venerdì 28 ottobre 2011

Di scontrini, luoghi comuni e antipolitica anticasta.

Succede che su facebook inizia a girare la foto di uno scontrino della mensa del Senato.
Succede che i prezzi sono ridicoli e che la gente comincia la condivisione della foto con i commenti di rito, giustamente incazzata. Parole durissime di condanna anche da gente insospettabile, miei contatti che non hanno mai parlato di politica, che sembra che non aprano mai un giornale.
Tutti d'accordo nell'indignazione totale e completa, senza se e senza ma.
A ragione, mi dicevo. Cacchio, un piatto di pasta a 0.87€ è effettivamente allucinante calcolando lo stipendio medio di un Senatore della Repubblica Italiana.

Succede poi che stamani leggo su L'Unità che pare che quello scontrino non appartenga ad un Senatore, ma a un dipendente e che dopo il casino estivo ad Agosto lo stesso ristorante ha alzato i prezzi per i pasti dei Senatori, rendendoli in alcuni casi addirittura superiori a quelli della zonan e sfiorando la presa per il culo opposta, tipo la cicoria a 10€.

Come è successo con il TG1 riguardo la faccenda del ringraziamento a Berlusconi da parte di un ribelle libico, pare che pure stavolta ci siamo sbagliati.
O come è successo col cronista de Il Tempo, cui Repubblica on line ha dato la caccia per giorni, con un incredibile seguito in rete, che dura ancora nonostante le smentite (e ora liquida il tutto con due righe sotto la foto... lasciamo stare.)
O come la foto dei poliziotti canadesi che si picchiano tra loro, che rispunta fuori ad ogni manifestazione spacciata per polizia nostrana infiltrata nei cortei, nonostante sia abbastanza chiaro che quelle divise non sono italiane.

Non sono una complottista, ma a volte non posso non chiedermi se roba come questa non accada per una ragione specifica e per il volere di qualcuno.

Come dissi altrove, è nostro dovere attaccare i servi e i loro padroni, ma nel farlo, dobbiamo essere certi di essere assolutamente inattaccabili.

AGGIORNAMENTO 29 ottobre 2011
Sempre L'Unità pubblica un nuovo articolo sullo scontrino della vergogna e stavolta mette due foto a confronto: lo scontrino di un dipendente e quello di un Senatore.  

 Ora, se vogliamo attaccare i privilegi dei politici, facciamolo su basi serie e non in base ad un'indignazione che non può portarci a nulla.
Ripeto, se ci attacchiamo solo a queste cose e non ci domandiamo mai se siano o meno vere, poi non possiamo non aspettarci di essere credibili.

Tra l'altro, il totale del pasto dello scontrino della mensa, senza il costo del servizio, è esattamente l'importo di un buono pasto che la mia azienda da a ciascun dipendente (cercherò di capire se li danno anche ai contratti a termine e ai collaboratoi) per ogni giornata di lavoro. E io non sono né una parassita né una ladra privilegiata.
 

mercoledì 26 ottobre 2011

Di prese per il culo: Marchionne, Luca e Paolo.

Marchionne è uno schifoso sfruttatore, l'esempio più lampante del "porco padrone", per citare, ma è un genio.

È riuscito con pochissime difficoltà dove altri hanno fallito in tutti questi anni: distruggere in modo praticamente irreparabile l'unità sindacale, già messa a dura prova dai servi di CISL e UIL e pulirsi i piedi con lo Statuto dei Lavoratori con tanti applausi del pubblico.

Poi ha deciso che FIAT sarebbe uscita da Confindustria, perché è meglio essere avvoltoio solitario, almeno non devi dividere le carcasse con gli altri.

