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venerdì 1 settembre 2017

Violenza, razzismo e corpo delle donne.

Ciclicamente i media mainstream sembrano accorgersi che -sorpresa!- gli uomini stuprano le donne. Anzi, che le donne vengono stuprate, e vi assicuro che il fatto che venga usata la forma passiva del verbo ha un significato forte di cui prima o poi sarebbe il caso di ri-parlare.

Comunque, perché ciò accada, perché i media si interessino di violenza sulle donne e lascino per un attimo da parte deliri sul ritorno alle sane abitudini delle mamme anni 50 o la lunghezza delle gonne al Festival di Venezia, è in primo luogo preferibile che la violenza (o le violenze, nei casi di maggior fortuna per i/le giornalisti/e e gli/le opinionisti/e) sia particolarmente brutale.

Questa settimana è stata notevolmente prolifica da nord a sud, in particolare grazie alla duplice violenza di Rimini, dove quattro uomini hanno stuprato a turno due donne.
A quanto pare i quattro stupratori sarebbero stranieri, si dice nordafricani o comunque negri e quale migliore occasione per cominciare una nuova guerra da combattere sul corpo delle nostre donne?

Guardatevi intorno, chiunque ha qualcosa da dire su quegli stupri. Oddio, ad essere oneste su uno di quegli stupri, visto che il secondo stupro è stato su una donna transessuale e, insomma, dai, sticazzi.

Anzi, per essere oneste fino in fondo dobbiamo dire che non si sta parlando di quella violenza sessuale, ma soprattutto di "quattro vermi magrebini", come li chiama Meloni.

Perché quello che sto notando è che ciò che pare interessare maggiormente è la provenienza geografica degli stupratori.
Certo, mi sa che qualcuno avrebbe preferito che i quattro negri islamici (sì, il pubblico da casa sa già tutto) avessero violentato a turno due donne italiane e non una polacca e "un trans" che fa la puttana. Sarebbe stato perfetto per il sempre di moda "difendiamo le nostre donne". Ma non si può avere sempre tutto.

Oggi ho visto una decina di articoli in cui si parla di "emergenza stupri", della "pazza estate degli stupri", in cui si fa la conta per capire se ci violentano di più gli immigrati clandestini che prendono 35€ al giorno negli hotel o gli italiani.

Lo stupro usato per giustificare il più becero razzismo, a ulteriore dimostrazione -se mai ne avessimo avuto bisogno- che è sempre sul nostro corpo di donne che si combattono le guerre più zozze.

No, non è un'emergenza.
Non è questione di geografia, di condizioni economiche, di religione.

È la cultura patriarcale, che in questo paese ci teniamo volentieri ben stretta.
È l'idea che una donna sia un oggetto da possedere, un essere inferiore da sfruttare, da abusare...

E sono sempre gli stessi discorsi, le stesse parole, che andiamo ripetendo da anni e che nessuno sembra davvero voler capire.

E fa male.

venerdì 8 luglio 2016

Mandanti.

Ha ragione l'avvocato del fascista assassino di Emmanuel Chidi quando dice che "scimmia" viene detto ovunque, in tv e in Parlamento come se fosse una cosa normale e che quindi c'è poco da stupirsi se una persona con "livelli culturali non elevati" si sente in diritto di usarlo.

Certo, per lui è una strategia difensiva come un'altra, un po' come il tizio che dopo aver ammazzato la moglie disse "c'ho avuto il raptus perché ho problemi sul lavoro" o il tassista stupratore che ha avuto il raptus pure lui. Magari a furia di parlare di "livelli culturali non elevati " ci scappa uno sconto di pena. O quantomeno si scongiura l'aggravante razzista. 

Mica scemi questi assassini e i loro avvocati.

Si guardano intorno, vedono come funziona il paese e agiscono di conseguenza.

Non è roba da femministe annoiate chiedere e pretendere un uso attento e responsabile delle parole. 

Se si accetta pacificamente l'uso di un certo tipo di linguaggio, se non ci si interroga sulle conseguenze che ogni parola e ogni frase hanno sulla vita di ciascuna e ciascuno di noi, se si accetta che un politico dica di una sua collega che è "un orango" durante un comizio giustificandolo perché stava esercitando "le sue funzioni di parlamentare", allora non ci si deve in alcun modo stupire o indignare se un tizio si sente in diritto di chiamare "scimmia" una donna in strada e poi ammazzi di botte l'uomo che la difende.

I mandanti dell'omicida razzista e fascista di Emmanuel (non un ultrà, non uno con "livelli culturali non elevati": un razzista e un fascista) sono allora proprio i vari Salvini e Calderoli, i Grillo che chiamano "puttana" le avversarie politiche e permettono ai suoi di augurare a Boldrini di essere stuprata, gli sportivi che chiamano "frocetti" quelli che usano le protezioni in campo e che ce l'hanno con gli "zingari di merda", quelli che "io non sono razzista ma..."

Emmanuel lo avete ammazzato voi. Mancini vi ha solo prestato il pugno.

lunedì 20 luglio 2015

Di leggerezze, auguri di stupro, varie ed eventuali.

Ho fatto l'errore di condividere questa foto trovata su facebook sul mio account twitter, giusto per far notare quel "leggerezza" buttato lì, quasi fosse normale.

Il mio scopo era sottolineare come anche in questo caso alla donna stuprata si facesse una colpa per il proprio comportamento.
 
