Erano giorni che aspettavo, poi oggi, mentre guardo Friends, un post su faccialibro finalmente mi porta il tanto atteso dono: Massimo Fini è tornato!
Già il titolo mi emoziona.
Mollo tutto e mi accingo alla lettura, certa che anche questa volta non sarò delusa. Voglio merda e so che merda avrò.
L'articolo è stato ispirato al nostro adorato dalla partecipazione ad una puntata di Agorà, insieme a Carfagna, Rosa Calipari (moglie di) Pd (sic), e il sociologo Ferrarotti.
Tema della puntata, la violenza sulle donne.
Massimo parte citando
Lawrence e il suo "La verga di Aronne", che non conosco:
“Quasi tutti gli uomini, nel momento stesso in cui impongono i loro egoistici diritti di maschi padroni, tacitamente accettano il fatto della superiorità della donna come apportatrice di vita. Tacitamente credono nel culto di ciò che è femminile. E per quanto possano reagire contro questa credenza, detestando le loro donne, ricorrendo alle prostitute, all'alcol e a qualsiasi altra cosa, in ribellione contro questo grande dogma ignominioso della sacra superiorità della donna, pure non fanno ancor sempre che profanare il dio della loro vera fede. Profanando la donna essi continuano, per quanto negativamente, a concederle il loro culto”
Insomma, a quanto pare, se un uomo ti stupra, è perché in realtà ti venera e ha intimamente paura della tua superiorità "come apportatrice di vita".
Diciamo che il fatto che queste parole siano citate da uno che sostiene che in quanto donna non sei altro che una "razza nemica" e che conviene
masturbarsi dietro una siepe piuttosto che avere a che fare con te, mi irrita non poco e mi fa passare la voglia di andarmi a leggere Lawrence.
Comunque, Massimo continua l'esegesi del testo:
Insomma l'aggressività dell'uomo nei confronti della donna dipende da un incoffessato e inconfessabile 'inferiority complex'
Certo, Lawrence scrive
ai primi del Novecento e si riferisce agli uomini dell'aristocrazia e dell'alta borghesia e alle loro modalità per umiliare la donna, ma il discorso vale per qualsiasi ceto anche se le modalità sono meno sottili, più dirette e brutali.
Prima c'era tutta una filosofia dietro lo stupro e la violenza sulle donne, mica come adesso, che manca tutta quella sottigliezza. Adesso ti ammazzano e basta, non ci stanno troppo a filosofeggiare intorno.
Secondo Massimo il vero problema è che
oggi l'uomo, privato della possibilità di esercitare il suo ruolo virile (non può più provarsi in guerra, sostituito dalle macchine, non c'è più il servizio militare né il nazionalismo passionale, la forza fisica, con tecnologia, non conta più nulla) sente in modo particolarmente acuto questa sua inadeguatezza nei confronti della donna che un ruolo, quello di procreare, comunque lo conserva, anche se non ne fa più lo scopo della sua vita, e questo può far scattare, per contraccolpo, un surplus di aggressività.
Sì, lo so che lo avete già letto.
Questa cosa dell'impossibilità di andare in guerra ad ammazzare i suoi simili per Massimo Fini è un problema immenso, l'origine di quasi tutti i mali. Almeno di quelli che non derivano dalle donne.
In pratica, non potendo andare in guerra o fare volate eroiche come D'Annunzio, l'uomo non è in grado di sfogare il dolore che prova sentendosi inferiore alle donne e quindi tende a picchiarle, stuprarle, ucciderle.
Ma non è colpa sua. E' colpa di chi ha pensato bene di togliere la naja obbligatoria. A saperlo avrei fatto una petizione per mantenerla e anzi portarla ad almeno tre anni.
La donna ha un ruolo, quello di procreare e nessuno può toglierglielo per decreto legge.
Poveri uomini, come non capire il loro dramma?
Togliendoli dalle trincee li abbiamo evirati, farci massacrare è il minimo: in fondo noi possiamo pur sempre partorire.
Stronze egoiste che non siamo altro.
A lui, comunque, certe stronzate non parevano un discorso contro la donna. Al contrario.
Sostenere che il solo ruolo che spetta ad una donna è quello di procreare e che questa sua capacità possa essere vista dall'uomo come una specie di "provocazione" non è un discorso contro la donna. Al contrario.
