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domenica 12 febbraio 2017

Patate bollenti e pompini.

Se una fosse stata fuori qualche settimana e aprisse oggi per la prima volta i quotidiani nazionali farebbe festa. 
Finalmente, dopo e grazie all'ignobile prima pagina che Libero ha dedicato alla sindaca Raggi, pare che il sessismo sia diventato un problema pressante per la stragrande maggioranza della popolazione italiana.
Finalmente la parola "sessista" è sulle prime pagine dei giornali.
La si può sentire negli uffici, nei bar, sui mezzi pubblici.
È un fiorire ovunque di articoli e post che spiegano con attenzione e dovizia di particolari che cosa sia il sessismo, come lo si riconosca, come lo si debba combattere per debellarlo una volta per tutte.

Solo che io sono sempre rimasta qua.

È divertente vedere come a spingere così tanto sul valore fondamentale dell'antisessismo siano quegli stessi personaggi o media che solitamente veicolano tutt'altro.

Il Corriere della Sera, per esempio. Che per settimane ci ha deliziato con le sexy cameriere, le sexy hostess, le sexy soldatesse e ora con i vestiti "birichini" delle cantanti di Sanremo. Oggi, tanto per fare un esempio, accanto all'articolo di Aldo Grasso sugli insulti di Argento a Meloni, c'è la galleria fotografica dedicata al culo di Lottie Moss, 19 anni, sorella di Kate.
O La Repubblica, la cui colonna destra non teme rivali in quanto a sessismo e allusioni soft porno.
Su Il Fatto Quotidiano, poi, è inutile accanirsi, qui ne ho parlato spesso e a lungo.

Per un attimo, solo per un attimo, però, sono stata quasi ottimista nel vedere tanta indignazione su Facebook e Twitter tra molti miei contatti solitamente abbastanza indifferenti se non refrattari alla questione.

Ho pensato che magari qualcosa si stesse muovendo sul serio. 
Che magari le troppe parole che spendiamo ogni giorno per denunciare sessismo e misoginia più o meno nascosti sarebbero state finalmente comprese. Che non sarei più stata guardata come una pazza veterofemminista isterica (il mio capo mi ha chiamata così una volta...) quando vado fuori di testa per un "puttana" buttato in una conversazione di lavoro.

E invece.

E invece subito è partita la gara tra simpatizzanti PD e M5S per cercare su Google gli insulti sessisti che gli esponenti di un partito hanno riservato negli anni alle donne dell'altro.

Si sono andate a recuperare storie di pompini, di puttane, di cosce e di bamboline, dimostrando ancora una volta che il sessismo in Italia non è mai un problema, che il problema, casomai, è il tifo.

E quindi mi si conferma che andava bene dire "puttana" a Carfagna, ma non a Oppo. Va bene dire che Boschi è lì perché scopa con Renzi, ma non che Raggi e Romeo siano amanti. E va bene che Argento dia della lardosa a Meloni e che io venga rimproverata di "difendere una fascista" solo perché è una donna.


Il punto non è il sessismo, non sono le offese alle donne in quanto donne: è l'appartenenza politica, per cui non si vede il cortocircuito che c'è nel chiedere "cosa faresti in macchina con Boldrini" e denunciare una testata giornalistica che chiama "patata bollente" la tua sindaca.

Mi chiedo se non dovrei cominciare a farmene una ragione.



mercoledì 4 novembre 2015

Logica vs Stomaco. Di primarie e disillusione. Risposta (?) a Demopazzia.



Non avevo di certo bisogno di uno come Renzi per non prendere nemmeno in considerazione l’idea di votare il Partito Democratico. 
Non potrei mai dare il mio voto ad un’accozzaglia politica che raccoglie il peggio della “sinistra” italiana insieme ad ex democristiani, ultracattolici e criptofascisti.

Come motissime persone di sinistra faccio sempre più fatica ad ogni tornata elettorale: che fare? Il meno peggio? Il partitello sfigato con la Falce&Martello più bella? Il male minore? Annullo? Non voto? No, davvero, è allucinante. Faticoso. Mi sento tanto Michele Apicella.