Oh, non si parla di minigonne o scollature, non si indaga sulla vita sessuale della ragazza, ma anche solo pensare che essersi seduta in uno scompartimento vuoto sia stata una sua "leggerezza" è, di fatto, dire "te la sei cercata". 

Niente di nuovo, avevo voglia di ribadire l'ovvio.

Ci ho guadagnato (ad ora) 135 retweet, quasi un record per me.

Va detto, per completezza di informazione, che la frase sulla leggerezza è scomparsa dall'articolo.







Comunque, torniamo ai retweet e alle simpatiche interazioni di queste ore.

La maggior parte di chi mi ha retwittato e che continua ad inserirmi nei suoi deliri razzisti è gentaglia fascista e leghista che si sofferma -ovviamente- sulla nazionalità dello stupratore. 

Poi ci sono quelle e quelli che augurano alla moglie e alle figlie del (o della) giornalista di essere stuprate, "così impara". 

Auguri di stupro anche all'autore del pezzo e ai "figli di troia, gli stuprassero il cane, cui unica leggerezza è girare col sedere scoperto".

Tale Fred mi dice che questa "è la cultura dei clandestini di stuprare la ragazza nn lo sapeva ma ora si è arricchita e integrata", MarcelloPaolo mi chiede "cosa ti puoi aspettare da quel giornale ? loro difendono sempre i clandestini specialmente se Africani".
Bob sostiene che si tratti di "comunismo" e "mistificazione della realtà".
Kissbaomiao si interroga sulle dimensioni del pisello dei "profughi".

E potrei andare avanti. 

Nella mia ingenuità speravo si capisse quello che volevo dire, che non c'entrano il giornalista e la testata per cui scrive, ma la cultura del "te la sei cercata", che ti porta a scrivere che se ti siedi in uno scompartimento vuoto hai commesso una leggerezza, che può portarti ad essere stuprata.

Non ho tenuto conto di quanto potessero essere ghiotte sia la notizia che l'odiosa frase su Repubblica per quelle stesse persone che davanti a una ragazzina stuprata da un militare si chiedevano cosa ci facesse in giro a quell'ora o che si indignavano per l'abbigliamento estivo troppo succinto delle adolescenti.

Ho imparato qualcosa: sono circondata di stronzi/e. 

E sono più di quanto potessi immaginare.

https://www.youtube.com/watch?v=E3IYW3kBzfM

mercoledì 22 ottobre 2014

Sala d'attesa.

Roma, Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini.
Reparto di Ostetricia e Ginecologia.

Tre donne in corridoio aspettano il proprio turno col bigliettino in mano, dopo che il marito di una di loro ha litigato a suon di "me stai sur cazzo" e "anvedi sto pezzo demmerda" con un tizio delle pulizie per questioni di numeretto preso per la moglie che sta per arrivare.

Arrivano due donne arabe, entrambe incinte, con una bimba di rara bellezza sul passeggino e chiedono informazioni alle tre. 
Una delle tre sta leggendo, ma risponde facendo notare che "se sei incinta passi avanti a tutte, mi pare ovvio".
Arriva anche un'altra donna, slava, biondissima, che prende il suo numero.
Ciascuna col suo numeretto, le tre nuove arrivate vanno in sala d'attesa.

Una delle tre donne che abbiamo conosciuto all'inizio dice alle altre a voce bassa: "So' tutte straniere. Ci sono più straniere che italiane".

Quella che legge ingoia una bestemmia e tace.

L'altra risponde ridendo col suo accento dell'Est: "Ahahaha! Sì, sono straniera anche io."

Quella che legge non ce la fa più.
"Sa, una delle poche cose buone che abbiamo qui è il servizio sanitario nazionale per tutte e tutti, al di là della provenienza geografica. Fino a che non ce lo tolgono, godiamocelo. E poi voi pagate come noi, quindi ne avete lo stesso diritto".

La "straniera" ridacchia, l'altra vorrebbe sprofondare.

La lettrice non riesce a reprimere la sua vera essenza, l'acidità, quindi  si rivolge proprio a lei, che si sta pentendo tantissimo: "E poi, scusi, ma a noi cosa tolgono le straniere qui?"

"EHM... no... cioè... volevo dire... AH! Il due sono io! Tocca a me!".

La lettrice è contenta, anche se forse avrebbe voluto litigare un po' (è da ieri che je rode).

mercoledì 28 marzo 2012

Lettera aperta a Lorella, Lidia, Caterina e Giovanna.

Questo è un testo che io e Lorenzo su Questo Uomo No abbiamo deciso di scrivere insieme e di diffondere insieme sui nostri blog, per email, e sui nostri profili Facebook.

Ci rivolgiamo a Lorella Zanardo, Lidia Ravera, Caterina Soffici e Giovanna Cosenza.

Voi quattro avete un blog nello spazio web de "Il Fatto Quotidiano", come anche Massimo Fini. A suo nome è apparso sul cartaceo, il 24 marzo, questo articolo che certamente avete letto - o di cui senz'altro avete avuto notizia. Sul sito l'articolo è visibile per i soli abbonati: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/24/lossessione-per-la-donna/199753/ .
Sul contenuto non ci esprimeremo, perché com'è solito di Fini c'è tutto il suo campionario: sessismo, violenza, approssimazione, disinformazione, ipocrisia, ignoranza, razzismo. Basta leggere.

