio”. 
O vedere che in Parlamento ci sono persone dalle quali i miei mi avrebbero detto di tenermi alla larga.

Questione di punti di vista: tu sei un “sincero xenofobo” che non crede nelle ideologie, io una donna che vive nel mondo e crede ancora che “uguaglianza di diritti e doveri” non sia una parolaccia.

Come? Convertendoli all’islam? Non serve: il paese più prolifico del pianeta è il maomettano Niger (7,68 figli per donna) ma subito dopo, nella classifica della fecondità, si trova la cristiana Uganda. Quindi la religione conta poco o nulla, e a riprova ecco l’Iran, precipitato anch’esso sotto la soglia di sostituzione nonostante veli e ayatollah. Che allora convenga diventare induisti? Macché: in molte zone dell’India ancora all’apparenza prolifica il tasso di fecondità sta crollando. Oppure buddisti? Niente da fare: i thailandesi si vanno estinguendo a ritmi europei. Comunisti? Peggio che andar di notte, a Cuba si fanno meno figli che nella decadente Olanda. Se non è la religione, se non è l’ideologia, qual è il vero fattore fertilizzante?
Questa, lo ammetto, l’ho capita poco. La faccenda del “fattore fertilizzante” tende a sfuggirmi. Forse perché non credo che le donne siano piante da fertilizzare.

Ma ecco che finalmente Langone trova “La Ricetta”:

Io lo so ma l’ho tenuto per la fine dell’articolo perché non avevo fretta di farmi linciare. Ebbene, gli studi più recenti denunciano lo stretto legame tra scolarizzazione femminile e declino demografico. La Harvard Kennedy School of Government ha messo nero su bianco che «le donne con più educazione e più competenze sono più facilmente nubili rispetto a donne che non dispongono di quella educazione e di quelle competenze».
E il ministro conservatore inglese David Willets, ha avuto il coraggio di far notare che «più istruzione superiore femminile» si traduce in «meno famiglie e meno figli». Il vero fattore fertilizzante è, quindi, la bassa scolarizzazione e se vogliamo riaprire qualche reparto maternità bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà.
Così dicono i numeri: non prendetevela con me.
Ecco qui. Bentornati al medioevo!

Tutte a casa! A fare la calzetta, a preparare i lauti pasti per il maschio che torna dal lavoro e porta i soldi a casa. Altro che leggere e studiare! Perdere tempo sui libri non si addice a una madre per bene.

Non lo sapete forse che scolarizzazione, educazione e cultura portano alla libertà e alla consapevolezza? 
Via quei brutti libri, al rogo! 
Non sia mai che qualche femmina possa cominciare a pensare a quella cosa orrenda che è l’indipendenza! Che nessuno mai più pronunci la parola “emancipazione”!

Eccolo in vero nodo della questione. 
Una donna colta, curiosa del mondo, consapevole di sé e di quello che ha intorno, è una donna libera, una donna che può e vuole scegliere. E questo evidentemente è ancora spiazzante per qualche maschio.

“Provocazione”, la chiama, ma come donna, come donna che legge (pensa, Langone, me l’ha insegnato mio padre!), come donna che vuole leggere ancora e ancora e che spera di poter leggere tantissimo per i figli che avrà, vedo solo un insulto.


Un insulto alle troppe donne cui è ancora negata la scolarizzazione e che quindi sono schiave, alle migranti che fuggono da miseria e guerra, alle donne di cultura, che in questo paese nel 2011 ancora fanno fatica a vedersi valorizzate.
È un insulto a tutte noi. 
Ed è un insulto a tutti quegli Uomini che Langone non nomina mai e che ci stanno accanto mentre leggiamo ogni giorno, che ci insegnano le parole scrivendole su grossi fogli bianchi, che ci spronano a migliorarci ogni giorno perché sanno che miglioreremo insieme alla faccia di xenofobi più o meno sinceri e di beceri sessisti.


E mentre Langone starà pensando a quanto sarebbe bello un mondo di donne analfabete, io mi godo la pausa pranzo.

venerdì 25 novembre 2011

Senza vergogna

Ecco chi ci ha governato in questi anni.
Ecco chi siede in Parlamento.
Ecco cosa viene fuori quando il fascismo viene sdoganato, tollerato, corteggiato.
Parlare di ius soli con questa gente è inutile, non ci arrivano.