Quindi sono una di quelle che sta sempre fuori. Fuori dai partiti, fuori dalla politica “istituzionale”, sempre fuori.
Essere sempre fuori, però, è anche un bel problema, oggettivamente.

Detto con poche, definitive parole, essere sempre fuori, in certi casi, vuol dire "non contare un cazzo". Ci sarà sempre qualcun altro a governare e, alla fine dei conti, a decidere sulle nostre vite.

Comunque, ho letto il post di Demopazzia  Jeremy Corbyn spiegato agli italiani e c'ho un sacco di cose che mi girano in testa.



Come è possibile che abbia vinto un tizio che parla di nazionalizzazioni, di welfare, di edilizia popolare e che si dichiara apertamente socialista?

È stato possibile perché la sua candidatura ha portato a iscriversi ad un partito che si era spostato sempre più a destra molti giovani che non avevano mai trovato un motivo per farlo e molti anziani che lo avevano abbandonato perché diventato troppo simile ai Conservatori. È stato possibile perché qui sanno come funziona il sistema elettorale e l’unico modo di riportare la sinistra a governare era questo. Ha vinto le primarie con quasi il 60% dei voti e se non lo defenestreranno in qualche modo sarà lui a candidarsi come Premier tra 5 anni.
L’ipotetico Jeremy Corbyn italiano, se mai esistesse, non potrebbe mai raggiungere un risultato del genere
Prima di tutto perché anziché candidarsi per riprendersi il partito (il PD) e tentare di governare il paese avrebbe fondato la sua piccola formazione politica personale di sinistra, andando ad ingrossare le file di inutili leader dall’ego spropositato e dall’elettorato atrofico. (Devo davvero farvi alcuni esempi?)
Seconda di poi, pure gli fosse saltato in mente di candidarsi alle primarie del principale partito di sinistra in Italia (mi dispiace per chi non capisce il senso di questa frase), nessuno o molto pochi di coloro che si dichiarano di sinistra e fossero stati d’accordo al 100% con la sua piattaforma politica si sarebbero iscritti al PD per andare a votarlo alle primarie e farlo vincere e far diventare il PD davvero di sinistra, perché “Che schifo il PD”, “io 2 euro al PD manco morto”, etc, lasciando così che il partito se lo prendessero personaggi come Renzi, in modo da poter darsi ragione da soli e dire ridire hai visto che schifo il PD e restare a guardare e a indignarsi.

E qui mi sono sentita chiamata in causa.
Io sono una di quelle persone che si dichiara di sinistra, addirittura comunista, e che non è certa che avrebbe preso la tessera del PD per votare Corbyn alle primarie.

E vista in quest'ottica, con un esempio lampante con nome e cognome di un "votabile", la cosa pare porre dei problemi oggettivi.
Insomma, siamo così (giustamente e mai abbastanza) disgustate e disgustati dal PD da non prendere nemmeno in considerazione l'idea di "cambiarlo" davvero a sinistra?
Davvero questo partito e chi ci sta dentro ci fa talmente ribrezzo da impedirci di fatto di (passatemi il termine) "riprendercelo" e farlo diventare espressione di una sinistra reale? 

Sì.
Purtroppo sì.
Quello che ha dimostrato il Partito Democratico in questi anni mi porta a dire che non riuscirei a votarlo nemmeno se arrivasse a chiedermelo Marx in persona. Diffiderei anche di lui.

Diciamo che se arrivasse Corbyn e si candidasse alle primarie del Partito Democratico con un programma condivisibile, io probabilmente resterei fuori a guardare nella speranza di non rimanere delusa.

La logica dice che, invece, proprio noi, che condividiamo certi valori e ideali, dovremmo in qualche modo ribaltare la situazione per renderlo un soggetto politico realmente di sinistra e non quel coso padronale e antidemocratico quale è il PD.

