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mercoledì 27 giugno 2012

Elsa vs Costituzione



QUI l'intervista.

E QUI la Costituzione della Repubblica Italiana.

Cito, per rendere tutto più facile.

Art. 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Art. 35.
La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.
Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.
Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero.

Art. 36.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Art. 37.
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.


Ora, io non sarò certo una cima, ma sento di poter dire che "stavolta" Elsa Fornero ha detto una stronzata.
Poi magari sbaglio, eh.


mercoledì 9 novembre 2011

Cambio stazione

C'era una volta una ragazzina che ascoltava la Radio. 
Due stazioni, sempre le stesse, da alternare a seconda dell'umtre: Radio Onda Rossa, storica Radio indipendente e Radio Rock, commerciale, ma con buoni dj.

Mentre la prima ha mantenuto la propria identità antifascista, antagonista e libera, la seconda ha deciso di percorrere sempre di più la strada del "commercio". Ma alla fine uno si affeziona alla gente e quindi nonostante gli anni e la (troppa) merda, la ragazzina ha continuato ad ascoltare. Certo, la selezione si è fatta via via più spietata, ma quanodo accendeva la radio la frequenza era spesso quella di Radio Rock.

Poi però a 32 anni suonati, la ragazzina ha saputo che la radio che l'ha accompagnata negli anni domani (10 novembre 2011) ospiterà Iannone. 
Iannone quello degli Zetazeroalfa. 
Iannone quello della cinghiamattanza. 
Iannone quello di casapound.
E casapound non è esattamente un covo di educande.
L'ultima aggressione è di pochi giorni fa. Hanno picchiato dei tizi del PD al grido di "uccidete i comunisti" (sì, lo so, fa ridere quel "comunisti" accanto a "PD", ma stiamo parlando di gente che si prende a cinghiate per divertirsi).
Ma pare che questo non conti.
Chi, come me, sta scrivendo alla radio per dire che quell'ospite è una vergogna, è tacciato di antidemocraticità e tutto il repertorio.

E allora basta.
Perché alla ragazzina -che ormai è parecchio cresciuta- hanno insegnato che coi fascisti non ci si siede manco allo stesso tavolo. Mai.

E allora cambio stazione.
Addio Radio Rock, è stato bello finché è durato.
Mi dispiace per Prince Faster, lo ammetto, ma con chi va a braccetto coi fascisti, di qualsiasi millennio siano, io non ho niente a che spartire.

Antifascista Sempre.



AGGIORNAMENTO
Alla fine Iannone non c'è andato: molto più facile fare una bella intervista telefonica. Tipico, in effetti.

Prince Faster, storico dj della radio se n'è andato. Armandino non trasmette fino a data da destinarsi in attesa di una presa di posizione ufficiale della radio, perché pare che a parte Pappagallo (l'intervistatore) nessuno volesse merdapound in radio.