E forse qualcuno potrebbe dire a La Russa e ai suoi amici fascisti e leghisti che le "donne di tutta l'Africa" non hanno alcuna voglia di venire a partorire qui, ma vogliono essere libere di farlo in sicurezza nella loro terra, che da millenni noi ricchi grassi flaccidi occidentali stiamo martoriando.

Che poi, caro La Russa, credi davvero che una donna incinta rischierebbe con tanta leggerezza di morire in viaggio, di essere buttata in mare o di essere rinchiusa in quel lager che chiamate CIE perché il proprio figlio possa diventare tuo concittadino?


giovedì 17 novembre 2011

Democrazia e Fascismo

Le polemiche Iannone sì, Iannone no, non si placano.
Io continuo ad essere chiamata antidemocratica e "fascista di sinistra" perché continuo a dire "nessuno spazio mai ai fascisti".
Rispondere a tutti ogni volta è complicato, la gente non ci arriva.
Allora lascio che a rispondere sia Pertini, che le cose le sapeva dire bene.

mercoledì 9 novembre 2011

Cambio stazione

C'era una volta una ragazzina che ascoltava la Radio. 
Due stazioni, sempre le stesse, da alternare a seconda dell'umtre: Radio Onda Rossa, storica Radio indipendente e Radio Rock, commerciale, ma con buoni dj.

Mentre la prima ha mantenuto la propria identità antifascista, antagonista e libera, la seconda ha deciso di percorrere sempre di più la strada del "commercio". Ma alla fine uno si affeziona alla gente e quindi nonostante gli anni e la (troppa) merda, la ragazzina ha continuato ad ascoltare. Certo, la selezione si è fatta via via più spietata, ma quanodo accendeva la radio la frequenza era spesso quella di Radio Rock.

Poi però a 32 anni suonati, la ragazzina ha saputo che la radio che l'ha accompagnata negli anni domani (10 novembre 2011) ospiterà Iannone. 
Iannone quello degli Zetazeroalfa. 
Iannone quello della cinghiamattanza. 
Iannone quello di casapound.
E casapound non è esattamente un covo di educande.
L'ultima aggressione è di pochi giorni fa. Hanno picchiato dei tizi del PD al grido di "uccidete i comunisti" (sì, lo so, fa ridere quel "comunisti" accanto a "PD", ma stiamo parlando di gente che si prende a cinghiate per divertirsi).
Ma pare che questo non conti.
Chi, come me, sta scrivendo alla radio per dire che quell'ospite è una vergogna, è tacciato di antidemocraticità e tutto il repertorio.

E allora basta.
Perché alla ragazzina -che ormai è parecchio cresciuta- hanno insegnato che coi fascisti non ci si siede manco allo stesso tavolo. Mai.

E allora cambio stazione.
Addio Radio Rock, è stato bello finché è durato.
Mi dispiace per Prince Faster, lo ammetto, ma con chi va a braccetto coi fascisti, di qualsiasi millennio siano, io non ho niente a che spartire.

Antifascista Sempre.



AGGIORNAMENTO
Alla fine Iannone non c'è andato: molto più facile fare una bella intervista telefonica. Tipico, in effetti.

Prince Faster, storico dj della radio se n'è andato. Armandino non trasmette fino a data da destinarsi in attesa di una presa di posizione ufficiale della radio, perché pare che a parte Pappagallo (l'intervistatore) nessuno volesse merdapound in radio.

