A settembre ho smesso di fumare e ho fatto un ciclo di cure farmacologiche che mi
hanno fatto prendere peso.
Niente di esagerato, forse, ma quei chili in più non mi fanno sentire bene.
Niente di esagerato, forse, ma quei chili in più non mi fanno sentire bene.
Ho cominciato a mettere magliette larghe per coprire panza e culo, ad
evitare lo specchio e a sentirmi a disagio in piscina.
Quindi sono corsa ai ripari e mi sono affidata ad una professionista.
Quindi sono corsa ai ripari e mi sono affidata ad una professionista.
Ovviamente ho cominciato a piagnucolare su Facebook,
postando foto e video in cui mi ingozzavo di songino.
Le trovavo divertenti e soprattutto credevo fosse piuttosto ovvio che condividere foto tristissime di insalate scondite fosse una cosa fatta per cazzeggiare e farmi compatire.
Le trovavo divertenti e soprattutto credevo fosse piuttosto ovvio che condividere foto tristissime di insalate scondite fosse una cosa fatta per cazzeggiare e farmi compatire.
E invece quelle foto mi hanno aperto un mondo.
Tra chi ha consigliato di rassegnarmi al fatto che non ho più vent'anni e quindi ormai devo accettare il mio essere floscia e chi mi ha trattata come una mentecatta che si nutre di aria rischiando non so bene che malanno, ho letto ogni tipo di reazione.
Credevo, sono sincera, che la gente avesse una diversa considerazione della mia persona, invece mi sono sentita trattata come una specie di mentecatta che non vuole accettare di non essere più la ragazzina secca di quindici anni fa.
Messaggi privati, consigli non richiesti, battute più stupide che divertenti... la cosa mi ha sorpresa.
E quindi ho continuato a condividere foto e post sulla mia dieta, per vedere le reazioni dei miei contatti.
"Ma che te frega", "Ma che lo fai a fare", "Ma stai benissimo così", "Ma come fai senza birra", "C'avrai la bilancia rotta" e via dicendo.
Nessuna (parlo al femminile, perché sono le donne quelle che si sono dimostrate maggiormente "interessate" al mio nuovo regime alimentare) mi ha supportata, nessuna mi ha chiesto se ora sto meglio, se faccio fatica, come mi sento.
Ieri EddieVedder, il mio cane, ed io abbiamo vinto una medaglia di bronzo ad una gara di jumping. Ovviamente ho riempito Instagram e Facebook di foto.
La maggior parte dei commenti erano sul mio corpo invece che sul podio.
Questo per dire che sul corpo delle altre tutte hanno sempre moltissimo da dire e quindi abbiamo poco da stupirci se viviamo in un paese in cui una donna non è libera di lasciarsi crescere i peli sulle gambe o di non depilarsi le ascelle senza che chiunque si senta in diritto di giudicare.
Mi sono chiesta anche se queste reazioni possano essere in parte legate al mio dirmi femminista.
Banalmente: può una che si dichiara femminista volere un certo tipo di corpo?
Mi ha ricordato quando anni fa ad un corteo le mie gambe e le mie ascelle lisce furono oggetto di grosse discussioni da parte di due tizie che volevano convincermi che il mio essere depilata fosse il segno di quanto io fossi serva del patriarcato.
Se tante sono così pronte a giudicare la scelta di una persona di mettersi a dieta, di cosa ci stupiamo se nella colonna destra de La Repubblica si contano "i difetti delle star" e i buchi di cellulite della starlette del momento?
Ah, ieri dopo la gara ho mangiato le pappardelle al cinghiale.
[Se vi riconoscete in questo post, per favore, non venitemi a spiegare i vostri commenti alla mia dieta.]
Tra chi ha consigliato di rassegnarmi al fatto che non ho più vent'anni e quindi ormai devo accettare il mio essere floscia e chi mi ha trattata come una mentecatta che si nutre di aria rischiando non so bene che malanno, ho letto ogni tipo di reazione.
Credevo, sono sincera, che la gente avesse una diversa considerazione della mia persona, invece mi sono sentita trattata come una specie di mentecatta che non vuole accettare di non essere più la ragazzina secca di quindici anni fa.
Messaggi privati, consigli non richiesti, battute più stupide che divertenti... la cosa mi ha sorpresa.
E quindi ho continuato a condividere foto e post sulla mia dieta, per vedere le reazioni dei miei contatti.
"Ma che te frega", "Ma che lo fai a fare", "Ma stai benissimo così", "Ma come fai senza birra", "C'avrai la bilancia rotta" e via dicendo.
Nessuna (parlo al femminile, perché sono le donne quelle che si sono dimostrate maggiormente "interessate" al mio nuovo regime alimentare) mi ha supportata, nessuna mi ha chiesto se ora sto meglio, se faccio fatica, come mi sento.
Ieri EddieVedder, il mio cane, ed io abbiamo vinto una medaglia di bronzo ad una gara di jumping. Ovviamente ho riempito Instagram e Facebook di foto.
La maggior parte dei commenti erano sul mio corpo invece che sul podio.
Questo per dire che sul corpo delle altre tutte hanno sempre moltissimo da dire e quindi abbiamo poco da stupirci se viviamo in un paese in cui una donna non è libera di lasciarsi crescere i peli sulle gambe o di non depilarsi le ascelle senza che chiunque si senta in diritto di giudicare.
Mi sono chiesta anche se queste reazioni possano essere in parte legate al mio dirmi femminista.
Banalmente: può una che si dichiara femminista volere un certo tipo di corpo?
Mi ha ricordato quando anni fa ad un corteo le mie gambe e le mie ascelle lisce furono oggetto di grosse discussioni da parte di due tizie che volevano convincermi che il mio essere depilata fosse il segno di quanto io fossi serva del patriarcato.
Se tante sono così pronte a giudicare la scelta di una persona di mettersi a dieta, di cosa ci stupiamo se nella colonna destra de La Repubblica si contano "i difetti delle star" e i buchi di cellulite della starlette del momento?
Ah, ieri dopo la gara ho mangiato le pappardelle al cinghiale.
[Se vi riconoscete in questo post, per favore, non venitemi a spiegare i vostri commenti alla mia dieta.]