I 99 Posse scrivono:
Sono poche le radio che ci trasmettono, tra queste radio rock di Roma. Tuttavia dopo la messa in onda stamattina dell'intervista di Gianluca Iannone, fondatore di casapound, i tristemente noti "fascisti del terzo millennio", diffidiamo i responsabili dell'emittente romana a trasmettere qualsiasi contenuto relativo alla 99 Posse. Mai più una nostra canzone, nessuna richiesta di intervista, né di supporto alle nostre esibizioni nella capitale o altrove. Non c'è nessun dialogo possibile con chi fa dello squadrismo la stella polare della propria azione politica, nessuno spazio di condivisione con chi distingue i diritti sulla base della nazionalità, del colore della pelle, della lingua con la quale si parla. La tolleranza si riserva ai tolleranti, la democrazia ai democratici, il dialogo a chi crede nel dialogo. Ci teniamo a precisare che il nostro concerto previsto a Roma il 2 dicembre all'Orion è organizzato direttamente dalle strutture che si occupano del nostro management e booking in collaborazione con il locale. Radio rock non avrà alcun ruolo né in questo né in qualsiasi altro concerto terremo in futuro. Ci riserviamo inoltre da questo momento la possibilità di intraprendere una campagna di informazione e boicottaggio nei loro confronti, coinvolgendo altri artisti di rilievo nazionale. Non basterà alla redazione di radio rock chiudere la propria bacheca e cancellare le centinaia di post e commenti di protesta come hanno fatto stamattina, per zittire il dissenso. A dj Prince Faster, a dj Armandino e dj Oreste va la nostra solidarietà incondizionata per aver preso le distanze dalla messa in onda dell'intervista e li invitiamo a esprimerla in forme pubbliche e radicali. Contro il fascismo sempre, NO PASARAN!
 E pure Radici Nel Cemento non ci stanno:
ATTENZIONE ATTENZIONE : STIAMO ASPETTANDO DI CONOSCERE LA POSIZIONE UFFICIALE DI RADIO ROCK RISPETTO ALLA VERGOGNOSA INTERVISTA AL NEOFASCISTA IANNONE ANDATA IN ONDA QUESTA MATTINA. LA NOSTRA SPERANZA E' CHE QUANTO SUCCESSO VENGA CONDANNATO CHIARAMENTE, CHE IL RESPONSABILE DI QUESTA INFAMIA SPARISCA PER SEMPRE DALL' ETERE E CHE LA RADIO TORNI IN MANO ALLA VECCHIA GUARDIA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA. IN QUESTO CASO, SARA' UN PIACERE PER NOI CONFERMARE LA PRESENZA ALL' ORION SABATO SERA, IN CASO CONTRARIO LA DATA VERRA' ANNULLATA E LA NOSTRA POSIZIONE RISPETTO A RADIO ROCK SARA' DI BOICOTTAGGIO TOTALE. NESSUNO SPAZIO MAI AI FASCISTI. RNC
E pure Nunzio D'Erme, che è stato invitato se non sbaglio per domani:

Proprio oggi sono stato invitato a essere intervistato negli studi di Radio Rock per il prossimo giovedì 17 novembre.
Ovviamente come sempre mi sono detto disponibile a partecipare a un momento di confronto e discussione con gli ascoltatori di una radio che da tanti anni è presente nella città.
Quando ho accettato l'invito ero completamente all'oscuro di quanto sta accadendo a Radio Rock: proprio non potevo immaginare che il mio intervento sarebbe servito a fare da contro altare all'intervista che Emilio Pappagallo ha effettuato allo squadrista Iannone.
Da troppo tempo sono protagonista, insieme alle mie compagne e ai miei compagni, dei movimenti sociali radicati nelle lotte vere che attraversano la nostra città per cascare nel becero giochino degli opposti estremismi.
Radio Rock è libera di scegliere la propria linea editoriale, ma certo io e il movimento che rappresento non ci presteremo ad operazioni di equiparazione utili solamente a legittimare chi, come i fascisti di casapound, da anni si rendono costantemente protagonisti di intimidazioni, aggressioni e violenze nei confronti delle forze democratiche della città.
Mi chiedo come sia possibile prestare il fianco a certa gente proprio appena a una settimana dall'aggressione subita dai giovani del Pd in IV municipio. Squadristi in doppio petto che godono della copertura politica della destra capitolina.
Nessuno spazio ai fascisti. Mai. Non per odio ma per dignità.

Nunzio D'Erme
Action.


L'accusa, al solito, è che siamo tutti poco democratici, ma come al solito, non me ne curo.
Nessuno spazio a questa gente.

Ci riempiamo la bocca con la Costituzione quando si tratta di sputare su Berlusconi (sport nel quale eccello) e poi lasciamo parlare uno che -stando alla Costituzione medesima- dovrebbe essere in galera.

Piagnucoliamo indignati se il SindacoDegliAltri usa i nostri soldi per comprargli il palazzo e poi vogliamo dargli spazio.

La gente dovrebbe imparare a fare pace col cervello.

O a smetterla di dichiararsi antifascista solo quando va di moda.