I 99 Posse scrivono:
Sono poche le radio che ci trasmettono, tra queste radio rock di Roma. Tuttavia dopo la messa in onda stamattina dell'intervista di Gianluca Iannone, fondatore di casapound, i tristemente noti "fascisti del terzo millennio", diffidiamo i responsabili dell'emittente romana a trasmettere qualsiasi contenuto relativo alla 99 Posse. Mai più una nostra canzone, nessuna richiesta di intervista, né di supporto alle nostre esibizioni nella capitale o altrove. Non c'è nessun dialogo possibile con chi fa dello squadrismo la stella polare della propria azione politica, nessuno spazio di condivisione con chi distingue i diritti sulla base della nazionalità, del colore della pelle, della lingua con la quale si parla. La tolleranza si riserva ai tolleranti, la democrazia ai democratici, il dialogo a chi crede nel dialogo. Ci teniamo a precisare che il nostro concerto previsto a Roma il 2 dicembre all'Orion è organizzato direttamente dalle strutture che si occupano del nostro management e booking in collaborazione con il locale. Radio rock non avrà alcun ruolo né in questo né in qualsiasi altro concerto terremo in futuro. Ci riserviamo inoltre da questo momento la possibilità di intraprendere una campagna di informazione e boicottaggio nei loro confronti, coinvolgendo altri artisti di rilievo nazionale. Non basterà alla redazione di radio rock chiudere la propria bacheca e cancellare le centinaia di post e commenti di protesta come hanno fatto stamattina, per zittire il dissenso. A dj Prince Faster, a dj Armandino e dj Oreste va la nostra solidarietà incondizionata per aver preso le distanze dalla messa in onda dell'intervista e li invitiamo a esprimerla in forme pubbliche e radicali. Contro il fascismo sempre, NO PASARAN!
 E pure Radici Nel Cemento non ci stanno:
ATTENZIONE ATTENZIONE : STIAMO ASPETTANDO DI CONOSCERE LA POSIZIONE UFFICIALE DI RADIO ROCK RISPETTO ALLA VERGOGNOSA INTERVISTA AL NEOFASCISTA IANNONE ANDATA IN ONDA QUESTA MATTINA. LA NOSTRA SPERANZA E' CHE QUANTO SUCCESSO VENGA CONDANNATO CHIARAMENTE, CHE IL RESPONSABILE DI QUESTA INFAMIA SPARISCA PER SEMPRE DALL' ETERE E CHE LA RADIO TORNI IN MANO ALLA VECCHIA GUARDIA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA. IN QUESTO CASO, SARA' UN PIACERE PER NOI CONFERMARE LA PRESENZA ALL' ORION SABATO SERA, IN CASO CONTRARIO LA DATA VERRA' ANNULLATA E LA NOSTRA POSIZIONE RISPETTO A RADIO ROCK SARA' DI BOICOTTAGGIO TOTALE. NESSUNO SPAZIO MAI AI FASCISTI. RNC
E pure Nunzio D'Erme, che è stato invitato se non sbaglio per domani:

Proprio oggi sono stato invitato a essere intervistato negli studi di Radio Rock per il prossimo giovedì 17 novembre.
Ovviamente come sempre mi sono detto disponibile a partecipare a un momento di confronto e discussione con gli ascoltatori di una radio che da tanti anni è presente nella città.
Quando ho accettato l'invito ero completamente all'oscuro di quanto sta accadendo a Radio Rock: proprio non potevo immaginare che il mio intervento sarebbe servito a fare da contro altare all'intervista che Emilio Pappagallo ha effettuato allo squadrista Iannone.
Da troppo tempo sono protagonista, insieme alle mie compagne e ai miei compagni, dei movimenti sociali radicati nelle lotte vere che attraversano la nostra città per cascare nel becero giochino degli opposti estremismi.
Radio Rock è libera di scegliere la propria linea editoriale, ma certo io e il movimento che rappresento non ci presteremo ad operazioni di equiparazione utili solamente a legittimare chi, come i fascisti di casapound, da anni si rendono costantemente protagonisti di intimidazioni, aggressioni e violenze nei confronti delle forze democratiche della città.
Mi chiedo come sia possibile prestare il fianco a certa gente proprio appena a una settimana dall'aggressione subita dai giovani del Pd in IV municipio. Squadristi in doppio petto che godono della copertura politica della destra capitolina.
Nessuno spazio ai fascisti. Mai. Non per odio ma per dignità.

Nunzio D'Erme
Action.


L'accusa, al solito, è che siamo tutti poco democratici, ma come al solito, non me ne curo.
Nessuno spazio a questa gente.

Ci riempiamo la bocca con la Costituzione quando si tratta di sputare su Berlusconi (sport nel quale eccello) e poi lasciamo parlare uno che -stando alla Costituzione medesima- dovrebbe essere in galera.

Piagnucoliamo indignati se il SindacoDegliAltri usa i nostri soldi per comprargli il palazzo e poi vogliamo dargli spazio.

La gente dovrebbe imparare a fare pace col cervello.

O a smetterla di dichiararsi antifascista solo quando va di moda.

ANTIFA!