Dire che se un uomo ti massacra (fatevi un giro su
Bollettino di Guerra, tanto per avere un'idea di cosa si stia parlando) è perché in fondo ha
un incoffessato e inconfessabile 'inferiority complex,
non è un discorso contro la donna. Al contrario.
Povero Massimo, non riesce a capire perché
La Carfagna e la Calipari mi hanno accusato di 'giustificazionismo'. Mi ha colpito il tono di sufficienza della Calipari (“le tesi di Fini non mi interessano”) eppure se oggi è parlamentare non lo deve di certo alle sue preclare virtù, ma a quelle, virili, di suo marito che le portò fino alle estreme conseguenze.
Leggetelo bene questo periodo, perché c'è tutto.
C'è il disprezzo per la donna, che non vale niente se non in quanto moglie di un uomo virile, che è morto per salvare proprio una donna, peraltro.
Scomoda addirittura il fascismo, proprio lui, che della retorica fascista è pieno fino al midollo e la puzza la sento fin qui.
Dice:
La Carfagna, dimentica, fra l'altro, che l'avevo difesa da un attacco realmente maschilista del suo collega in Pdl, l'inguardabile Paolo Guzzanti, riferendosi a un mio ormai famoso articolo pubblicato sul Fatto (“Le donne sono una razza nemica”, ha affermato che “le parole sono pietre” e che istigavo alla violenza sulle donne. Ho obbiettato che la pretesa di eliminare tutte le opinioni eterodosse è una pratica fascista anche se oggi si chiama democrazia. Stuart Mill, che era un liberale un po' più consistente di sora Carfagna, scrive “E' necessario anche proteggersi dalla tirannia dell'opinione e del sentimento predominanti” 'Sulla libertà' ).
Eccerto.
Per Massimo Fini scrivere cose come:
"Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe."
e lo scritto "Sulla libertà" di Mill sono la medesima cosa.
A Massimo sfugge, tra l'altro, il ruolo fondamentale di Harriet Taylor sulla stesura di Sulla Libertà e sul lavoro di Mill in generale.
E anche se tra me e Carfagna non c'è nulla in comune se non il genere e sebbene io non riesca (e non voglia) a trovare in lei nulla che ci possa avvicinare, chiamarla "sora Carfagna" in questo contesto è di per sé un giudizio che trasuda sessismo.
Ma eccolo il vero Massimo Fini. Altro che Mill, Lawrence e verga di Aronne:
Infine, anche se il campo è minatissimo perchè attiene proprio alla libertà individuale, troppo spesso le ragazze di oggi si comportano da 'vispe terese'. Citerò, per tutti, il caso, di qualche anno fa, di tre donzelle* che, sulle montagne di Abruzzo, passarono tutte sculettanti davanti a un pastore di pecore macedone che, non sapendo né leggere né scrivere, ma riconoscendo solo i propri istinti, le inchiappettò. Girare al largo dei 'pastori macedoni', pieni di alcol e coca, con i freni inibitori abbassati come le loro brache, che circolano nelle zone d'ombra intorno alle discoteche**, non è pruderie moralistica, ma elementare prudenza. Altrimenti si finisce come quei due idioti che sono andati a provocare in Orissa.
Le inchiappettò.
Loro erano "vispe terese" in minigonna e quindi lui le inchiappettò.
La ragazza stuprata fuori dalla discoteca di Pizzoli non è stata prudente. E quindi lui l'ha devastata.
Se ti stuprano è perché tu non sei prudente.
Se ti stuprano è perché tu sei una mignotta in minigonna.
Se ti stuprano è perché tu te lo meriti.
Massimo Fini dovrebbe quantomeno avere le palle per dire che secondo lui lo stupro è colpa della troia che non è stata prudente. E non nascondersi dietro citazioni più o meno colte.
E Il Fatto Quotidiano dovrebbe smetterla di ospitare certa merda.
Perché questo non è giornalismo. Non è provocazione.
E' solo
MERDA.
* le "
tre donzelle": due uccise, una stuprata, una salva per miracolo.
**
fuori dalla discoteca una ragazza è stata stuprata con un oggetto che le ha causato lesioni anche all'apparato digerente e poi lasciata in mezzo alla neve in una pozza di sangue.