ANTIFA!








AGGIORNAMENTO 10/01/2012

Da ieri, Prince Faster, Armandino e Oreste hanno ricominciato a trasmettere su Radio Città Aperta!

Nel frattempo, Radio Rock ha richiamato Jelena, dopo aver detto che la sua programmazione era "radio condominio" e una rottura di palle che nessuno sopportava più (io però in quelle ore di "musica e chiacchiere" mi trovavo abbastanza bene. Si cazzeggiava, si rideva, c'era il gorgo trash anni '80...), magari pensano di recuperare in questo modo qualche vecchio ascoltatore che già allora si era allontanato.



venerdì 19 agosto 2011

Di tagli e statue.


La meravigliosa manovra del governo contro la crisi peserà soprattutto su di noi.

E per "noi" intendo i lavoratori dipendenti, quelli che le tasse le pagano sempre tutte, perché lo Stato se le prende direttamente dalla busta paga e perché c'è qualcun altro che invece non le paga, nonostante le pubblicità progresso di un governo che "combatte" l'evasione a suon di condoni. E soprattutto perché è giusto così e in un mondo ideale ognuno pagherebbe secondo quanto ha e quanto può e non in base a quanto rubano gli altri.

La pagheranno i lavoratori tutti, che si vedono davanti lo spettro della "Facilità di licenziare", come la chiama Tremonti. La morte, di fatto. Perché senza lavoro non ci sono soldi e senza i soldi non si mangia e senza mangiare non si campa e perché lavorare è un diritto sancito dalla nostra Costituzione: L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.

La pagheremo noi donne, che ci vedremo alzare l'età pensionabile senza alcuna "controparte", che consisterebbe in quel minimo di servizi che uno stato civile dovrebbe garantire a tutti.
Andremo in pensione più tardi e dovremo comunque continuare a badare alla prole, agli anziani, alla casa e via discorrendo. Certo, gli uomini devono fare, e in molti fanno, la loro parte, ma diciamo che in Italia certe cose continuano ad essere considerate cose di donne, come ci ha ampiamente insegnato il caso delle lavoratrici
MaVib

La pagheremo noi giovani (sì, fanculo, ho superato i trenta, ma sono ggiovane lo stesso), che non vedremo mai la pensione, che continueremo ad affogare nel precariato e nel lavoro nero.
Qualcuno se ne andrà altrove, altri, come me, resteranno qui, mettendo da parte i sogni di gloria per un lavoro che possa permettere una vita decente e che però non era quello che sognavi, quello per cui hai studiato.

La pagheranno le famiglie, che si vedranno tagliare le mense negli asili e i ragazzi con handicap, cui si continuano a togliere le ore di sostegno nelle scuole pubbliche.
Già adesso un municipio romano fa sapere che "entro metà ottobre il municipio X non potrà più far fronte al sostegno per i bambini disabili della scuola dell'obbligo, così come di assicurare i pasti ai bambini dei nidi del territorio: in pratica, 287 alunni e alunne con handicap lasciati a se stessi e mille piccini dei nidi digiuni "

A Roma si parla di "paralisi dei servizi sociali".

"Chiusi alcuni centri anziani diurni. Bloccato il servizio di trasporto a chiamata per i disabili e lo scuolabus a piedi per i più piccoli. Stop ai centri estivi per i bambini come alle gite per gli over 70." (da
Repubblica on line)

Dove andranno quei vecchi? E i bambini? Non tutti possono permettersi tate e badanti.

Quindi ecco già le prime vittime: le madri di quei bambini, le figlie di quei vecchi.
E non raccontiamoci balle: quanti uomini conoscete che hanno lasciato il lavoro per dedicarsi alla famiglia? Ben pochi.
Tante, troppe sono invece le donne che lasciano il lavoro per restare in casa.
Sia chiaro, non contesto la scelta di farlo, io contesto che sia sempre una scelta.
Siamo talmente intrisi di una cultura che vede nel maschio quello che "porta il pane in tavola" che nemmeno riusciamo ad immaginare il contrario.
Insomma, invece di pagare una baby sitter o una badante è molto meglio risparmiare restando a casa, no?
Una bella mossa per lo stato e per le aziende: lo stato non dovrà spendere soldi per i servizi sociali e un'azienda non dovrà farsi carico, magari, di una maternità o di un part time.