AGGIORNAMENTO 10/01/2012

Da ieri, Prince Faster, Armandino e Oreste hanno ricominciato a trasmettere su Radio Città Aperta!

Nel frattempo, Radio Rock ha richiamato Jelena, dopo aver detto che la sua programmazione era "radio condominio" e una rottura di palle che nessuno sopportava più (io però in quelle ore di "musica e chiacchiere" mi trovavo abbastanza bene. Si cazzeggiava, si rideva, c'era il gorgo trash anni '80...), magari pensano di recuperare in questo modo qualche vecchio ascoltatore che già allora si era allontanato.



lunedì 26 settembre 2011

Basta Minetti, mejo i Nar.

Il SindacoDegliAltri sta vivendo un momento di totale, completa e inguaribile schizofrenia.

Rendendosi conto che con la simpatica manovra del governo i servizi dei comuni andranno affanculo (scusate, ma non ho saputo trovare un altro modo per dirlo), fa scioperi, volantinaggi, solidarizza con il suo assessore alle politiche sociali che si incatena davanti Montecitorio, e però non è capace di dire che Berlusconi dovrebbe avere quantomeno il buon gusto di dimettersi. 

E non perché è un vecchietto sessuomane, ma perché sta mandando a fondo il Paese per i suoi interessi.

Cosa può fare allora un povero SindacoDegliAltri? Prendersela con l'anello debole, da bravo fascista.

Peccato che fino a qualche tempo fa a lui le Minetti in lista andavano benissimo: l'importante era darsi una ripulita e giocare a fare il sindaco di Roma, tra baci, abbracci, saluti romani e pranzi di cui pentirsi.

Mai più Minetti in lista!

Molto meglio gli ex Nar, gli amici fidati, gli amici di sempre, quelli che con le mazze ci sapevano fare. E non fate quella faccia, non sto parlando di festini zozzi! Altre mazze, mazze da veri maschi.

Tipo Andrini, quello che voleva come ad dell'AMA, uno che quando era solo un giovane fascista di belle speranze ha quasi ammazzato un ragazzo.
O magari Francesco Bianco, ex Nar, che durante le manifestazioni studentesche dello scorso inverno, insultava (in rete, ché quei ragazzini in giro per Roma erano troppi) i manifestanti inneggiando alla violenza e già che c'era ha aggiunto anche un po' di becero antisemitismo.

È troppo facile prendersela con le "papi girls" (già questo modo di chiamarle mi fa venire l'orticaria), come del resto fa anche L'Espresso.
Per carità, io voglio che esca fuori tutto, ma trovo odioso questo accanirsi sulle donne quando in Parlamento ci sono decine e decine di bei maschioni messi lì per interesse, amicizie e favori vari, anche sessuali, si dice.

Insomma, se dobbiamo (e dobbiamo!) sputtanare -passatemi il termine- Berlusconi e il governo tutto per le candidature fasulle, i favori, la corruzione e via dicendo, cominciamo a farlo per bene.
Maschi e femmine, tutti uguali.
Nar e Minetti.
Perché altrimenti io non ci vedo politica, ma solo monnezza e gossip da vecchi allupati.

E non lo dico perché sono femminista, ma perché mi pare che in questo modo si stia perdendo tempo.

giovedì 22 settembre 2011

venerdì 13 maggio 2011

Fuori da Roma!


Fuori!

Mentre Roma sprofonda nelle buche e viene invasa dalla monnezza, mentre il suo patrimonio artistico è umiliato ogni giorno, mentre mancano le case, i mezzi pubblici sono indegni di una capitale europea, le scuole sono a pezzi, mentre ci si lamenta della mancanza di soldi per la cultura, per il territorio e bla bla bla, il SindacoDegliAltri si ritrova in tasca 11,8 milioni di euro e non sapendo come usarli decide di comprarsi Casapound.


Ora il punto è che in quei quasi 12 milioni ci sono anche i miei spiccioli e non riesco a capire in base a cosa IO dovrei dare i MIEI soldi a dei fascisti picchiatori.

A Roma si stanno moltiplicando le aggressioni per mano di fascisti e il SindacoDegliAltri non fa che ripetere che "dobbiamo fermare la violenza ad ogni costo".
Mi sfugge il nesso con l'acquisto del palazzo di Via Napoleone III, occupato dalla feccia fascista, con quanto dichiarato dopo l'ennesima aggressione:  "Nessuna tolleranza nei confronti della violenza politica, e massima reattività perché, lo ribadisco, non vogliamo tornare agli anni di piombo".

martedì 5 aprile 2011

Stavo solo scherzando


Forse ai non romani è sfuggito il battutone della Polverini sui tunisini.