La logica.
Ma non lo stomaco.
Non ce la posso fare.

mercoledì 19 novembre 2014

I'm lady like.

Il bello del PD è che finalmente le donne che porta al potere sono diverse da quelle cui siamo state tristemente abituate per decenni.

Negli ultimi venti anni la destra non ha fatto che dire (a ragione!) che le donne di sinistra sono dei cessi a pedali, tristi, sporche, sgraziate. Brutte. E noi donne di sinistra non abbiamo fatto niente per dimostrare che qualche bonazza è anche qui.

C'è voluto il Rottamatore in tutto il suo vigoroso e giovane splendore per distruggere finalmente questa terribile tradizione. 

Grazie a lui finalmente il centrosinistra sta cambiando verso, anche e soprattutto esteticamente.

Nilde like style
Basta con le gonne troppo lunghe e le pettinature troppo austere Nilde like!

Guardatela, con questa faccia da maestrina di periferia, la collana dozzinale, il vestito da bancarella, la ricrescita.

Noi non vogliamo essere così.
Finalmente il PD prende il toro per le corna, non si nasconde davanti al pressante problema della bellezza in politica e senza paura risponde ai problemi delle donne di oggi, per bocca di una donna giovane, bella, realizzata e sempre in ordine, cui tutte noi guardiamo con adorazione e un pizzico di invidia.

Bella, intelligente e preparata, come lei stessa si descrive: Alessandra Moretti.

Già a settembre Moretti ci aveva spiegato l'importanza della bellezza in politica, senza peraltro dimenticare la parità di genere, perché lei è una che a certe cose mostra di tenerci tantissimo: «Capisco che al pubblico maschile faccia piacere vedere una bella ragazza in costume, ma immagino che il pubblico femminile sarebbe contento di vedere anche i politici nei loro momenti privati».

Infatti!

Noi donne bramiamo foto intime di Giovanardi, Di Battista, Di Maio, Alemanno, Marino, D'Alema... noi non aspettiamo altro!

Mentre facciamo i conti col lavoro che non c'è, con l'emergenza casa, con la monnezza che ci soffoca, insomma, con quelle cose noiose di tutti i giorni, noi abbiamo un solo pensiero in mente: i momenti privati dei politici.

Altro che gender gap, obiezione di coscienza, disoccupazione. 
Noi vogliamo vedere le foto di Renzi che mangia il gelato seduto su uno scoglio in riva al mare guardando tramontare il sol dell'avvenire. Vogliamo Fassina nudo e Salvini sotto la doccia.

E poi basta, davvero, è ora di dire senza paura che «La bellezza è un valore, anche in politica», perché è il nostro biglietto da visita.
Ancora con quelle storie su onestà, integrità, moralità. Ancora palle su cultura, preparazione, capacità.

Roba vecchia, trita, demodé.

Io mentre guardo e riguardo il video di Alessandra Moretti.
E se però dovesse esservi sfuggita la lezione di settembre, Alessandra è pronta a ribadire i concetti portanti della sua idea di estetica politica in un video istruttivo e finalmente definitivo (?) sull'argomento, che ogni donna dovrebbe vedere in loop.

La politica, care, deve essere prima di tutto lady like, che vuol dire accompagnare i figli a scuola di corsa, saper fare bene la pasta al pomodoro, non mettere gli occhiali da sole e andare dall'estetista ogni settimana.
Bisogna prenderci cura di noi, amiche.

Basta alla donna di sinistra con baffi e peli in ogni dove.

Non è lady like.

Sì, lo so che qualcuna di voi non ha tempo per andarsi a fare la ceretta ogni settimana perché c'è il presidio contro lo sgombero di una casa occupata da famiglie che altrimenti vivrebbero per strada, c'è da manifestare contro l'obiezione di coscienza che in alcuni casi supera il 99% del personale medico nelle strutture pubbliche, o perché c'è da contestare fascisti e omofobi che fanno finta di leggere in piedi per impedire che tutte e tutti abbiano gli stessi diritti.
Ma non è una buona scusa, care mie.

