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venerdì 13 aprile 2012

UDIcheSIAMO- sit in contro la violenza

 
http://www.udichesiamo.org/

Lettera alle sorelle di UDIcheSIAMO

Care tutte,
a mente fredda faccio un paio di considerazioni sul sit in di Roma.
E' vero, il tempo è stato infame e solo chi conosce Roma sa come sia difficile muoversi qui quando piove per ore in quel modo (sì, proprio così, manco fossimo nel terzo mondo...), ma quelle che sono state con noi a Montecitorio sanno anche quanto è bello ritrovarsi tra donne per qualcosa che ci riguarda tutte.

Alcune presenze sono state quasi "scontate": quelle donne ieri non potevano essere altrove. 
Noi donne UDIcheSIAMO, per esempio. E le mie amiche Sabrina e Carola, che hanno solo bisogno di "luogo e ora" per esserci.
E altre donne incontrate grazie alla rete, che hanno dimostrato che alle parole possono e devono seguire i fatti. 
Altre sono state per me una bellissima sorpresa, penso in particolare ad un'amica che non vedevo da più di un annoe che si è messa sul bus per essere presente, nonostante la pioggia, il freddo e i mille impegni che ciascuna di noi ha.
So che è brutto da dire, ma ormai mi conoscete un po' e avrete capito che non riesco ad evitare la polemica: anche alcune assenza sono state una conferma. 
Sono state quelle assenze che mi avevano fatto scrivere che è ora di "uscire di casa, spegnere il pc".

UDIcheSIAMO vuole "usare la dimensione virtuale per promuove un incontro reale" e penso che la grande partecipazione a questo evento in tutto il paese sia il segno che ci stiamo riuscendo. 
Penso a Giulia di Parma, che ha portato in strada venticinque persone, senza essere appoggiata da nient'altro che dalla sua passione e qualche amica o a Barbara di Massa, che si è spesa in prima persona e dal primo momento.

Certo, la strada è ancora lunga e non facile, ma so che andremo avanti.

Sono stata melensa al punto giusto, quindi vi bacio tutte e a presto.

lunedì 9 aprile 2012

13 aprile - in piazza contro la violenza

UDIcheSIAMO: il 13 aprile INSIEME testimoniamo del crimine più diffuso contro le donne
La notte del 31 agosto 2007, a Montalto di Castro, dopo una festa, una ragazza di 15 anni venne stuprata da 8 coetanei. Denunciò il fatto e si trovò a dover affrontare un processo per stupro. Il sindaco della città, Salvatore Carai, pagò 20.000 € di spese legali per gli otto accusati, che vennero “messi in prova” per 24 mesi dal Tribunale di Roma, che avrebbe poi potuto dichiarare “estinto” il reato. Loro dicono di aver scritto una lettera per dire il loro pentimento.
Il dolore della ragazza, però, non sarà dichiarato estinto.
Lei e la sua famiglia non hanno ceduto, nonostante le voci, nonostante le parole a mezza bocca, nonostante vivere nella città di chi ti ha umiliata in quel modo e il 13 aprile 2012, dopo quasi 5 anni, il processo finalmente ripartirà.
In quella giornata, i nostri pensieri saranno a Montalto di Castro.
E non dimentichiamo che a proteggere, coprire, minimizzare c’è stato un uomo in particolare: un sindaco, Salvatore Carai, uno che dovrebbe proteggere tutti i suoi cittadini, uno che dovrebbe essere guidato nel suo mandato solo da giustizia e onestà. Quel sindaco non solo ha pagato le spese legali ad alcuni degli accusati, ma avrebbe anche usato frasi razziste come: “dalle nostre parti le uniche bestie sono gli immigrati romeni. Loro sì che lo stupro l’hanno nel sangue” commentando la decisione del Tribunale di Roma di “mettere in prova” gli otto
Stando al sito dell’ANCI, Salvatore Carai è ad oggi ancora sindaco di Montalto di Castro.
Le sue parole razziste, il disprezzo dimostrato per la violenza su una quindicenne evidentemente non sono sembrati un valido motivo per radiarlo immediatamente dall’Associazione. E il suo partito? Lo ha espulso? E se non l’ha fatto, come possono le donne di quel partito restare accanto a chi difende degli stupratori? "Si è divertita pure lei quella sera" "Io solo a quella lì e alla mamma le avrei impiccate e basta perchè questi sono tutti bravi ragazzi" “Era un gioco, lei ci stava, era ubriaca fradicia, non è una santarellina. Aveva la minigonna nera e li ha provocati”
Queste sono le parole del paese. Di nuovo, come trent’anni fa, come sempre, la colpa è della donna, la colpa è del suo corpo provocante, la colpa è della gonna troppo corta. Ma di nuovo, come trent’anni fa, come sempre, le donne non lasciano sole le donne, perché “per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa”.
PROPONIAMO a tutte le donne che lo vorranno di organizzare sit-in (senza sigle di partito) nello stesso giorno e alla stessa ora.
TROVIAMOCI il 13 aprile alle 19,00 in piccole piazze con fiaccole e lumini per testimoniare del crimine più diffuso contro le donne. Leggiamo insieme i messaggi che le donne hanno affidato all’Anfora della Staffetta.

ROMA: UDIcheSIAMO.org ore 19,00 Piazza Montecitorio (tra via della colonna Antonina e l’obelisco)
MODENA: UDI Modena, ore 19,00 presso sede Udi in Via del Gambero, 77
PARMA: Piazza Garibaldi
MESTRE: UDI Venezia Mestre ore 18,30 davanti al Municipio di Via Palazzo a Mestre
ROVIGO: P.zza VIttorio Emanuele II, davanti al Comune,18.30 fino a 19.30

MASSA: davanti al teatro Guglielmi
BRINDISI:Via Nazario Sauro, exparco della Rimembranza, ore 19.30
LECCE: Via S. Trinchese angolo Via Cavallotti, ore 19.00
MANFREDONIA: Piazza del Popolo
GUSPINI: Associazione Femminile di Volontariato "XConoscereXFare",Piazza XX Settembre, ore 19
VOLANTINO ROMA                VOLANTINO MESTRE                    VOLANTINO SALENTO
Diamo notizia dei sit-in attraverso i nostri siti o le pagine fb. Per la pagina fb di UDIcheSIAMO scrivere a udichesiamo@gmail.com