Ha deciso che gli operai devono lavorare di più, con meno garanzie e che se non gli sta bene possono anche andare a casa.
Tanta è stata l'indifferenza a "sinistra" fino all'ultimo momento, quando si voleva "far ragionare" la FIOM, che addirittura qualche mio amico -che ora negherà o ritratterà in qualche modo, lo so- mi disse che "gli operai hanno troppi diritti, sono supertutelati. Lavorano sei ore al giorno per 2000€ al mese e la catena di montaggio non esiste più da anni". Stanno una favola, gli operai. Cazzo, come mai non sono in catena anche io?
Mentre la FIOM era trattata come un covo di pericolosi sovversivi che non hanno voglia né bisogno di lavorare, Marchionne ha obbligato dei lavoratori a scegliere se morire di fame da disoccupati o se morire sul posto di lavoro, da operai.

Non contento, ora ha deciso anche di ridere di tutti noi. 
Di prenderci per il culo. Di farci sapere quanto ci disprezza.
Anzi, ha deciso di farci apertamente sapere cosa ne pensa di noi, delle nostre lotte, delle nostre proteste, dei problemi che dobbiamo affrontare ogni giorno.

E quindi ecco le nuove pubblicità della Panda, quelle con Luca e Paolo, che evidentemente non si vergognano di prendere i soldi da una persona simile. Avranno il mutuo da pagare anche loro, presumo.

Contro i privilegi.
Contro la casta (la sto odiando 'sta parola: quando la sento mi viene l'orticaria).
Contro la politica, il clientelismo, contro i baroni, contro le auto blu.

Ma non vi sentite tutti presi per il culo?
Non vi viene voglia di dare fuoco ad ogni Panda che incontrate?

E penso a mia madre, che m'ha comprato una Fiat 600 perché si era in piena crisi a Termini Imerese e lei -beata ingenuità- credeva che comprare FIAT potesse essere in qualche modo un aiuto, un segno.

E penso che prima o poi quello stemma dal cofano lo tolgo e lo rendo a Marchionne.
E Luca e Paolo hanno perso un'ottima occasione per non sembrare dei servi che aspettano il loro turno per partecipare al banchetto dei padroni.

martedì 25 ottobre 2011

Io e la Plagiante. Ovvero Lorenza e l'UDI*

A molti di voi il pilotto è stato attaccato tempo addietro, pure dal vivo, ma non me ne importa niente e quindi ricomincio. Sappiate che potete saltare il post, non mi offendo e comprendo.

Io l'UDI sapevo cos'era perché me lo aveva detto la Maestra Laura alle elementari (e io ho una memoria selettiva fantastica), solo che non l'avevo mai incontrata dal vivo.

Poi, visto che la Delegata Nazionale, Pina Nuzzo, diceva che era ora che le donne più giovani incontrassero la politica delle donne, mi sono accollata alle Sorelle della Sede Nazionale tramite web.
Per capire dove sono le ragazze, dobbiamo restituire alla nostra politica anche la dimensione della socialità perché ci rimette in gioco, non solo tra noi che abbiamo una certa età e tanta storia alle spalle, ma perché consente alle più giovani attraverso rapporti vissuti di entrare a far parte di una storia che sembra tanto lontana.
Così diceva Pina. 
E allora ecco il web, che mi aiuta ad andare fisicamente in via dell'Arco di Parma ad incontrare mac ed em.

Che poi Pina ce l'ha proprio con 'sta faccenda del web, cosa che a qualcuna proprio non è mai andata giù. L'ha ridetto pure al Congresso:
Attraverso il web, la comunicazione da donna a donna, l’Udi ha fatto camminare parole che ogni donna poteva fare sue, che risuonavano e davano voce a quello che non si riesce a dire.
Mica scema 'sta qui. Ha capito che il web è una cosa che se la usi bene aiuta anche la politica. Dov'è che è già successo?

Ed ecco che arriviamo proprio noi, le gggiovani con tre G, le plagiate, quelle che sono state chiamate indegne, che hanno una tessera (la mia è la 2935) che conta di meno delle tessere delle sessantenni, a sentire qualcuna:
... quelle che partecipano alle mail bombing, quelle che lottano per i consultori, quelle diversamente occupate, quelle che nate altrove vivono nel nostro paese, le nate di donna.
Eh, lo so. Deve sembrare proprio strano leggere parole del genere a chi vuole tornare indietro di una ventina di anni (1982, per l'esattezza), quando l'UDI era nei partiti e non una cosa a sè, capace di  muoversi e lottare per le donne e con le donne. Gratis. Spiazzante, immagino. E pure spaventoso.