Se volete fare politica e stare al passo coi tempi, dovete farvi almeno i baffetti. E no, non parlo di decolorare, ma proprio di estirpare, altrimenti non vale.

Sì, va bene, qualcuna obietterà che con gli stipendi di merda che prendiamo (se li prendiamo) non ci sono i soldi per fare meches e tinta ogni settimana e che un po' di ricrescita è meglio della pancia vuota, ma così si dimostra solo la propria triste pochezza.

Siate lady like, amiche!

Nel mio piccolo, io mi adeguo e per essere al passo coi tempi e avvicinarmi quanto più mi è possibile ai nuovi canoni di bellezza, Alessandra mi ha regalato la depilazione dei peli del naso.
 



P.S. Lo sapete perché Livia Turco ha pianto parlando del calo di iscritti nel PD? Perché nel suo armadio da ex comunista ha trovato solo completi marroncini e castigatissimi.


sabato 17 agosto 2013

Di fraintendimenti, equivoci e auguri di stupro.

Yelena Isinbayeva è una sportiva russa. Salto con l'asta.
Giorni fa ha difeso l'indifendibile legge russa che discrimina i gay: 
«In Russia non abbiamo mai avuto questi problemi e non ne vogliamo avere nemmeno in futuro. Se si permette che vengano promosse e fatte certe cose per strada, è giusto avere molta paura per il futuro del nostro Paese. Noi ci consideriamo persone normali. Viviamo soltanto uomini con donne e donne con uomini. Certi atteggiamenti e certe parole sono irrispettosi verso il nostro Paese e per i nostri cittadini. Siamo russi e forse siamo differenti rispetto agli europei. Ma abbiamo la nostra casa e tutti devono rispettarla. Quando noi andiamo negli altri Paesi, cerchiamo di rispettare le loro regole senza interferire». (Da Il Corriere della Sera)
Pochi giorni dopo ha fatto marcia indietro, ha parlato di fraintendimento e tutto il resto.
Un giovane esponente del PD a me pressoché ignoto, la cui bio su twitter recita: "Consulente in comunicazione. Art e manager director. Consigliere comunale. Coordinamento regionale Anci Giovane, Presidente Forum Regionale PD sui Diritti.", commenta così le odiose parole di Isinbayeva, dimostrando -se mai ce ne fosse stato bisogno- che un certo schifosissimo machismo è la cosa più bipartisan che si possa immaginare:
Isinbayeva, per me possono anche prenderti e stuprarti in piazza. Poi magari domani ci ripenso. Magari mi fraintendono.
Ci sono state delle reazioni e quindi, nella migliore tradizione berlusconiana, ieri notte ha farfugliato qualcosa su una connessione internet assente e su una frase che non è altro che "un grosso equivoco":
Da diverse ore mi trovo in una zona senza connessione web. Domattina chiarirò quello che evidentemente è un grosso equivoco. E farò dovute comunicazioni. Per ora mi scuso per una frase che, a prescindere dalle mie motivazioni e dagli opportuni chiarimenti, prendo atto sia stata evidentemente recepita come violenta e inaudita.
A cosa servono decreti legge, proclami, spot, se poi un uomo augura ad un'avversaria politica di essere stuprata in piazza?
A cosa servono le belle parole di importanti esponenti della "cultura", se per un uomo dire "per me possono anche prenderti e stuprarti in piazza" non è altro che "un grosso equivoco"?

Ha ragione Laurie Penny:
What we don’t say is: of course not all men hate women. But culture hates women, so men who grow up in a sexist culture have a tendency to do and say sexist things, often without meaning to. We aren’t judging you for who you are but that doesn’t mean we’re not asking you to change your behaviour. What you feel about women in your heart is of less immediate importance than how you treat them on a daily basis.
Siete talmente pieni del fango sessista in cui siete (siamo!) cresciuti che non sapete nemmeno capire cosa ci sia di "sbagliato" nel dire ad una donna (per quanto stronza) che le augurate di venire stuprata.