La presidente (il minuscolo è chiaramente voluto,) della Regione Lazio, quella che saluta romanamente la vittoria (o faceva solo "ciao ciao" con la manina?), quella che imbocca Bossi, quella che va a cavalcioni in curva nord insieme a gente quantomeno discutibile, quella che viveva (mo' ci sta l'ex marito, dice) in una casa popolare a San Saba, uno dei quartieri più belli e cari di Roma per meno di  400€ al mese, è andata al Circolo Canottieri Lazio, per presentare il progetto Tevere Rangers (40 volontari che monitoreranno il Tevere).

Essendo lei sostanzialmente quello che qui da me si chiama "bora scatenata", non s'è saputa tenere ed ha tirato fuori il lato più becero e volgare della sua personalità: "Salutateci i Tunisini", ha detto.
E non è che è stata fraintesa, perché c'è il video: ha salutato col cappellino, s'è sistemata i capelli e sorridendo ha detto "salutateci i tunisini".

Ovviamente "stavamo solo scherzando, come fanno le persone normali".
Mi chiedo quale sia il concetto di "normale" nella testa della Polverini: razzista? Fascista?
Non c'è niente da fare, certa gente non riesce a nascondersi troppo a lungo.
Come cantavano i 99 Posse
"non ti fai vedere in faccia, non serve a niente
con la tua puzza di merda ti distinguo tra la gente
"






http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf

martedì 11 gennaio 2011

Aiuto


Il SindacoDegliAltri, come dice la Punzy, non ne fa una giusta manco per sbaglio.

Ha riempito le aziende municipalizzate romane di amici
camerati, NAR e una cubista, ha detto tutto e il contrario di tutto, ha messo una tassa sul turismo (che in effetti in una città che di quello campa ci voleva proprio) e via così.

E pensare che era tutto tronfio e fiero: sono il miglior podestà sindaco degli ultimi 150 anni! Riempio buche, evito allagamenti, gli autobus arrivano in orario eia eia ala la!

Solo che poi ci sono i bolscevichi del Sole 24 Ore, che hanno fatto questo sondaggio (indubbiamente somministrato solo alle zecche, mica alla gente per bene) secondo cui il gradimento per il SindacoDegliAltri sarebbe in caduta libera.
Oddio, diciamo che per risparmiare  i soldi del sondaggio sarebbe bastato mandare un apprendista giornalista sondaggista in giro per la città (ovviamente gratis, altrimenti che apprendimento sarebbe) ad intervistare un poveraccio che gira in motorino e si sfonda schiena e sospensioni ogni giorno, una mamma che deve mandare i figli al nido privato perché quelli
pubblici il SindacoDegliAltri li schifa o qualche disgraziato che dalla periferia prova ad arrivare in centro coi mezzi pubblici.

Comunque mi sa che il colpo è stato durissimo e il SindacoDegliAltri ha deciso di
azzerare la giunta comunale.

Ovviamente rimanendo col culo ben incollato alla sua poltrona, non c’è nemmeno bisogno di dirlo.  
O forse no, visto che qualcuno sostiene che il tutto sia una mossa per tirarsi fuori da Roma, che palesemente non è in grado di amministrare, per entrare nel governo, magari al posto di Bondi (e qui altro che Pompei, come si dice a Roma, so’ cazzi amari).

Quello che pare certo è che il SindacoDegliAltri ha già in mente il nome del suo vice: Bertolaso.
Quello dello scandalo del G8 alla Maddalena.

Quello indagato per traffico illecito di rifiuti e truffa ai danni dello stato per la crisi in Campania.
Quello che ha bisogno di massaggiatrici esperte.

Certo, come dice un amico blogger, tutto questo sarebbe meno tragico se non avessimo il peggior centrosinistra degli ultmini vent''anni. Ma la sola cosa che dico io mentre leggo questo scempio è: povera Roma mia.

Ah, quasi dimenticavo. Grazie al genio del male che ha pensato bene di candidare Rutelli. Complimenti, un'ottima pensata.