A pochi passi dal mio ufficio c'è il giardinetto di quartiere dove ad Aprile è morto mio "cugino" Andrea.
C'è qualcosa di assurdo e morboso che mi ci porta spesso quando esco per la pausa pranzo.
Mi faccio tutto il giro o mi siedo su una panchina a leggere, ma la domanda è sempre la stessa e sempre ridicola: "chissà dove sei morto, Andrè..."
E per un attimo di nuovo a chiedermi perché e a pensare che sono stata una stronza, perché quella cena non l'abbiamo mai fatta, perché non abbiamo bevuto un'altra birra e non gli ho mai fatto vedere CasaMia.
«Io voglio un tetto per ogni famiglia, del pane per ogni bocca, educazione per ogni cuore, luce per ogni intelligenza» (Bartolomeo Vanzetti) E' piuttosto ovvio che questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001 (ma davvero tocca scriverlo?)
giovedì 8 luglio 2010
Morbosa
mercoledì 7 luglio 2010
Vacanze all'estero
No, vabbè, io quest'estate me ne volevo andare in campeggio in Sardegna. Mi piace il mare, mi piace dormire in spiaggia e adoro la tenda, ma il governo rema contro.
Mo' in tivvù passerà uno spot del ministero del turismo (quello inutile della scosciatissima super roscia) per consigliarci di passare le vacanze in Italia ("nella tua magica Italia", per l'esattezza) e la voce è di Berlusconi.
ABBASTA!
Pure le vacanze me vo' fa' rimpone questo?
martedì 6 luglio 2010
Ancora su donne, Fini e Fatti Quotidiani.
Gomez risponde ancora.
Mi sa che tra mail bombing, facebook e blog questi si sono accorti che le simpatiche parole di Fini (Massimo), “il grande scrittore, un grande giornalista e, soprattutto, (non un uomo, ma) un essere umano libero”, per dirla con le parole di Gomez, hanno urtato più di una persona.
E quindi hanno pubblicato l’articolo di Giorgia Vezzoli, (che peraltro gira da un bel po’ anche su faccialibro, è bello che se ne siano accorti anche loro), con tanto di risposta in tempo reale di Gomez in persona.
In sostanza il buon Peter ripete quello che aveva già detto dopo il casino per il secondo articolo di M.F., “Due al prezzo di uno”: Fini è un grande giornalista, uno politicamente scorretto, ma deve essere libero senza se e senza ma. E poi forse grazie ai suoi articoli deliranti e misogini (aggettivi decisamente miei) si comincia a muovere qualcosa nel dibattito sulla questione femminile. Insomma, alle donne serve che qualcuno le prenda a calci per parlare di sé e per rendersi conto di quanto siano disprezzate (e temute) da un non piccolo numero di uomini in carriera, che magari hanno paura di essere scalzati.
Comunque, scrive Gomez, non c’è nulla da preoccuparsi: Il Fatto non sta veicolando affatto messaggi misogini. Non dobbiamo in nessun modo restare alle semplici parole così come le leggiamo negli scritti di Massimo Fini: La linea del Fatto sulle donne è chiara ed è testimoniata da decine di articoli. Quindi perché fossilizzarsi proprio su questi? Dovremmo anzi capire il gran favore che tali scritti fanno a tutte noi: un’occasione preziosa per discutere di un tema importante: la condizione femminile. Un tema che in Italia viene accuratamente evitato.
Quindi dovremmo piuttosto ringraziare il grande giornalista, grande scrittore e persona onesta con la quale in questo caso non concordiamo per nulla, perché grazie a lui si sta aprendo un importante dibattito.
E soprattutto si sta per aprire -udite udite- un blog. Ebbene si, grazie agli insulti di Fini, Il Fatto aprirà un bellissimo blog dedicato alla battaglia per la dignità femminile e per il rispetto dei generi. Quindi, mie care, ringraziamo Massimo Fini, che tra un insulto, un'istigazione allo stupro e una pippa dietro una siepe ci sta aprendo un mondo telematico meraviglioso.
A me viene in mente solo una parola: paraculi.
E' ben comodo dire che sotto sotto quegli articoli deliranti hanno fatto nascere un dibattito.
Di queste cose le donne dibattono da anni e certo non sentivano il bisogno di sentirsi dare (di nuovo) delle streghe isteriche da un maschio per andare avanti.
lunedì 5 luglio 2010
Il peggior dopo sbornia della vita
Comunque ho un certo stile: ubriaca persa e dondolante, ma non sono caduta dai miei supertacchi.
Sto ancora a pezzi, però. Mi sa che sto invecchiando.