Per dovere di cronaca, ecco il link della nota con cui Piras ci spiega le meraviglie del paradosso e le bruttezze dello stupro: Lo stupro è inaudita violenza.

Si è dimesso "irrevocabilmente" da tutte le sue cariche e mette nelle mani del Segretario la sua tessera del PD.

Non applaudo, ma ne prendo atto.

lunedì 8 luglio 2013

Di culi, spot, galera e tennis.

Venti giorni dall'altra parte del mondo, poi torni qui e ricominci con lo stesso schifo.

Leggo un articolo delirante su Il Secolo XIX (Ragazze in shorts, vi siete viste?) di tale Marco Cubeddu, scrittore non ancora trentenne che pare ossessionato dai culi e dalle magliette bagnate delle "ragazzine di 2a e 3a media" che si fanno i gavettoni di fine anno e che frequenta donne "non esattamente bigotte"  che alla sua domanda sugli shorts delle ragazzine in questione rispondono "non possono lamentarsi se poi le stuprano", scrivendo però subito dopo (in grassetto) che "La violenza sulle donne è disgustosa".
Merita di essere citata la frase che segue il "disgustosa": quell' "anche se" dice molto più di mille parole.
"Anche se, personalmente, penso che femminicidio sia una parola idiota. Ogni omicidio è un omicidio. E dovremmo condannarlo senza ricorrere a ridicole discriminazioni di genere. Inoltre, anche se impopolare, bisogna dirlo: spesso, le violenze domestiche nascono da situazioni in cui, donne con scarsa personalità, si legano a zotici della peggior risma."
Insomma, tutto il campionario di sempre: le donne che provocano mostrando i loro corpi, il femminicidio che non si deve nominare altrimenti discrimina i poveri maschi e le donne colpevoli di farsi picchiare e uccidere da trogloditi perché hanno "scarsa personalità".

Poi c'è la questione pubblicità, con quattro geniali donne del PD che presentano un ddl «Misure in materia di contrasto alla discriminazione della donna nelle pubblicità e nei media», cosa che avrebbe pure un gran senso in un paese come il nostro, se non fosse che pare si propongano multa e carcere per chi mette un culo per pubblicizzare una penna a sfera. 

Le compagne di Un altro genere di comunicazione fanno notare che tra le quattro c'è pure tale Silvana Amati, quella che sostiene l'enorme portata storico-artistico-culturale di Miss Italia, che negli ultimi anni ha fatto campagne contro l'abbandono dei cani e ha permesso a quelle lardose taglia 44 di sfilare con le altre.
Quando si dice la genialità.

Vabbè, è quasi consolante ritrovare tutto esattamente come lo hai lasciato.
Tanto quanto sapere che il becero sessismo non è esclusiva di questo paese (che manco puoi più dire sia "di merda" che pare sia "vilipendio" e quindi rischi una multa per avere offeso la nazione con "un'espressione di ingiuria o di disprezzo che leda il prestigio o l'onore della collettività nazionale, a prescindere dai vari sentimenti nutriti dall'autore"), ma sta anche fuori, per esempio negli studi della BBC, dove un commentatore sportivo interpreta un fantomatico dialogo padre-figlia riferito alla campionessa di Wimbledon, Marion Bartoli, colpevole di "non essere una Sharapova" e quindi costretta ad eccellere nello sport, data l'impossibilità di avere "gambe lunghe" e capelli biondi.
"Do you think Bartoli's dad told her when she was little: 'You're never going to be a looker, you'll never be a Sharapova, so you have to be scrappy and fight'"
Certa monnezza è ovunque. Solo che la BBC ha chiesto scusa, cosa che qui capita di rado e -se capita- c'è sempre di mezzo un "siamo stati fraintesi", "non ci avete capito", "reazioni esagerate ad una provocazione", "le solite femministe".




venerdì 11 maggio 2012

Di marce, adesioni e stupori

Devo essere sincera, quando sono andata sul sito della Marcia per la Vita, mettendo per un attimo a tacere odio e disgusto, l'ho fatto cercando qualcosa in particolare.
Sapevo che quello che stavo aspettando non avrebbe tardato ad arrivare.
Vorrei poter dire che odio avere ragione, ma sarebbe una balla.
Quello che cercavo è arrivato.