Pina Nuzzo, come Delegata Nazionale, ha saputo parlarci e ascoltarci, indirizzandoci, ma senza interferire mai con le nostre idee. I modi. Quelli sì. Quelli ce li ha insegnati.
Quando avremmo voluto rispondere a male parole, lei ci ha spiegato come si potessero dire le medesime cose forti senza sembrare delle esagitate. E mica è poco. Per una come me, poi... 

Dopo l'ultimo incontro in Sede Pina m'ha dato perfino i compiti per casa: "pensaci tu. Trova le scuole, quelle che vuoi, ma vai e parla. Magari di Immagini Amiche. Io faccio solo la parte ufficiale come Delegata, poi ci pensi tu. E' roba tua".

Questo ha dato fastidio a qualcuna: l'aver permesso a noi di fare qualcosa. Aver detto alle ultime arrivate (chi per anagrafica, chi -come me- per altri motivi), andate e fate, io sono con voi.

Mi ha addirittura fatta tesserare. O meglio, quando ha visto che mi stavo tesserando mi ha sorriso e ha detto "ma come? io pensavo che la tessera ce l'avessi già".
Tanto per dire... non mi ha plagiata, come hanno insinuato, semmai mi ha accolta e convinta coi fatti.

Roba che nel portafogli l'unica tessera che ho è quella del supermercato. Tesserata io... roba dell'altro mondo!

Tutto il fango che le hanno buttato addosso, incapaci di dire il loro vero pensiero e forse anche vergognandosi dei loro pensieri, me l'ha fatta amare ancora di più.

E allora ieri l'ho chiamata, per dirle che se servo, io ci sono.

E lei con la voce sorridente m'ha detto "noi andiamo avanti, noi continuiamo a lavorare. Semmai, siamo ancora più libere adesso. E poi tu c'hai quella cosa delle scuole."
E si è ricordata di quanto le ho raccontato di mio padre -uomo meraviglioso, tocca ammetterlo- che quando gli ho detto "Oh, papà! Domani vado all'UDI", da vecchio MarxistaLeninistaComunistaNonSoChe ha risposto: "Ahoccheppalle! Ancora quelle dell'UDI?!" Ma lo vedevo che era contento.

Mi ha detto Pina, sorridendo all'altro capo del telefono: "Non fosse altro che per non darla vinta a tuo padre, noi  non ci fermiamo!"

Ecco. L'UDIchesiamo è un'altra cosa da quella che ci hanno fatto vedere certe donne al Congresso.
Io quell'UDI lì la voglio ancora. E allora ripenso a Vania (Chiurlotto, per dire, mica l'ultima scema...) che mi dice "rimboccati le maniche, fai. Fate. Voi. Le giovani."


 *stavolta niente nick: Lorenza, che poi so' io.



lunedì 24 ottobre 2011

Udi che siamo

Sono andata al XV Congresso dell'UDI.
Andate QUI per leggere cosa è successo.
Io mi sono portata a casa parecchia rabbia, che però si è trasformata subito in un'incredibile voglia di fare.

Il Campidoglio risponde

Mi è arrivata una risposta dal Campidoglio, firmata da tale Luca Panariello, dell'Ufficio Staff del Sindaco e Responsabile dei rapporti con i Cittadini e le Associazioni.
La riporto qui, con qualche commento tra parentesi.

Gentile Arguzia,

porterò il Sindaco a conoscenza della sua lettera e delle disfunzioni che ha denunciato; nel contempo, però, non si può non sottolineare l’eccezionalità degli eventi atmosferici che ieri hanno colpito la Capitale, dov’è caduta una quantità d’acqua come non era mai accaduto da cinquant’anni. [BUM! Li adoro: ogni volta che succede qualcosa, è un incredibile evento straordinario che non si verificava da mezzo secolo. Quanto ancora credono di poter utilizzare questa scusa?]