E mentre qui si continua a parlare di servizi essenziali che scompaiono, mentre la sanità sta andando a rotoli, il lavoro manca e la scuola è continuamente sotto attacco, quelli che stanno in Campidoglio, tanto al governo quanto all'opposizione, litigano su cosa fare dell'orrida
statua del papa.
Come se Roma non avesse altre priorità.
Come se non fossimo abbastanza nella merda per cominciare a cercare un modo per uscirne, che magari non preveda l'abolizione del 25 aprile, del 1 maggio e del 2 giugno, la facoltà di cacciare i lavoratori a calci in culo da un giorno all'altro e di chiudere in casa le donne.

martedì 16 novembre 2010

Non ce la farete mai.


 


  • Nessuno può chiederci abiure della nostra matrice fascista. (da Il Giornale, 5 gennaio 1990)

  • [Benito Mussolini] Il più grande statista del secolo. Se vivesse oggi garantirebbe la libertà degli italiani. (1992; citato in Filippo Ceccarelli, Retroscena. L'abc del segretario, La Stampa, 26 novembre 1993, p. 3)

  • Direi ancora che [Mussolini] è stato il più grande statista del secolo. (da un'intervista ad Alberto Statera ne La Stampa, 1º aprile 1994, p. 5)

  • Credo che l'istituzione mussoliniana di una terza via in alternativa al comunismo sia ancora attualissima. (citato in Corrado De Cesare, Il fascista del Duemila. Le radici del camerata Gianfranco Fini, Kaos Edizioni, 1995, ISBN 8879530461)

  • Il duce è stato un esempio di amore per la propria terra e la propria gente, un giorno l'Italia lo dovrà riabilitare e insieme a Cavour, Mazzini e Garibaldi, anche a lui saranno intitolate piazze e monumenti. (ibidem)

  • Se lei mi chiede: "Un maestro dichiaratamente omosessuale può fare il maestro?" Io le dico di no. Capito? Perché ritengo che non sia educativo nei confronti dei bambini.. [...] Io non ho alcuna difficoltà ad assumermi tutte le responsabilità ed eventuali impopolarità di quel che ho detto, ma una cosa è non discriminare l'omosessuale e un conto è riconoscere all'omosessuale lo stesso esercizio di diritti connessi soprattutto all'educazione... [...] Non farò mai nulla perché siate discriminati ma non farò nulla per mettere il vostro tipo di rapporto sullo stesso piano della famiglia naturale. (citato in Fini: un gay non può fare il maestro, Il Corriere della Sera, 9 aprile 1998)

  • Il comportamento di alcuni magistrati grida vendetta, vedi il caso di Genova dove vengono rinviati a giudizio più poliziotti e carabinieri che black bloc e terroristi in erba. (citato in Fini all'attacco dei magistrati "Atti che gridano vendetta", la Repubblica, 22 maggio 2004)


(da Wikiquote)
 


Leggi ad personam votate da Fini:
2001: DEPENALIZZAZIONE FALSO IN BILANCIO
2002: LEGGE CIRAMI - LEGGE FRATTINI SUL CONFLITTO D'INTERESSI
2003: LODO SCHIFANI
2003: DECRETO-SALVA RETE 4; INCENTIVO PER L'ACQUISTO DEL DECODER
2004: LEGGE GASPARRI
2005: LEGGE EX CIRIELLI
2006: LEGGE PECORELLA; LEGGE ELETTORALE (PORCELLUM)
2008: LODO ALFANO
2009: SCUDO FISCALE




Si, poi ha cambiato idea, ha detto che Mussolini non era poi quella brava persona che credeva, che le leggi razziali sono state una vergogna e bla bla bla, ma non riuscirete MAI a farmi piacere Fini.