Stando a quanto riporta TMNews, alla presentazione della marcia c'era anche una senatrice del PD, Mariapia Garavaglia (ex DC, quindi Margherita e ora PD. Poi mi chiedete perché mi fa schifo 'sto partito.), che ha dichiarato la sua adesione: "perché - ha detto - la vita è il primo diritto, senza il quale non ci sono tutti gli altri".

Lo sapevo. Giuro, ero certa di trovare almeno un esponente del PD che avrebbe partecipato alla marcia o che al massimo l'avrebbe salutata con gioia.

Come è possibile mai? Si chiedono in molti.
E ancora: come si può permettere a questa gente di organizzare una simile manifestazione, contro una legge dello Stato?

Ecco, un paio di cose.

Per quanto riguarda l'adesione di una Senatrice PD a questo schifo, siamo certi che ci sia da stupirsi?
Ve la ricordate una che si chiama Binetti? Quella che l'aborto no, la fecondazione no, i froci no, il cilicio sì.

O magari vi verrà in mente qualche simpatica uscita sugli omosessuali di Rosy Bindi, tenera come un leghista dopo una giornata a Pontida quando si tratta di riconoscere  il loro diritto di potersi dire "famiglia" e di averne i medesimi diritti.

E D'Alema con le sparate sulla 194 nel 1995 me lo ricordo solo io? "Non si può lasciare la difesa della vita alla destra", disse parlando della possibilità di ritoccare la 194.

Su aborto, fecondazione assistita, diritti delle coppie omosessuali e via dicendo il PD non brilla certo per apertura mentale, dovrete convenirne.

Per quanto riguarda poi queste porcate antiabortiste, possibile che nessuno si sia mai accorto che Militia Christi e robaccia simile fa continuamente iniziative contro la 194?
Non avete mai visto i loro manifesti -rigorosamente abusivi- in giro per la città?
Di solito organizzano una fiaccolata al Fatebenefratelli, l'ospedale sull'Isola Tiberina, perché una leggenda metropolitana dice che i "bambini abortiti" vengono buttati nel fiume.
Erano anche al "family day", per dire, e non sono solo una realtà romana. 
A Milano insieme a Forza Nuova si sono scagliati contro l'arte blasfema di Castellucci, se la sono presa con Pisapia che parla di Gay Pride... 
Sono ovunque, purtroppo.
E sono tollerati senza troppi drammi.
Qualche condanna ogni tanto, ma i loro schifosi manifesti non mancano mai e continuano ad organizzare i loro convegni deliranti pieni di misoginia, omofobia, razzismo.


Sarà che sono invecchiata, ma non mi stupisce più niente.

giovedì 23 giugno 2011

Senza vergogna

Festa dell






Ecco il bellissimo manifesto della IV Festa Democratica, l'involuzione della Festa De L'Unità (festival, come si ostina a chiamarla mia madre, che evidentemente è un po' nostalgica).

La mia immediata reazione quando stamani Francesca di
Donne Pensanti ci ha chiesto cosa ne pensassimo è stata: che stronzi.
Il commento "ragionato" è che evidentemente, come abbiamo denunciato (palesemente inascoltate, a quanto pare) mille altre volte, un certo modo di vederci è trasversale (grazie, Concita De Gregorio per la minigonna, lì sì che hai aperto una strada!).
Trasversale, pertanto, è -e deve essere- la nostra denuncia.