Non racconteremo ancora, e di nuovo, lo scontato gioco delle tre carte messo in campo dai direttori de "Il Fatto Quotidiano" Gomez e Padellaro, per il cartaceo e l'online. L'uno e l'altro, in tempi e occasioni diverse, ci hanno già risposto col consueto mucchio di ipocrisie tipiche dei dirigenti di media italiani: non l'ho pubblicato io, c'è la libertà di opinione, il suo è umorismo che può non piacere, predisporremo uno spazio per parlare di violenza dal punto di vista delle donne... la solita fuffa. Oppure il silenzio, indifferente e quindi complice di quelle parole di Fini.

Io e Lola abbiamo già detto in più occasioni che qui non si tratta di libertà di opinione o d'espressione, né di umorismo greve. Si tratta di non superare un limite, che dev'essere difeso esplicitamente e pubblicamente.

Questo limite, che ha varie forme, oggi per noi sta nel dissociarsi pubblicamente da chi senza rispetto per chi è morta, per chi è sopravvissuta segnata per sempre da un orribile violenza subita, arriva a scrivere, tra le altre nefandezze, anche queste infami parole:

...troppo spesso le ragazze di oggi si comportano da 'vispe terese'. Citerò, per tutti, il caso, di qualche anno fa, di tre donzelle che, sulle montagne di Abruzzo, passarono tutte sculettanti davanti a un pastore di pecore macedone che, non sapendo né leggere né scrivere, ma riconoscendo solo i propri istinti, le inchiappettò.
Noi chiediamo che chi come voi è accomunato da una stessa testata giornalistica a questo individuo, a queste sue oscene parole, se ne dissoci apertamente e si dissoci dalla condotta della testata che - nell'ipocrita disegno "democratico" della supposta libertà d'espressione - si gode lo spettacolo di pubblicare tutto e il contrario di tutto, in omaggio alla qualunquistica ricerca del consenso numericamente più ampio possibile.

Lo chiediamo a voi soprattutto per aver apprezzato, anche altrove, il vostro lavoro e la vostra attività. Queste parole di Massimo Fini - come molte altre di molti altri che comunque non ci stanchiamo di segnalare, ricordare, decostruire, denunciare - non possono essere lasciate libere di circolare come ne niente fosse. Come se niente fosse.

Lola, donna e Lorenzo Gasparrini, uomo.

giovedì 12 gennaio 2012

Ipocrisia post mortem.

Succede che a Roma due assassini romani, italiani, rumeni, marocchini (ancora stiamo cercando di capirlo una volta per tutte), ammazzano a pistolettate un uomo e una bambina cinesi e feriscono gravemente la madre.

Succede che il paese intero è sconvolto, senza parole, atterrito.

Diecimila persone in fiaccolata a Roma.
Il SindacoDegliAltri promette una strada.
Altre manifestazioni a Milano.

La foto col faccione bellissimo e sorridente della bimba è ovunque, non c'è giornale che non la mostri.

Succede che tutti davanti alle solite morbose telecamere hanno qualcosa da dire.

Chiamerò mia figlia Joy.
Erano brave persone.
Non davano fastidio a nessuno.
La mamma sorrideva sempre.
Probabilmente a dirlo sono gli stessi che "i cinesi puzzano", "al ristorante cinese non ci vado ché è sporco e ti fanno mangiare il gatto", "i cinesi sono troppi", "i cinesi hanno distrutto piazza Vittorio", "i cinesi se so' comprati tutto"...

Solo che stavolta è morta una bimba e il razzismo teniamolo un momento da parte, che quella era un'anima pura, signora mia. 

Mi viene in mente una scena di un film, credo La Principessa Sissi.
Insomma, lei non mi ricordo dove sta, comunque in Italia, e deve sfilare in mezzo alla folla o qualcosa del genere.
Tutti la schifano: è pur sempre il simbolo dell'oppressore austro-ungarico.
Poi non so da dove spunta fuori la figlia e le due si corrono incontro per abbracciarsi.
A quel punto l'italica folla, che fino a dodici secondi prima avrebbe volentieri fatto fuori la  principessa, comincia ad urlare "Viva la mamma".

Questa ipocrisia mi fa più schifo del razzismo.

giovedì 15 dicembre 2011

Su Firenze, Torino e le responsabilità politiche.

Queste sono alcune delle parole più sensate, nella loro pacatezza, che io abbia sentito in merito a quanto accaduto a Firenze e a Torino. Ma anche un'analisi di vent'anni di fascismo, berlusconismo e leghismo e di quello che hanno provocato.

A dare fuoco alle  baracche sono stati "cittadini esasperati".
A sparare a tre ragazzi è stato "un estremista folle".

No. Troppo facile.

A dare fuoco alle baracche sono stati razzisti e fascisti.
A sparare a tre ragazzi è stato un fascista razzista.

E il fuoco e i proiettili sono stati forniti da chi siede in Parlamento e chiede di bombardare i barconi, che interna i migranti nei CIE, che continua a blaterare "padroni a casa nostra", di negazione dello ius soli per evitare che "tutte le donne d'Africa vengano a partorire qui", che passeggiano con i maiali davanti alle Moschee. 



mercoledì 14 dicembre 2011

Fascista, non pazzo.

Gianluca Casseri non era semplicemente un pazzo: era un fascista frequentatore di Casa Pound.
E non era nemmeno un frequentatore occasionale e silenzioso come ci dicono, se è vero che sul loro sito c'era addirittura una sezione dedicata ai suoi scritti (Senza Soste e Femminismo a Sud sono ben precisi in merito).

Far passare un assassino razzista per uno "solitario" e "un po' strano" vuol dire credere alle storielle di Iannone su quanto sono bravi i fascisti del terzo millennio, che fanno volontariato, sport e aiutano tanta povera gente.