MAI.

martedì 16 febbraio 2010

Apologia del fascismo.

Legge 20 giugno 1952, n. 645
(Legge Scelba)
ART. 1. (RIORGANIZZAZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA).


  AI FINI DELLA XII DISPOSIZIONE TRANSITORIA E FINALE (COMMA PRIMO) DELLA COSTITUZIONE, SI HA RIORGANIZZAZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA QUANDO UNA ASSOCIAZIONE O UN MOVIMENTO PERSEGUE FINALITÀ ANTIDEMOCRATICHE PROPRIE DEL PARTITO FASCISTA, ESALTANDO, MINACCIANDO O USANDO LA VIOLENZA QUALE METODO DI LOTTA POLITICO O PROPUGNANDO LA SOPPRESSIONE DELLE LIBERTÀ GARANTITE DALLA COSTITUZIONE O DENIGRANDO LA DEMOCRAZIA, LE SUE ISTITUZIONI E I VALORI DELLA RESISTENZA O SVOLGENDO PROPAGANDA RAZZISTA, OVVERO RIVOLGE LA SUA ATTIVITÀ ALLA ESALTAZIONE DI ESPONENTI, PRINCIPII, FATTI E METODI PROPRI DEL PREDETTO PARTITO O COMPIE MANIFESTAZIONI ESTERIORI DI CARATTERE FASCISTA.
ART. 2. (SANZIONI PENALI).


  CHIUNQUE PROMUOVE OD ORGANIZZA SOTTO QUALSIASI FORMA LA RICOSTITUZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA A NORMA DELL'ARTICOLO PRECEDENTE È PUNITO CON LA RECLUSIONE DA TRE A DIECI ANNI.


  LA STESSA PENA SI APPLICA AI DIRIGENTI DELL'ASSOCIAZIONE O MOVIMENTO; CHIUNQUE VI PARTECIPA È PUNITO CON LA RECLUSIONE FINO A DUE ANNI.


  SE L'ASSOCIAZIONE O IL MOVIMENTO ASSUME, IN TUTTO O IN PARTE, IL CARATTERE DI ORGANIZZAZIONE ARMATA O PARAMILITARE OVVERO FA USO DI MEZZI VIOLENTI DI LOTTA, I PROMOTORI, I DIRIGENTI, E GLI ORGANIZZATORI SONO PUNITI CON LA RECLUSIONE DA CINQUE A DODICI ANNI E I PARTECIPANTI CON LA RECLUSIONE DA UNO A TRE ANNI.


  FERMO IL DISPOSTO DELL'ART. 29, COMMA PRIMO, DEL CODICE PENALE, LA CONDANNA DEI PROMOTORI, DEGLI ORGANIZZATORI O DEI DIRIGENTI IMPORTA IN OGNI CASO LA PRIVAZIONE DEI DIRITTI E DEGLI UFFICI INDICATI NELL'ART. 28, COMMA SECONDO, NUMERI 1 E 2, DEL CODICE PENALE PER UN PERIODO DI CINQUE ANNI. LA CONDANNA DEI PARTECIPANTI IMPORTA PER LO STESSO PERIODO DI CINQUE ANNI LA PRIVAZIONE DEI DIRITTI PREVISTI DALL'ART. 28, COMMA SECONDO, N. 1, DEL CODICE PENALE.
ART. 3. (SCIOGLIMENTO E CONFISCA DEI BENI).


  QUALORA CON SENTENZA RISULTI ACCERTATA LA RIORGANIZZAZIONE DEL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA, IL MINISTRO PER L'INTERNO, SENTITO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI, ORDINA LO SCIOGLIMENTO E LA CONFISCA DEI BENI DELL'ASSOCIAZIONE O MOVIMENTO.