Il PD stava in prima fila al Se Non Ora Quando: lì la dignità delle donne andava difesa da Berlusconi.
Ma il corpo delle donne può essere usato dalla "sinistra". Allora la nostra dignità non è in pericolo, non c'è bisogno di dire basta.
Della "dignità calpestata delle donne", della parità dei diritti, delle questioni di genere non interessa se non quando possono essere usati come arma contro Berlusconi.

A me però il sessismo, anche se "velato", anche se nascosto dietro una presunta e per me incomprensibile ironia (perché la risposta alle nostre critiche saranno per prime la difesa dell'ironia e della "freschezza" dell'immagine), fa schifo da qualsiasi parte provenga.

Mi fa schifo il sessismo di questo governo, mi fa schifo la minigonna de L'Unità, mi fanno schifo le gallerie fotografiche de La Repubblica, che mischiano tette e culi delle VIP alle facce indignate di donne qualunque, mi fa schifo il sessismo misogino e violento de Il Fatto Quotidiano e mi fa schifo quello del PD.

Ah, la seconda risposta sarà che ne esiste anche una versione al maschile. Solo che lì c'è il mezzobusto di un uomo in camicia bianca e cravatta rossa che sventola allegra.





Aggiornamenti.

Leggetevi quello che scrive
Valentina Vandilli, mi pare un'ottima analisi.

Invece, sulla pagina ufficiale del PD c'è una donna che corre da un commento negativo all'altro per postare questo link
http://www.handwtrucking.com/marilyn_monroe_famous_blown_up_dress_picture.jpg e che a una donna che criticava (peraltro in modo decisamente civile) la campagna pubblicitaria ha risposto: Mi pare ovvio il riferimento a Marlin Monroe. Smettiamola di vedere maschilismo ovunque. è una festa e quella è un'immagine allegra e colorata

Inutile dire che le risposte più gettonate sono "vedete maschilismo ovunque", "bacchettone", "esagerate".

Come volevasi dimostrare.

E ancora: grazie a quei geni della comunicazione, ci becchiamo un po' di merda da parte de Il Giornale, su, che non ci basta mai.


Questo è uno dei miei preferiti: Questa polemica radical chic sui manifesti della Festa dell'Unità di Roma mi sta facendo incazzare di brutto. Ma tutte queste donne da salotto quando c'e' da combattere per dare alle donne il governo del partito o del Paese ma dove cazzo stanno? Scusate ma il tutto sta assumendo una connotazione a dir poco ridicola. (Cristiana Alicata)

Non vi ricorda tanto le parole di Santanchè, governo e media berlusconiani lo scorso 13 febbraio?

E ancora.
Commento sulla foto su fb: 
mi dicono si tratti di un fotomontaggio e che il simbolo del Pd sia stato messo ad arte per scatenare le reazioni giustamente inferocite delle donne. d'altronde, mi sarei meravigliata della madornale gaffe

Stronzata: Roma è PIENA di questi manifesti che sono anche a Caracalla.





E poi la Alicata e il suo orrendo modo di trattare la base del suo partito. Non me, che quella gente non la voterò mai più a costo di buttare il voto nel partito più assurdo che si presenta.
La posizione, tradotta, è che siamo delle femministe impazzite, che semplicemente "non ci arrivano". Incapaci di cogliere la freschezza e l'ironia di quelle gambe.

Mi ripeto: Nel poster al maschile si vede un busto in camicia e cravatta e un viso sorridente.
In quello femminile solo le gambe, niente volto.

L'uomo è presentato con tutti i caratteri di un'immagine lavorativa e vincente.
La donna con le gambe.

Tutto qui.
Non c'è volgarità, solo uno stereotipo sessista che evidentemente a una parte della sinistra va benissimo così.

Ovviamente se questa stesa immagine avesse pubblicizzato la festa pdl ora ci starebbero tutti rincorrendo per andare in piazza a difendere le donne.

Odio l'ipocrisia, odio gli stereotipi, odio il sessismo.
Soprattutto se vengono da sinistra (oddio, PD e sinistra sono due cose diverse, ma passatemi l'accostamento).