Lo sdoganamento di questa gente ormai galoppa veloce, il mese scorso ne abbiamo avuto un'ulteriore conferma, con l'ennesimo viscido tentativo di far passare in secondo piano il fascismo,  il razzismo, l'omofobia, l'antisemitismo e la violenza che li caratterizza.
Questi personaggi sono coccolati e tollerati da troppe amministrazioni comunali, che magari investono i nostri soldi per l'opera di democraticizzazione di facciata.

Nell'assassinio dei ragazzi a Firenze la "follia" non c'entra.

Quelle morti pesano sulla coscienza di chi tollera, sovvenziona, paga e offre spazi più o meno istituzionali -che siano un'ospitata in una radio locale o un posto in qualche consiglio comunale, o magari in Parlamento- ai fascisti, di qualsiasi millennio dicano di essere.

Rubo le parole a Baruda

Fate più schifo dei fascisti, di chi l’ha sostenuti dal primo giorno (eh Alema’?!), di chi li legittima come interlocutori, fate ancora più schifo voi della carta stampata, perchè appoggiate e foraggiate questo fascismo, che ogni tanto “esagera”, quindi diventa “pazzo”, “scheggia impazzita”, perché siete collusi in tutto.
Ora spero solo che non rimanga nulla di CasaPound e delle sue sedi lustrate coi soldi delle amministrazioni comunali.

Antifascista sempre ☭

domenica 11 dicembre 2011

Razzismo

Su quanto accaduto a Torino, rubo le parole a Barbara.

Credo un po' tutti siano a conoscenza di quanto è accaduto negli ultimi giorni: una ragazzina ha affermato di essere stata violentata da dei Rom, e un gruppo di Torinesi ha deciso di 'vendicarsi' dando fuoco a un campo zingari.
http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/12/10/news/continassa_bruciato_un_campo_nomadi_dopo_il_corteo_per_la_ragazzina_violentata-26406533/
A quanto pare la minorenne aveva avuto rapporti con un coetaneo, ma che, per non farsi sgridare, aveva concordato col fratello di essere stata assalita da alcuni stranieri. Proprio il fratello di lei è intervenuto dopo l'assalto dei concittadini per fermare il gruppo inferocito che aveva incendiato il campo di stranieri-fortunatamente fuggiti in anticipo.
http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/12/11/news/e_il_fratello_implora_la_folla_fermatevi_sandra_ha_mentito_temeva_di_essere_sgridata-26420929/
http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/12/11/news/torino_ultr_bruciano_il_campo_rom_terrore_per_uno_stupro_inventato-26420781/
Il campo è stato devastato, la ragazza sarà denunciata per simulazione di reato, e alcuni aspiranti membri del kukluxklan sono stati arrestati. Ovviamente seguono ora le polemiche, che sembrano riguardare soprattutto la giovane mentitrice, rea di aver scatenato l'odio della folla con un'odiosa menzogna.
Ma qui dovremmo discutere di alcune questioni, che non possono essere messe in secondo piano.
Premettendo che mentire su un fatto grave come uno stupro sia pericoloso e controproducente (anche considerate le correnti di misogini che strumentalizzeranno la vicenda per affermare che gli stupri non esistono e sarebbero tutte menzogne delle donne cattive) in quanto avvia una serie di indagini che rischiano di coinvolgere innocenti, non credo si possa affermare che la colpa del raid punitivo sia della ragazza.
Innanzitutto esistono delle leggi, ed esistono delle indagini per appurare l'esistenza di un reato, ed esistono perchè la vendetta sommaria non fa che coinvolgere persone quasi sempre innocenti per sfogare un generico sentimento di rabbia. Queste persone che hanno assalito le case dei Rom, sapevano chi erano i presunti assalitori? Avevano un identikit? No. E come si può invocare giustizia se non ci si cura di punire il colpevole di un reato?
Mi sembra evidente che qui non si voglia impedire la recidività di un violentatore, ma cercare di uccidere delle persone solo perchè diverse: dare fuoco a delle baracche comporta il rischio di uccidere uomini, donne e bambini innocenti, e nulla c'entra col desiderio di 'giustizia'. Anche perchè non vedo la stessa rabbia quando veniamo a conoscenza di donne stuprate (per davvero) da conoscenti, parenti e coetanei della stessa nazionalità, anzi, ricordo benissimo le focose difese da parte dei parenti degli aggressori e il massacro mediatico delle vittime, descritte come poco di buono, puttanelle, bugiarde e chi più ne ha più ne metta-ricordate la vicenda di Montalto di Castro?
Viene da chiedersi se queste persone che invocano la castrazione e la morte appena hanno notizia di uno stupro commesso da stranieri (esistono anche nutriti gruppi du facebook) si indignino per la violenza sulle donne oppure nel loro intimo non considerino le donne italiane alla stregua di una proprietà, una sorta di territorio riservato ai compatrioti e proibito a maschi nati in altri luoghi. Perchè la colpa del raid non è della ragazza, ma di chi crede nella diversità dello straniero, nella naturale inclinazione al male di chi parla una lingua diversa. Questa è stata una strumentalizzazione, punto e basta.
Questa ragazza ha sicuramente sbagliato (ma interroghiamoci su quant possa essere marcio un ambiente in cui venire stuprate da uno straniero tutela una donna è socialemente preferibile rispetto a dire liberamente di avere una relazione intima con qualcuno), ma nulla può giustificare un tentato omicidio ai danni di persone accumunate solo dalla provenienza.
Dove sono questi 'difensori delle donne' quando chiediamo rispetto, quando alcune di noi subiscono violenza o molestie da parte di italiani come loro, quando chiediamo dignità e libertà di autodeterminazione rispetto a religioni invadenti, pubblicità svilenti e stereotipi che ritroviamo ovunque nella vita quotidiana?
Non credo nessuno di loro sia veramente interessato a fermare il fenomeno della violenza sulle donne che ancora persiste in Italia, per me non si è trattato altro che di un (ennesimo) episodio di razzismo, che aspettava solo una scusa per esplodere, in un paese dove sono ancora troppe le persone che ragionano in modi simili:
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/11-dicembre-2011/caserta-prof-abbassa-vototu-non-sei-come-altri-sei-nera-1902493573017.shtml
E non posso fare a meno di domandarmi, se davvero questa ragazza ( che mi fa molta pena, lo ammetto) fosse stata violentata da due Rom, cosa sarebbe successo?

