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giovedì 7 marzo 2019

Non UPAS di meno

Ogni volta che sui social mi capita di commentare una puntata di UPAS o che ne parlo in qualsiasi contesto, molte persone storcono il naso: 
"Ma come? Guardi UPAS? Ma è una stronzata" Fai tanto l'impegnata e poi guardi le telenovele."

E invece UPAS è tutto fuorché una stronzata e le persone migliori che conosco non ne perdono una puntata.

Negli anni UPAS ha trattato diversi argomenti di attualità con chiarezza e semplicità senza indulgere (troppo) nel paternalismo e nei luoghi comuni, raccontando ad un pubblico estremamente variegato un mondo che probabilmente gli era sconosciuto.

Si è parlato di prostituzione, di tratta, di aborto, di violenza sessuale, di omosessualità, di violenza di genere, di mafia, di immigrazione e lo ha fatto spesso molto meglio della stragrande maggioranza dei programmi "dedicati".

Quindi, in vista dello Sciopero Femminista del prossimo 8 marzo non posso che salutare con gioia il video di Non Una Di Meno Napoli in cui Silvia e Arianna (Luisa Amatucci e Samanta Piccinetti) invitano le donne ad aderire allo sciopero.


mercoledì 25 marzo 2015

UPAS non pensa ai bambini.

Ieri la pagina facebook ufficiale di Un Posto al Sole ha scritto un messaggio in seguito alle polemiche nate dalla storia tra Sandrino Palladini (figlio di un perfido che insieme alla perfida ex amante/moglie gli ha praticamente ammazzato la madre) e un compagno del corso di recitazione.
Cari tutti, è stato necessario oggi censurare alcuni commenti che abbiamo trovato nei post sulla storia di Sandro e Claudio. Sono stati cancellati tutti i commenti con offese e parolacce. Sono stati bloccati tutti quegli utenti che presi dalla foga di difendere la propria posizione, pro o contro che fosse, hanno dimenticato che questo è un luogo dove la buona educazione e il rispetto verso tutti coloro che in qualche modo sono coinvolti sui nostri social network sono "conditio sine qua non". Vi invitiamo a rispettare questo luogo e a esprimere la vostra opinione, qualunque essa sia, con correttezza e rispetto per tutti. Grazie.
Insomma, una soap ha dovuto censurare decine di commenti omofobi e di insulti di gente "indignata" e "sconvolta" da due adolescenti gay.
Nel 2015.
In un paese che si dice civile.

Avendo io uno stomaco forte e un fegato che non ha paura di niente, mi sono andata a leggere qualche commento in merito.

Vale la pena riportarne qualcuno:
Giusto o non giusto, bisogna ammettere che è una tematica pesante. Solo per il fatto che è un argomento attuale, non bisogna nemmeno prenderla di sottogamba. D'accordo parlare del problema, però bisogna anche saper dosare la quantità di messaggio che deve passare. Bisogna anche che gli autori non superino un certo limite. Non dimentichiamo che si tratta pur sempre di una soap e che va in onda in fascia protetta.
Problema? Qual è il "problema"? L'omosessualità?
E cosa vuol dire "dosare la quantità di messaggio che deve passare"? Qual è il "limite" che non va superato?
No, perché UPAS ci ha fatto vedere decine e decine di scene di sesso e non mi ricordo levate di scudi in nome di un "limite" e della "fascia protetta".
Secondo me non è giusto affrontare il tema del l'omosessualità in quel contesto. ..a quell'ora. .visto che é una fiction vista da tanti adolescenti
Eh, capito? Gli adolescenti potrebbero rimanere scossi. Adolescenti gay e lesbiche, poi, potrebbero pensare di non doversi nascondere e di avere il diritto di vivere la propria storia d'amore. Non sia mai!
Niente contro ma potevano risparmiare quella scena no è stato molto gradito dal pubblico! Seguo la telenovela con mia famiglia di cui una bimba e no e stato il massimo vedere quella scena quindi se volete evitare gli insulti e le polemiche siete vuoi dal set ad evitare per primo certe scene.!
No è stato il massimo! E il modo migliore per evitare insulti è evitare di far vedere "certe scene", nascondere e nascondersi. Sempre e comunque.
Un po' come quando dicono "io non ho niente contro i gay, ma non devono mettersi in mostra". Quindi niente effusioni, niente carezze, niente mano nella mano, niente baci in pubblico. Chiusi in casa e basta. Al limite.