  NEI CASI STRAORDINARI DI NECESSITÀ E DI URGENZA, IL GOVERNO, SEMPRE CHE RICORRA TALUNA DELLE IPOTESI PREVISTE NELL'ART. 1, ADOTTA IL PROVVEDIMENTO DI SCIOGLIMENTO E DI CONFISCA DEI BENI MEDIANTE DECRETO-LEGGE AI SENSI DEL SECONDO COMMA DELL'ART. 77 DELLA COSTITUZIONE.
ART. 4. (APOLOGIA DEL FASCISMO).


  CHIUNQUE, FUORI DEL CASO PREVEDUTO DALL'ART. 1, PUBBLICAMENTE ESALTA ESPONENTI, PRINCIPII, FATTI O METODI DEL FASCISMO OPPURE LE FINALITÀ ANTIDEMOCRATICHE PROPRIE DEL PARTITO FASCISTA È PUNITO CON LA RECLUSIONE FINO A DUE ANNI E CON LA MULTA FINO A LIRE 500.000.


  LA PENA È AUMENTATA SE IL FATTO È COMMESSO COL MEZZO DELLA STAMPA O CON ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE O DI PROPAGANDA.


  LA CONDANNA IMPORTA LA PRIVAZIONE DEI DIRITTI INDICATI NELL'ART. 28, COMMA SECONDO, N. 1, DEL CODICE PENALE PER UN PERIODO DI CINQUE ANNI.
ART. 5. (MANIFESTAZIONI FASCISTE).


  CHIUNQUE CON PAROLE, GESTI O IN QUALUNQUE ALTRO MODO COMPIE PUBBLICAMENTE MANIFESTAZIONI USUALI AL DISCIOLTO PARTITO FASCISTA È PUNITO CON L'ARRESTO FINO A TRE MESI O CON L'AMMENDA FINO A LIRE CINQUANTAMILA.
ART. 6. (AGGRAVAMENTO DI PENE).


  LE PENE SONO AUMENTATE QUANDO I COLPEVOLI ABBIANO RICOPERTO UNA DELLE CARICHE INDICATE DALL'ART. 1 DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 1947, N. 1453, O RISULTINO CONDANNATI PER COLLABORAZIONISMO ANCORCHÈ AMNISTIATI.


  LE PENE SONO ALTRESÌ AUMENTATE PER COLORO CHE ABBIANO COMUNQUE FINANZIATO, PER I FATTI PREVEDUTI COME REATI NEGLI ARTICOLI PRECEDENTI, L'ASSOCIAZIONE O IL MOVIMENTO O LA STAMPA.
ART. 7. (COMPETENZA E PROCEDIMENTI).


  LA COGNIZIONE DEI DELITTI PREVEDUTI DALLA PRESENTE LEGGE APPARTIENE AL TRIBUNALE.


  PER I DELITTI STESSI SI PROCEDE SEMPRE CON ISTRUZIONE SOMMARIA, SALVO CHE RICORRANO LE CONDIZIONI PER PROCEDERE A GIUDIZIO DIRETTISSIMO AI SENSI DELL'ART. 502 DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE. IN QUESTO CASO IL TERMINE DI CINQUE GIORNI INDICATO NELLO STESSO ARTICOLO È ELEVATO A QUINDICI GIORNI.
ART. 8. (PROVVEDIMENTI CAUTELARI IN MATERIA DI STAMPA).


  ANCHE PRIMA DELL'INIZIO DELL'AZIONE PENALE, L'AUTORITÀ GIUDIZIARIA PUÒ DISPORRE IL SEQUESTRO DEI GIORNALI, DELLE PUBBLICAZIONI O DEGLI STAMPATI NELL'IPOTESI DEL DELITTO PREVEDUTO DALL'ART. 4 DELLA PRESENTE LEGGE.