Non starò qui a sottolineare le carenze strutturali della nostra Città che potrebbero essere risolte con una progettazione ed una programmazione d’interventi che richiederebbero investimenti che appaiono impensabili in questa particolare congiuntura economica, nazionale ed internazionale, che ha determinato, tra l’altro, pesanti tagli per gli enti locali.
[No, invece sottolineiamole: ho parlato altrove dell'Elephant, macchina sturafogne delle meraviglie che nel 2009 abbiamo pagato DUE MILIONI DI EURO. Come è stata usata? Chi ne ha il controllo? E se è stata usata, dati i risultati, evidentemente non vale niente, quindi il compratore, ovvero il SindacoDegliAltri, dovrebbe risponderne ai cittadini che l'hanno pagata]

In particolare, come ha ricordato l’Assessore Ghera, la rete delle fognature non riesce a sopportare tante ore di pioggia ininterrotta. Negli ultimi anni questa amministrazione ha incrementato gli interventi di manutenzione delle 400 mila caditoie che sono presenti a Roma. Ad esempio, solo negli ultimi sei mesi, ne sono state ripulite e ricostruite oltre 16 mila. Inoltre, si sta lavorando per potenziare la rete fognaria proprio in quelle zone periferiche dov’è maggiore tale carenza, con un investimento complessivo di oltre 70 milioni di euro.
[Tre ore. Ha piovuto tre ore, non di più. Famo tre e mezza così arrotondiamo.]

Per quanto concerne i danni subiti dalle famiglie e dalle imprese, come certamente saprà, il Sindaco ha già chiesto alla Regione Lazio ed al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Questo consentirà di poter risarcire chi ha subito una remissione economica e giustificherà chi non si è potuto recare al proprio posto di lavoro a causa del maltempo.
[Lo stato di calamità lo pago comunque io, lo pagano le famiglie e lo pagano le imprese. Ed è vergognoso che lo si chieda ad ogni problema. Se si chiama "calamità" ci sarà un motivo, perdio! E poi la giustificazione la voglio subito, che il mese è praticamente finito e risulta che ho lavorato tre ore in meno.]

Mi è dispiaciuto leggere delle situazioni che ha affrontato, in particolare quando ha affermato di aver avuto paura. Ovviamente chiederò di verificare quanto scrive riguardo l’assenza di vigili urbani anche se credo giusto sottolineare che sin dalle prime ore della giornata di ieri la Polizia di Roma Capitale ha collaborato con i gli oltre 400 tra volontari ed operatori della Protezione civile capitolina che sono intervenuti in tutta la città per far fronte al nubifragio.
[Oh, sì, lo so che a voi piace tanto pensare alle pulzelle in pericolo, ma per la cronaca, ogni attimo di paura era una maledizione a voi, incompetenti e incapaci che uccidete la mia Città.]

Ribadisco l’impegno del Sindaco e di tutta l’amministrazione ad operare proficuamente affinché si pongano in essere tutte le soluzioni necessarie ed utili per migliorare la vivibilità di Roma e la qualità della vita dei romani, soprattutto in occasione di eventi eccezionali e drammatici come quelli di ieri.
[AHAHAHHAHHAHAHHAHAHHAHAHHAHAHAHAHHAHAHHAHAHAH!]

Un saluto [romano?]

 Che odio.

venerdì 21 ottobre 2011

Di fogne, aggressioni fasciste e fuffa.

Il profilo facebook del SindacoDegliAltri è da qualche giorno popolato da soggetti pericolosi e sovversivi che vogliono ricordargli il suo passato da "leader studentesco" proprio mentre in nome della pace universale decide di vietare cortei e manifestazioni a Roma.
C'è tutto un copia&incolla di vecchie notizie ansa, tipo quella del 20 novembre 1981, accuse, ricordi, FATTI...
Poi il diluvio di ieri. E allora qualcuno va sulla sua simpatica bacheca a fare domande scomode, del tipo: "ma pulire i tombini?"
Perfino il PD dice cose al limite dell'eversione, ricordando ai distratti che il SindacoDegliAltri un paio di anni fa aveva speso una cosa come due milioni di euro per la mitica macchina stura-fogne Elephant, che però dato quanto accaduto ieri non deve aver fatto una gran carriera dal 2009 ad oggi.