Sia ringraziata la biochetasi.
venerdì 2 luglio 2010
DonneForti vs Cassazione 0-1
Io amo le donne della mia famiglia.
Donne forti, che non hanno mai indietreggiato anche quando i guai erano grossi e la voglia di mandare affanculo tutto era forte.
Zia A. ha combattutto un tumore infame con una forza che ha trasmesso a tutti noi, mia Madre è stata con lei nei momenti più brutti e quando s'è ammalata Zia R. per quanto la cosa l'avesse sventrata, s'è rimboccata le maniche ed è andata avanti.
E poi le mie meravigliose Nonne. Nonna A ormai non c'è più, ma era una donna verace, simpatica, sempre pronta ad aiutare chiunque, anche la sua dirimpettaia stronza. Nonna E., poi, viene da un paesello in burinia e s'è trovata giovane vedova a Roma con tre figlie, ma non è tornata indietro: ha cominciato a lavorare e ha tirato su tre splendide donne, senza lamentarsi mai.
Le donne della mia famiglia sono per me un esempio da seguire.
Vorrei essere come loro, capace di andare comunque avanti, nonostante tutto (e si, lo ammetto, accanto vorrei un uomo com'è mio padre o come mio Zio R., che sono sempre presenti senza voler "sovrastare". O magari come Zio M., che a casa forse c'è stato meno, ma che ogni tanto mi da uno dei suoi dolorosissimi abbracci e mi dice che mi vuole bene e che so che per me si butterebbe nel fuoco).
Io sono cresciuta e ancora cresco con la convinzione che una donna debba essere "forte" per mantenere la propria indipendenza, cosa che non vuol dire assolutamente essere sole, tutt'altro.
Vuol dire, come mi scrisse il giorno che sono nata un'amica fricchettona/femminista/comunista dei miei, essere una donna consapevole, emancipata e "libera da costrizioni e democristianerie diaboliche".
Certo non avrei mai pensato che la mia "lotta" avrebbe dovuto essere combattuta non solo contro uno stato maschilista, un mondo del lavoro maschilista, una società maschilista, ma anche contro la Cassazione, che ha deciso che se te sei una "donna forte" e non ti intimorisci davanti alle botte di tuo marito lui potrebbe essere assolto.
Copio e incollo come leggo sul sito dell'Ansa la notizia, perché vale la pena.
Le mogli che hanno un carattere ''forte'' e che non si lasciano ''intimorire'' dal clima di intimidazione, comprensivo di percosse, al quale le sottopone il marito corrono il rischio di vedere assolto il coniuge dal reato di maltrattamenti proprio per via della fermezza della loro forza d'animo.
La Cassazione, infatti, ha annullato la condanna a 8 mesi di reclusione nei confronti di un marito accusato di aver maltrattato la moglie per tre anni. Dinanzi alla Suprema Corte il marito aggressivo ha sostenuto con successo che non si trattava di maltrattamenti in quanto la moglie ''non era per nulla intimorita'' dal comportamento del coniuge ma solo ''scossa, esasperata, molto carica emotivamente''.
Anime salve
Nella scuola italiana da tagliare è rimasto davvero poco.
Tagliati i programmi, tagliate le ore, tagliati i bidelli, tagliati gli insegnanti.
Non ci sono soldi per il sostegno , per le attività extra scolastiche, per i gessetti e per la carta da culo.
Ma si pensa comunque alle anime dei nostri figli. In questo tagliamento generale la sola cosa che continua a vantare un bilancio più che attivo sono gli insegnanti di Religione (cattolica, of, course).
Magari non sapremo qualche formula matematica, non scopriremo mai com’è andata a finire la Seconda Guerra Mondiale, ma le nostre anime saranno salve.
Quanta lungimiranza.
Una vita di merda qui, forse, ma il paradiso è assicurato.
giovedì 1 luglio 2010
Che maschio!
Il SindacoDegliAltri fa di tutto per sembrare un flaccido burocrate, ma proprio non ce la fa. L'indole è un'altra e in parecchi se ne ricordano. Mio padre, ad esempio ne avrebbe da raccontare. E anche la mia zia preferita sarebbe in grado di allietarci con un paio di storielle.
Comunque, l'indole maschia e fascista del SindacoDegliAltri per quanto nascosta, quando ha sentito del pedaggio sul GRA ha urlato "SPACCO TUTTO!", ridestandosi rabbiosa e vendicativa.
"Se qualcuno mette qualcosa sul raccordo per far pagare il pedaggio, vado io con la macchina e la sfondo", ha detto il SindacoDegliAltri in risposta a chi parla di rincari e pedaggi.
Speriamo che avverta, perché non mi perderei il suo schianto al casello per niente al mondo.