giovedì 1 dicembre 2011

Levategli il vino reloaded

Nella "polemica" sulla natalità di Libero non poteva mancare lui, Nicolas Farrel. In molti, anzi, quasi lo chiamavano.
Per gli sventurati che non lo conoscessero, è un vecchio ubriacone maschilista, fascista, sporco per sua stessa ammissione e che s'è inventato tutta una storia assurda con una trans a Soho che francamente ricordava troppo Lola dei The Kinks. 
Se un tale Prefe non avesse chiuso il blog avreste materiale perpetuo, ma almeno c'è Scaricabile.

Comunque, vi consiglio di cercare i vecchi articoli, sono illuminanti.

Questo si chiama: "Casalinga, colta, con 5 bimbi. Mia moglie è una marziana" e presenta vecchi cavalli di battaglia di Farrel, come i polli di allevamento e le mutande sporche.
Davvero.
Lui è uno che se deve fare un esempio di donna che lavora non riesce a trovare altro che "passare la vita montando elettrodomestici in fabbrica o tagliando le teste ai polli in allevamento", come se non ci fosse altro. Che ne so, fare la segretaria, la giudatrice di tram, la neurochirurga e roba simile.
Quella delle teste dei polli è una sua ossessione. Ce la infila sempre. Se deve parlare male delle donne lavoratrici, c'è sempre di mezzo una testa di pollo.
Che poi, che lavorano a fare 'ste femmine, cosa andranno mai cercando dalla vita che non possono trovare stando chiuse in casa a badare a marito e figli? 
Possedere 20 paia di mutande piuttosto che due, una acconciatura diversa ogni settimana? È libertà questa?
No. Forse non è libertà, ma è decisamente igiene. Insomma, la settimana è fatta di sette giorni e con due mutande non si va lontani. A meno che non si viva in una colonia di nudisti, ma che io sappia la Romagna non ne ospita molte. Sull'acconciatura non mi pronuncio perché perderei quel briciolo di credibilità che ancora possiedo.

L'altra enorme ossessione di Farrel sono comunisti e femministe (oh, Nick, se solo tu mi conoscessi!) e infatti il declino del paese ha i suoi due colpevoli: il '68 e il femminismo, che stanno spopolando il paese:

Ecco la tragica realtà: non c’è bisogno del suicidio assistito in Italia perché l’Italia si sta suicidando da sola. Qui, dal ’68 e la nascita del femminismo in poi, gli unici a fare così tanti figli, a parte questa bizzarra coppia anglo-romagnola, sono i fedeli di Allah.Ai tempi di Mussolini Benito la Signora Farrell, fu Camerani [ehm, Nick, se scrivi "fu" così pare che è morta. Giusto per la cronaca, eh], sarebbe stata premiata e gli ufficiali militari le avrebbero data il saluto romano per strada. Oggi, invece, fare cinque figli è vista come un crimine contro l’umanità. Così, le dicono «ma come ti permetti?» , e «vergognati», e «i soldi dove li trovi?». Ecc. Per questi parsimoniosi saccenti moralmente superiori, il mondo si soffoca di troppa gente. Non c’è spazio. Non c’è cibo. Non c’è denaro.
C'è da chiedersi che razza di persone frequenti questa "bizzarra coppia anglo romagnola", perché a me non verrebbe mai in mente di dire a una madre di cinque figli "come ti permetti" o "vergognati". Effettivamente mi chiederei qualcosa su come riescano ad arrivare a fine mese, ma me lo terrei per me o al massimo ne parlerei con le amiche davanti a una birra. E comunque sarei troppo impegnata a chiedermi come possa una persona sana di mente stare con uno così. 
In Italia, come in Occidente, ha trionfato un’alleanza satanica (lo dico da agnostico) contro la vita e pro la morte di tutti coloro per cui i bambini sono una rottura di palle troppo costosa e un impedimento disumano al divertimento, di tutti insomma per cui la ragione d’essere dell’Uomo non è fare i figli ma fare lo shopping. Fra i componenti principali di questa alleanza spicca, ovviamente, l’armata intera di derivati tossici del comunismo per cui la natura morta è più sacra di quella viva. Ma il popolo si sinistra non ha l’esclusivo [sic].
Ora, lasciamo stare la sintassi perché non ne potremmo uscire: alleanza satanica? Derivati tossici del comunismo?
Ma davvero questo è un giornalista? Insomma, cos'ho io meno di lui? Perché nessuno mi vuole pagare per scrivere stronzate? Ne scrivo a pacchi, pagatemi! Se non avessi dei principi manderei a Libero il mio curriculum.
Secondo questi appassionati della vita sterilizzata, la legge cinese che permette un figlio unico è un bel passo avanti ma non basta. Per salvare il pianeta dall’inquinamento umano, ci vorrebbe anche una legge sovranazionale gestita dalla Corte dei Diritti Umani che proibisca completamente tutta questa «produzione irrazionale» di figli e che prevede come sanzione la pulizia umana cioè: lo sterminio di massa dei colpevoli e dei figli da loro prodotti. Sì, ok, c’è troppa gente in giro (specialmente di sinistra!). All’epoca di Gesù Cristo la popolazione globale era, si stima, circa 35 milioni. Nel 1800, era 1 miliardo. Nel 1940, era 2,5 miliardi. Entro il 2050, secondo l’Onu, sarà 9,5 miliardi. Ma il problema della sovrappopolazione esiste (se esiste) in Oriente ed in Africa, non in Occidente. E sicuramente non in Italia.
Vita sterilizzata, pulizia umana, sterminio di massa, Gesù... io sono terrorizzata dal mondo che immagina quest'uomo, io non riuscirò a dormire pensando alla Corte dei Diritti Umani che vuole proibirmi di figliare o uccidere me e la mia prole.
Prosegue il suo delirio con gli immancabili numeri sulle pensioni, su deliri sulla colpevolezza sua e della Carla nell'ostinarsi a fare figli e non riesce ad evitare una nota razzista che non c'entra niente e conclude donandoci una rara perla sulla vita umana, "maledetta ma meravigliosa":
 Certo, essendo «colpevole» con la Carla del reato di «produrre» cinque bambini, mi sento preoccupato. Ho paura del mondo e com’è messo, di questa crisi economica, delle tante guerre, e della tanta sofferenza. Ho paura della debole mentalità dominante in Italia e sì, naturalmente, di musulmani e cinesi. E ho paura di me stesso e com’è sono messo. Ho 53 anni e quando la gente vede la Carla in giro con me e i nostri figli chiede: «E lui chi è? Il nonno?» Camperò? Per quanto? Ho paura di un’altra cosa: ma come mi sono permesso di «condannare» cinque bambini innocenti a questa vita, sapendo bene di che cosa si tratta? Nascono, crescono, muoiono. Poi? La Carla è credente. La fede ce l’ha. Io non escludo Dio ma se c’è che c’entra? Ma questa è la vita. Questa cosa maledetta ma meravigliosa. E i bambini non sono una spesa ma una risorsa. Quindi, benvenuto Giovanni Maria Farrell, detto «Fidel», a questo mondo. Evviva l’Italia! Evviva la vita!
Evviva!

Levategli il vino.

“Togliete i libri alledonne: torneranno a far figli” è il titolo di un brillante articolo apparso su quel meraviglioso quotidiano chiamato Libero, a firma di Camillo Langone. 
 Rubo le parole alla mia amica Alessandra per una descrizione rapidissima del Langone: 
‎"Ma Camillo Langone che scrive su Libero l’articolo "Togliete i libri alle donne e torneranno a fare figli" (dibattito sulla natalità) è forse quell'insignificante pennivendolo che ha scritto "La vera religione spiegata alle ragazze" (12 lettere ad altrettante amiche dubbiose per spiegare l’importanza di indossare la croce, di battezzare i bambini, di allestire il presepe…) e poi "Manifesto della destra divina" (“Difendi, conserva, prega!”: una difesa in controtendenza dei doveri contro i diritti, dell’obbedienza e del rispetto contro l’individualismo sfrenato che regola la società odierna.) ? Ah ecco."
In effetti del Langone ricordo uno sproloquio sull’irresistibilità del “camerata”, che forse è stato da spunto per la maglietta di caccapound.

Vabbè, divago.

Insomma, l’articolo pubblicato lo scorso 30 novembre  vuole essere una “provocazione” in un dibattito sulla natalità con Selvaggia Lucarelli.

Leggendo, si trova ciò  che a Roma chiamiamo “’na marea de mmonnezza”: razzismo, xenofobia, sessismo, ovvero i tre grandi classici che stanno andando tanto di moda tra troppi giornalisti (uno per tutti: Massimo Fini, che però è da un po’ che non mi regala una delle sue meraviglie).

Diciamo che già il fatto che uno si descriva come “un sincero xenofobo” è una garanzia su quello che si andrà a leggere.

Comunque, cominciamo.

Culle vuote e barconi pieni sono fenomeni così strettamente legati che perfino un sincero xenofobo come me ha sbuffato, dopo la reazione leghista alla forzatura di Napolitano sulla cittadinanza ai figli degli immigrati. Io sono di destra perché sono realista: le ideologie e le utopie non me le bevo.
No, Camillo, secondo me non ci sei. 
I migranti non vengono qui perché noi italiane non figliamo: vengono perché fuggono da guerra, fame, miseria, morte. 
E se proprio non li vogliamo sul nostro prezioso suolo patrio, dovremmo cominciare a parlare seriamente di cooperazione e aiuti, senza paternalismi e senza continuare a sfruttare fino allo stremo le loro terre e poi lasciare che si ammazzino tra loro mentre noi mandiamo due euro con un sms di solidarietà.
E sì, sono certa che lo ius soli sia sintomo di civiltà, non di “invasione”, come piace tanto dire ai fascisti. 
La mia amica del liceo, M., per esempio, è figlia di un eritreo e di una somala (o il contrario? Non mi ricordo mai). Abitava a Tor Bella Monaca, andava al liceo a Monteverde con i miei amici C. e G. e parlava un romanaccio favoloso, pur essendo nerissima. 
Lei viveva la sua vita con noi, ma visto che non siamo un paese civile, non era Italiana. 
Credo che abbia avuto la cittadinanza da maggiorenne, tra schifezze burocratiche e roba simile. Purtroppo non la vedo da anni, altrimenti potrei chiederle delucidazioni.