Insomma, il problema più pressante, o meglio, la scusa portata da omofobe e omofobi per non dire "che schifo" è che "lo vedono i bambini", che potrebbero rimanere sconvolti dalla scoperta che (OMMIODDIO!) ci si può amare, baciare, fare sesso anche se si è dello stesso sesso.

Mi chiedo se queste povere creature innocenti, i cui occhi sanguinano intravedendo un bacio tra due maschi, siano state adeguatamente protette quando Angela è stata stuprata, quando Silvia ha scoperto di essere figlia di un prete, quando Gio ha raccontato a Franco di essere stata violentata dal padre, quando è stata ammazzata la compagna di Luca (ex prostituta) il giorno del matrimonio o quando Raffaele ha torturato l'assassino di sua moglie Rita (sì, sono una fan della prima ora) .

A quanto pare per qualcuno un conto sono omicidi, torture, stupri e botte, un altro l'amore omosessuale. Questo sì che è da censurare!

Se continuiamo a considerarlo e mostrarlo per quello che è, "normale", qualsiasi cosa significhi "normalità", andrà a finire che i nostri figli e figlie pretenderanno di vivere liberamente e con gioia la propria sessualità e se saranno gay e lesbiche magari pretenderanno di vedere rispettate le proprie scelte, pretenderanno di non doversi nascondere.

E dove andremo a finire di questo passo, eh?
Non vorremo mica vivere in un mondo rispettoso e solidale?

Se trasmissioni (nazional) popolari come UPAS insegnano che sono possibili l'amore e il sesso omosessuale, come faremo a crescere le nuove leve omofobe?
Chi tuonerà impavido contro la terribile teoria del gender, se lasciamo passare il messaggio che Sandrino può innamorarsi, baciare, fare sesso (!) con Claudio?
Chi picchierà i ragazzi che si tengono per mano?
Chi insulterà le lesbiche che si baciano per strada?
Chi farà compagnia a fascisti e sentinelle?



mercoledì 18 marzo 2015

Il Paese non è pronto.

Da che mi ricordo, ogni volta che si parla di certe cose, il commento che va per la maggiore è: "il paese non è pronto".

Non è pronto a riconoscere che una coppia omosessuale ha diritto di essere e ha diritto di avere i medesimi diritti (chiedo scusa per la ripetizione) che sono garantiti a tutte le coppie eterosessuali.
Non è pronto all'adozione da parte di single (soprattutto se uomini, chiedete e vedrete che molte e molti vi diranno che "al massimo da parte di una donna"), figuriamoci da parte di una coppia omosessuale.
Non è pronto ad una legge sulla procreazione medicalmente assistita che non costringa le coppie che non possono avere figli o che non possono averne di sani a dolorosissimi calvari.
Non è pronto per l'integrazione, per il rispetto, per l'incontro con gli altri e le altre.
Non è pronto per dire che chi nasce qui è italiano come tutte e tutti noi.
A mala pena è pronto per il divorzio, figuriamoci il resto.

Ogni volta mi imbestialisco, mi dico che no, non è possibile, che non accetto di pensare di vivere in un paese che non è mai pronto ad andare avanti.
Ogni volta mi chiedo se magari non si esageri, se non sia solo un modo per chiudere ogni discorso considerato "scomodo" in partenza.
Ogni volta dico che però non possiamo aspettarci troppo da un paese che ancora permette al capo di uno stato teocratico estero di modificare l'agenda politica di ogni governo.

Poi guardo Un Posto al Sole, due ragazzi (maschi) si baciano e scoppia il panico.
Ma come? La Rai mette due adolescenti froci in prima serata? Cosa penseranno i bambini? Cosa vogliamo insegnargli? Ma vi pare questo il modo di fare?
Il paese non è pronto!

Qua il problema non è il paese, siete voi che siete stronzi/e.