Ovviamente se queste stesse immagini fossero state usate per pubblicizzare una festa berlusconiana, quelli che adesso mi danno della bacchettona moralista vittoriana femminista lesbica verrebbero a cercarmi fin dentro casa per spiegarmi i problemi del "silenzio delle donne" e la necessità di una manifestazione di piazza.


Caterina Soffici
(quella che ci diceva di ignorare il calendario di Toscani e di occuparci di cose più importanti), sul Fatto Quotidiano (quello che fa scrivere a Massimo Fini che estorcere un pompino non è poi così grave) invita il PD a ritirare i manifesti e chiedere scusa.

E il PD
risponde paraculissimamente: "Un paio di gambe sono automaticamente equiparabili ad un'immagine offensiva o volgare come quelle delle 'olgettine' che circolano sul web? Sono la stessa cosa o c'è una differenza? Qual è il confine oltre il quale comincia la mercificazione o l'uso improprio? Il manifesto è una citazione pubblicitaria, una rievocazione di Marilyn Monroe del film 'Quando la moglie è in vacanza', divenuta un'icona. Può piacere o non piacere. Ma è davvero riprovevole?".


L'ho detto altrove: il sessismo, evidentemente, da certa gente non è considerato un problema. Interessante è che questa stessa gente non abbia il coraggio di dire apertamente di essere sessista.

giovedì 31 marzo 2011

Complimenti


Voglio sottolineare quello che dice Franceschini, traducendolo.


Se il signor X, incensurato, stupra la signorina Y, potrà usufruire della PRESCRIZIONE BREVE.
Insomma, pur di salvare il capo, questi sono disposti a lasciare perdere, ad esempio, uno stupratore.
Il governo della sicurezza preferisce uno stupratore comodo in poltrona che il capo al gabbio.

I miei vivissimi complimenti vanno non solo al governo, ma soprattutto a chi ha permesso, col proprio voto, una cosa del genere. Perché la prima volta ci può anche stare il voto a cazzo di cane, ma dopo un po' io comincio a pensare che ci sia del dolo.






[youtube http://www.youtube.com/watch?v=GnKRcCgOPb8&w=480&h=390]

martedì 16 novembre 2010

Evidentemente non sono democratica.


Dice Rosy Bindi: «Gli elettori democratici capirebbero. Un'alleanza con Fini e Casini sarebbe in nome della Costituzione per battere la degenerazione politica a cui ci ha condotti Silvio Berlusconi».

Ecco.
Evidentemente io non sono democratica, perché no, io non capisco.
Non capisco perché mai ci si dovrebbe alleare con chi quella "degenerazione politica" l'ha permessa e anzi l'ha coscientemente voluta e cavalcata finché è stato utile e in qualche modo redditizio.
Io non mi dimentico che Fini e Casini hanno votato le leggi peggiori dell'Italia Repubblicana.
Io non posso capire perché ci si dovrebbe alleare con gente che sputa non solo sulle mie idee, ma sul mio stesso essere.
Come posso io capire la necessità di un'alleanza con un fascista e un servo della chiesa?
Come posso io capire un'alleanza con gente che sputa sulla 194, che ha partorito quello schifo di legge 40, che mi vuole attaccata a una macchina fino alla fine magari contro la mia volontà, che ha votato di tutto per salvare il capo dalla Legge? Gente che ha partorito una cosa chiamata "Bossi-Fini", che condanna alla clandestinità. Gente che del lavoro se ne frega, che voleva stracciare l'Art.18 e l'intero statuto dei lavoratori. Gente che ha premiato l'illegalità e la frode mentre il paese va allo sfascio.

Evidentemente io non sono un'elettrice democratica.

Ed evidentemente il PD è fatto da incapaci, che non riescono a capire che c'è bisogno di sinistra, non di impicci.
Alle primarie di Milano non mi pare abbia vinto il terzo polo.
Ha vinto la sinistra.
E forse sarebbe il caso di smetterla di leccare il culo ai moderati che corrono qua e là in base alle convenienze.