Pensare che chi nasce e vive qui sia italiano come i figli di Langone, non è ideologia né utopia. 
È una cosa logica. Ma un “sincero xenofobo” in effetti non può arrivare a tanto.

Da troppo tempo la Lega abbaia ma non morde. Da troppo tempo i politici, di tutti i partiti, mica solo i bossiani, preferiscono i sogni alle statistiche. La natura non tollera vuoti, bisogna metterselo in testa: non è pensabile che una nazione si spopoli senza che alle nazioni vicine venga in mente di ripopolarla. Se in Italia il numero di figli per donna è 1,32, molto sotto la soglia di sostituzione che è poi la soglia dell’estinzione prossima ventura, ci vorrebbe altro che le dichiarazioni di Calderoli, ci vorrebbe un’atomica al giorno per impedire gli arrivi dalla Siria, dall’Egitto, dalla Libia, dove i figli per donna sono più di tre.
Questa cosa dell’atomica ricorda tanto le parole di Bossi e Maroni sullo “sparare ai barconi” e io non ne posso più di sentire certe esternazioni e non vederle mai punite. Insomma, se uno dice a Berlusconi “buffone fatti processare” gli prendono le generalità, ma se un “giornalista” dice di buttare “un’atomica al giorno per impedire gli arrivi” dei migranti allora va tutto bene.

Questo tizio, poi, parla di “figli per donna”, di “sostituzione” ed “estinzione” come se stesse vendendo le mele al mercato.
Non sembra chiedersi nemmeno per un momento -non ancora almeno- perché le donne italiane facciano meno figli che in passato. Una prima piccolissima risposta potrei dargliela: manca il lavoro, mancano i servizi sociali, mancano i soldi per una casa. Cose sulle quali quando hai intenzione di avere un figlio cominci a ragionare con più attenzione.
Ma questo vorrebbe dire mettere in discussione decenni di scellerate scelte politiche e non è per niente facile.
Ed ecco la xenofobia sincera in tutto il suo splendore:
[…] mi capita sempre più spesso di trovarmi completamente circondato da stranieri (alla stazione di Brescia, in viale IV Novembre a Reggio Emilia, sui regionali notturni in partenza da Bologna...) e mi sembra di vivere un incubo. […] bisogna convincere gli italiani a riaccettare il duro lavoro di padri e di madri.
Gli stranieri, Langone, non mordono. Cos’è che ti fa paura? La lingua diversa? La pelle scura? I cibi troppo speziati? Cos’è che ti fa venire gli incubi? 
No, perché il mio incubo è passare a via Napoleone III e sapere che il SindacoDegliAltri ha regalato parte dei miei soldi a gente che si dichiara “fascista del terzo millennio”. 
O vedere che in Parlamento ci sono persone dalle quali i miei mi avrebbero detto di tenermi alla larga.

Questione di punti di vista: tu sei un “sincero xenofobo” che non crede nelle ideologie, io una donna che vive nel mondo e crede ancora che “uguaglianza di diritti e doveri” non sia una parolaccia.

Come? Convertendoli all’islam? Non serve: il paese più prolifico del pianeta è il maomettano Niger (7,68 figli per donna) ma subito dopo, nella classifica della fecondità, si trova la cristiana Uganda. Quindi la religione conta poco o nulla, e a riprova ecco l’Iran, precipitato anch’esso sotto la soglia di sostituzione nonostante veli e ayatollah. Che allora convenga diventare induisti? Macché: in molte zone dell’India ancora all’apparenza prolifica il tasso di fecondità sta crollando. Oppure buddisti? Niente da fare: i thailandesi si vanno estinguendo a ritmi europei. Comunisti? Peggio che andar di notte, a Cuba si fanno meno figli che nella decadente Olanda. Se non è la religione, se non è l’ideologia, qual è il vero fattore fertilizzante?
Questa, lo ammetto, l’ho capita poco. La faccenda del “fattore fertilizzante” tende a sfuggirmi. Forse perché non credo che le donne siano piante da fertilizzare.

Ma ecco che finalmente Langone trova “La Ricetta”:

Io lo so ma l’ho tenuto per la fine dell’articolo perché non avevo fretta di farmi linciare. Ebbene, gli studi più recenti denunciano lo stretto legame tra scolarizzazione femminile e declino demografico. La Harvard Kennedy School of Government ha messo nero su bianco che «le donne con più educazione e più competenze sono più facilmente nubili rispetto a donne che non dispongono di quella educazione e di quelle competenze».
E il ministro conservatore inglese David Willets, ha avuto il coraggio di far notare che «più istruzione superiore femminile» si traduce in «meno famiglie e meno figli». Il vero fattore fertilizzante è, quindi, la bassa scolarizzazione e se vogliamo riaprire qualche reparto maternità bisognerà risolversi a chiudere qualche facoltà.
Così dicono i numeri: non prendetevela con me.
Ecco qui. Bentornati al medioevo!