  NEL CASO PREVISTO DAL PRECEDENTE COMMA, QUANDO VI SIA ASSOLUTA URGENZA E NON SIA POSSIBILE IL TEMPESTIVO INTERVENTO DELL'AUTORITÀ GIUDIZIARIA, IL SEQUESTRO DEI GIORNALI E DELLE ALTRE PUBBLICAZIONI PERIODICHE PUÒ ESSERE ESEGUITO DAGLI UFFICIALI DI POLIZIA GIUDIZIARIA, CHE DEBBONO IMMEDIATAMENTE, E NON MAI OLTRE VENTIQUATTRO ORE, FARNE DENUNCIA ALL'AUTORITÀ GIUDIZIARIA. SE QUESTA NON LO CONVALIDA NELLE VENTIQUATTRO ORE SUCCESSIVE, IL SEQUESTRO SI INTENDE REVOCATO E PRIVO DI OGNI EFFETTO.


  NELLA SENTENZA DI CONDANNA IL GIUDICE DISPONE LA CESSAZIONE DELL'EFFICACIA DELLA REGISTRAZIONE, STABILITA DALL'ART. 5 DELLA LEGGE 5 AGOSTO 1948, N. 47, PER UN PERIODO DA TRE MESI A UN ANNO E, IN CASO DI RECIDIVA, DA SEI MESI A TRE ANNI.
ART. 9. (PUBBLICAZIONI SULL'ATTIVITÀ ANTIDEMOCRATICA


  DEL FASCISMO).


  LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO BANDISCE CONCORSI PER LA COMPILAZIONE DI CRONACHE DELL'AZIONE FASCISTA, SUI TEMI E SECONDO LE NORME STABILITE DA UNA COMMISSIONE DI DIECI MEMBRI, NOMINATI DAI PRESIDENTI DELLE DUE CAMERE, PRESIEDUTA DAL MINISTRO PER LA PUBBLICA ISTRUZIONE, ALLO SCOPO DI FAR CONOSCERE IN FORMA OBBIETTIVA AI CITTADINI E PARTICOLARMENTE AI GIOVANI DELLE SCUOLE, PER I QUALI DOVRANNO COMPILARSI APPOSITE PUBBLICAZIONI DA ADOTTARE PER L'INSEGNAMENTO, L'ATTIVITÀ ANTIDEMOCRATICA DEL FASCISMO.


  LA SPESA PER I PREMI DEI CONCORSI, PER LA STAMPA E LA DIFFUSIONE È A CARICO DEI CAPITOLI DEGLI STATI DI PREVISIONE DELLA SPESA PER ACQUISTO E STAMPA DI PUBBLICAZIONI DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E DEL MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE.
ART. 10. (NORME DI COORDINAMENTO E FINALI).


  LE DISPOSIZIONI DELLA PRESENTE LEGGE SI APPLICANO SENZA PREGIUDIZIO DELLE MAGGIORI PENE PREVISTE DAL CODICE PENALE.


  SONO ABROGATE LE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE 3 DICEMBRE 1947, N. 1546, CONCERNENTI LA REPRESSIONE DELL'ATTIVITÀ FASCISTA, IN QUANTO INCOMPATIBILI CON LA PRESENTE LEGGE.


  LA PRESENTE LEGGE E LE NORME DELLA LEGGE 3 DICEMBRE 1947, N. 1546, NON ABROGATE, CESSERANNO DI AVER VIGORE APPENA CHE SARANNO STATE RIVEDUTE LE DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA STESSA MATERIA DEL CODICE PENALE.


  LA PRESENTE LEGGE, MUNITA DEL SIGILLO DELLO STATO, SARÀ INSERTA NELLA RACCOLTA UFFICIALE DELLE LEGGI E DEI DECRETI DELLA REPUBBLICA ITALIANA. È FATTO OBBLIGO A CHIUNQUE SPETTI DI OSSERVARLA E DI FARLA OSSERVARE COME LEGGE DELLO STATO.



Ok, quindi
Luigi Celori, ex AN, candidato nel Lazio con la Polverini, dovrebbe essere messo al gabbio per un po' e pagare una multa.
Cristo, ma sono l'unica in questo paese di stronzi che si ricorda 'sta legge?