Ma il SindacoDegliAltri si giustifica dicendo che in realtà la colpa è di quei bleccheblocchevalsususininopontenotavcomunistiziopaperinocipecioppe che hanno detto che sarebbe piovuto e non che ci sarebbe stato il diluvio. Stemmerde l'hanno preso in giro, pora stella.

Comunque, ecco a voi la splendida risposta pubblicata sulla sua bacheca fb: solo a me pare un'immensa presa per il culo traducibile nel solito "bla bla bla" piagnucoloso che gli riesce tanto bene?

Quasi quasi era meglio quando faceva il "leader studentesco". Almeno si sforzava di più per rendersi credibile.

La prima Fuffa postata ieri 20/10/2011

La seconda Fuffa postata sempre ieri 20/10/2011




giovedì 20 ottobre 2011

Lettera al SindacoDegliAltri

Signor SindacoDegliAltri, 
le scrivo per chiederle di firmarmi la giustificazione per il ritardo di oggi.

Le racconto come sono andate le cose, perché non si pensi che me ne approfitto.
Come ogni mattina la sveglia ha suonato alle 06.30 e tra una parolaccia e uno sbadiglio mi sono alzata, lavata, vestita e pure truccata. Mentre prendevo il caffè ho visto che stava piovendo più di quanto immaginassi. Letteralmente un muro d'acqua alla mia finestra.

Essendo io molto furba e anche molto invecchiata, ho deciso di non prendere il motorino, ma di uscire un po' prima per andare in macchina.

Alle 07.24 il motore è acceso.

Via del Monte delle Capre è completamente bloccata, tra le macchine che, come al solito sono parcheggiate in divieto, e un fiume d'acqua. 
Non è colpa sua, mi dirà, ma se i tombini non lasciano defluire l'acqua, allora la colpa è di chi non predispone delle pulizie. 
E fino a prova contraria è lei che governa la città. 
Quindi, sì, è colpa sua se quella strada era allagata. Lo ammetto, il primo pensiero cattivo della mattina è stato tutto per lei.

In ogni caso non demordo e decido di fare il giro largo, passando per via Portuense. 
 
Più o meno quarantacinque minuti fino a largo La Loggia, ma capisco che piove, ci sono più macchine in giro e via discorrendo.
Certo, tutta quell'acqua che corre stile fiume in piena, mi fa pensare che forse anche lì nessuno ha detto a chi di dovere di andare a pulire i tombini. 

Eppure sono giorni che ci dicono che "verso la fine della settimana sono previsti temporali".
Eppure è autunno e in autunno spesso piove.

Ma sono solo le 08, non posso arrabbiarmi ora, non ho nemmeno preso il secondo caffè.

Decido di girare su via Ramazzini e imboccare la circonvallazione Gianicolense, perché via Portuense verso piazzale della Radio si allaga sempre sotto ponte bianco, da quando ne ho memoria (più o meno dal 1986, quando con mamma e il pandino bianco 750 rischiavamo di restare ferme ad ogni goccia di pioggia), ma anche lì acqua, traffico e asfalto distrutto. 
Divertente, visto che i lavori di rifacimento del manto stradale sono terminati solo un paio di settimane fa.

La Gianicolense è il panico: traffico, acqua, gente che non sa come attraversare la strada, ma vado spavalda avanti verso viale Trastevere, ponte Testaccio e Lungotevere Testaccio.

E da qui, Lungotevere Aventino... faccio quella strada almeno dal 1994, quando papà mi ha regalato l'adorato Pino, un SH50 che ho amato alla follia, e ci sono buche che potrei chiamare per nome talmente le conosco bene.