Tutte a casa! A fare la calzetta, a preparare i lauti pasti per il maschio che torna dal lavoro e porta i soldi a casa. Altro che leggere e studiare! Perdere tempo sui libri non si addice a una madre per bene.

Non lo sapete forse che scolarizzazione, educazione e cultura portano alla libertà e alla consapevolezza? 
Via quei brutti libri, al rogo! 
Non sia mai che qualche femmina possa cominciare a pensare a quella cosa orrenda che è l’indipendenza! Che nessuno mai più pronunci la parola “emancipazione”!

Eccolo in vero nodo della questione. 
Una donna colta, curiosa del mondo, consapevole di sé e di quello che ha intorno, è una donna libera, una donna che può e vuole scegliere. E questo evidentemente è ancora spiazzante per qualche maschio.

“Provocazione”, la chiama, ma come donna, come donna che legge (pensa, Langone, me l’ha insegnato mio padre!), come donna che vuole leggere ancora e ancora e che spera di poter leggere tantissimo per i figli che avrà, vedo solo un insulto.


Un insulto alle troppe donne cui è ancora negata la scolarizzazione e che quindi sono schiave, alle migranti che fuggono da miseria e guerra, alle donne di cultura, che in questo paese nel 2011 ancora fanno fatica a vedersi valorizzate.
È un insulto a tutte noi. 
Ed è un insulto a tutti quegli Uomini che Langone non nomina mai e che ci stanno accanto mentre leggiamo ogni giorno, che ci insegnano le parole scrivendole su grossi fogli bianchi, che ci spronano a migliorarci ogni giorno perché sanno che miglioreremo insieme alla faccia di xenofobi più o meno sinceri e di beceri sessisti.


E mentre Langone starà pensando a quanto sarebbe bello un mondo di donne analfabete, io mi godo la pausa pranzo.

giovedì 13 ottobre 2011

Buone notizie

Vi ricordate il "giornalista" che sosteneva che l'elezione di Miss Trans fosse un problema di ordine pubblico e che si rifiutava di mandare in onda le immagini del concorso?
Sull'onda della rabbia qualcuno di noi scrisse all'Ordine dei Giornalisti della Toscana un esposto nei suoi confronti.

Be', ieri sera mi arriva una mail che mi informa dell' "apertura di un procedimento disciplinare".

Questo sarà l'esempio che farò ogni volta che qualcuno verrà a dirmi "ma che scrivi a fare, ma perché ti incazzi, tanto non serve a niente".

E ora aspettiamo il verdetto.

giovedì 1 settembre 2011

Ordine pubblico.





Secondo questo "giornalista" la comunità LGBT è un problema di ordine pubblico.
E' la solita vecchia storia del "purché lo facciano a casa loro".
'sto tipo ha un nome e un cognome. Ed esiste un ordine dei giornalisti cui si dovrebbe scrivere, perché omofobia, razzismo e sessismo fanno schifo e forse sarebbe il caso di dirlo ad alta voce.

Sono persone come queste ad essere un problema di ordine pubblico.


AGGIORNAMENTO!!





mercoledì 13 aprile 2011

Castelli & Speroni




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La Russa ci mette una pezza a modo suo: Castelli era a "Un giorno da pecora", che è una trasmissione "dal contesto scherzoso e ti fa dire cose strane".



Speroni, quello che disse "gli italiani fanno schifo e l'Italia fa schifo" (inutile chiedersi se gli facciano anche schifo i soldi italiani, visto che ne prende in abbondanza da anni), invece, parla su Radio 24, nota per le continue gag e il tono buffonesco e ridanciano delle sue trasmissioni.


Intanto, il clima fa così schifo, che oggi Luz racconta che pure alla COOP hanno deciso che gli immigrati devono levarsi dai coglioni.

Ah, in tutto questo sono morte annegate due donne a Pantelleria, stavano su uno dei barconi che Castelli e Speroni vorrebbero prendere a cannonate e stavano venendo qui per compiere attentati, rubarci il lavoro e passare avanti alle coppie italiane nelle graduatorie per gli asili nido.

martedì 5 aprile 2011

Stavo solo scherzando


Forse ai non romani è sfuggito il battutone della Polverini sui tunisini.

La presidente (il minuscolo è chiaramente voluto,) della Regione Lazio, quella che saluta romanamente la vittoria (o faceva solo "ciao ciao" con la manina?), quella che imbocca Bossi, quella che va a cavalcioni in curva nord insieme a gente quantomeno discutibile, quella che viveva (mo' ci sta l'ex marito, dice) in una casa popolare a San Saba, uno dei quartieri più belli e cari di Roma per meno di  400€ al mese, è andata al Circolo Canottieri Lazio, per presentare il progetto Tevere Rangers (40 volontari che monitoreranno il Tevere).

Essendo lei sostanzialmente quello che qui da me si chiama "bora scatenata", non s'è saputa tenere ed ha tirato fuori il lato più becero e volgare della sua personalità: "Salutateci i Tunisini", ha detto.
E non è che è stata fraintesa, perché c'è il video: ha salutato col cappellino, s'è sistemata i capelli e sorridendo ha detto "salutateci i tunisini".

Ovviamente "stavamo solo scherzando, come fanno le persone normali".
Mi chiedo quale sia il concetto di "normale" nella testa della Polverini: razzista? Fascista?
Non c'è niente da fare, certa gente non riesce a nascondersi troppo a lungo.
Come cantavano i 99 Posse
"non ti fai vedere in faccia, non serve a niente
con la tua puzza di merda ti distinguo tra la gente
"






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