Signor SindacoDegliAltri, io ho avuto paura. 

L'acqua arrivava ai finestrini della mia piccola 600 e non immagina il terrore che provavo ad ogni buca, nonostante una velocità di crociera praticamente inesistente.

Davanti a me una 600 ferma circondata dall'acqua con le quattro frecce, che spavento!
Mi sono vista nei titoli del TGR: giovane romana, blogger anti SindacoDegliAltri, sedicente femminista, muore annegata nella sua auto.

Finalmente esco dal fiume, ma non potevo certo immaginare che sarei rimasta ferma per un'ora su via del Circo Massimo davanti a un muro di autobus. 
Non avevo mai visto tanti 628 in vita mia. 
Giuro, ne ho contati almeno sei davanti alla FAO, mi sembravano le stanghette del Tetris.

Una sola vigilessa vs delirio totale, ovviamente.

Quindi lei dirigeva noi, ma da tutti i lati continuava a venire gente avvelenata, perché a quanto pare non c'era nessuno che dirigesse il traffico nelle vie limitrofe. Poveretta, sarà una delle giornate più brutte della sua carriera, potrei scommetterci.

Superata la FAO, avrei dovuto svoltare verso le Terme di Caracalla, per arrivare a piazzale Numa Pompilio e da lì proseguire verso viale Castrense, ma tra bus turistici, autobus e macchine incastrate, ho pensato che sarebbe stato più intelligente salire verso il Colle Oppio per poi prendere via Labicana: allungo, ma dalla mia postazione pare ci sia meno caos.

Oh, cosa non ho visto. 
Acqua ovunque, il Colosseo sembrava emergere dalle acque come l'isola del lago di Bolsena. 
Gente in motorino che abbandonava il mezzo, moto in terra, due auto in panne in mezzo alla carreggiata, turisti sconvolti, pedoni incapaci di muovere un passo. E un solo pizzardone (o poliziotto di Roma Capitale, non lo so come si deve dire ora) che non sapeva cosa fare, con l'acqua che gli arrivava al cavallo dei pantaloni.

Arrivo su via Labicana alle 10.01 (mi permetta una piccola nota di colore: le ho registrato un messaggio sul cellulare, perché non avevo carta e penna).
Panico totale anche qui, sento sirene e fischietti, ma non mi pare di vedere grossi controlli, almeno a giudicare dalla disposizione delle automobili che continuano ad incastrarsi nei modi più idioti, tra bestemmie e clacson.

E finalmente imbocco via Emanuele Filiberto, sono quasi arrivata.

Anche qui, il Tetris, le buche, pezzi di asfalto che si muovono qua e là e tanta, tanta acqua, niente di nuovo. Nessun vigile, questo sì. L'unico che ho visto era all'incrocio con viale Manzoni e l'altra subito dopo gli archi di san Giovanni.

Sono entrata in ufficio alle 10.47.


SindacoDegliAltri, io non le sto dando la colpa della pioggia, quella capita, ma credo in tutta sincerità che sia SUA la colpa dei disagi che io e i miei concittadini abbiamo vissuto oggi.

Perché i tombini e le fogne non vengono ripuliti?
Perché l'asfalto si sgretola alle prime pioggie?
Perché i semafori vanno in tilt?
Perché si allagano le stazioni di metro e treni?
Perché si rompono bus e tram?

Ecco, le racconto la mia giornata perché vorrei che lei preparasse una lettera di giustificazione al mio capo, come ho scritto su, perché qualcuno dovrà pur prendersi qualche responsabilità per quanto accaduto e certo non posso essere io, né Veltroni, che non ha mai brillato nella lotta alle buche, ma almeno ha avuto il buon senso di non fare una campagna elettorale come la sua (allego a tale proposito la foto di uno dei suoi manifesti dell'epoca).

Un'altra cosa, SindacoDegliAltri, invece di delirare su fantomatici divieti di manifestare, vada a farsi un giro a vedere in quali condizioni pietose è ridotta questa città.

Saluti.