Questo post non dovrei nemmeno scriverlo, non sono all'altezza, non ho le competenze per farlo.
Per scrivere questo post ci vorrebbero criminolog*, sociolog*, antropolog*, qualche -olog* che possa portare statistiche, letteratura, esempi, storie e tutto il resto, per avvalorare tesi e ipotesi.
Solo che oggi è successa una cosa.
Una cosa non particolarmente "grave", in realtà.
Anzi, è il grande classico che tutte noi, ogni volta che parliamo di femminicidio, ci troviamo davanti.
Dovrei esserci abituata, ma il fatto che sia successo proprio oggi, mentre un gruppo di maschilisti misogini stronzi (non ho altre parole, scusate la povertà di linguaggio) ha sporcato della sua merda il nome di una donna ammazzata da un ex fidanzato, arrivando a fare andare in bestia un padre che probabilmente in questo momento ha ben altri pensieri , mi ha fatto andare il sangue al cervello (su
Femminismo a Sud c'è tutta la storia, con tanto di screenshot e rimandi interessanti).
Insomma, su FB ho postato l'ennesimo link di
Bollettino di Guerra, il #12, quello che ci parla di
Enza, uccisa dal marito.
Un mio contatto, uomo, lo rilancia immediatamente, scrivendo le mie stesse parole: "
DODICI donne morte ammazzate in quindici giorni."
Io lo ringrazio. Sì, lo so che è una cosa assurda, ma davvero sento il bisogno di ringraziarlo per aver rilanciato quel post: Grazie P. Grazie perché il silenzio davanti ai femminicidi è scandaloso. Lo scorso anno sono morte ammazzate 137 donne nell'indifferenza generale.
Pochi minuti, qualche "mi piace" e poi un commento di un altro mio contatto, anche stavolta uomo, che già altre volte aveva riso della mia "
deriva femminista":
chissà quanti uomini sò morti nell'indifferenza generale...il femminicidio non l'avevo mai sentito...
Lo ammetto. Sono andata completamente fuori di testa. Ho dato una rispostaccia acida, ho postato un paio di cose su cosa è il femminicidio e poi mi sono chiamata fuori: non avrei potuto reggere quella discussione. Non oggi.
Non con chi ride di queste cose.
Non dopo aver letto la disperazione del papà di Stefania.
Non dopo aver letto del marito di Enza, che l'ha uccisa e poi ha mentito per cavarsela.
O di Rosetta, strangolata e buttata per le scale da suo marito. O dei sette, otto colpi di pistola che hanno ucciso Grazyna.
...
Oggi no, non potevo fermarmi a spiegare che il femminicidio è quella cosa che gli uomini ti uccidono in quanto sei donna.
Non ti uccidono perché hai rubato, perché sei una criminale, per difendersi da te: ti uccidono perché sei nata femmina.
Ti uccidono perché sei e devi rimanere una cosa che deve stare al suo posto.
Donna schiava zitta e chiava, insomma.
“Il concetto di femmicidio si estende aldila' della definizione giuridica di assassinio ed include quelle situazioni in cui la morte della donna rappresenta l'esito/la conseguenza di atteggiamenti o pratiche sociali misogine.”
Femminicidio (feminicidio) è per Marcela Lagarde «La forma estrema di violenza di genere contro le donne, prodotto della violazione dei suoi diritti umani in ambito pubblico e privato, attraverso varie condotte misogine -maltrattamenti, violenza fisica, psicologica, sessuale, educativa, sul lavoro, economica, patrimoniale, familiare, comunitaria, istituzionale- che comportano l’impunità delle condotte poste in essere tanto a livello sociale quanto dallo Stato e che, ponendo la donna in una posizione indifesa e di rischio, possono culminare con l’uccisione o il tentativo di uccisione della donna stessa, o in altre forme di morte violenta di donne e bambine: suicidi, incidenti, morti o sofferenze fisiche e psichiche comunque evitabili, dovute all’insicurezza, al disinteresse delle Istituzioni e alla esclusione dallo sviluppo e dalla democrazia».
Cosa non è chiaro?
Quante donne ancora dovranno essere ammazzate perché si inizi a pensare che la violenza di genere non è una strana fissazione femminista?
Quanto ci vorrà perché un amico che conosco da una vita intera non scriva MAI PIU' una stronzata come "Sabato sera mi stavano per ammazzare, ma mi son salvato. Evitato il maschicidio. I forbiti parlano di tentato ceracidio [ gioco di parole col soprannome]" mentre si parla di donne uccise? Mentre si dice a gente evidentemente ignorante in materia che la prima causa di morte per noi donne è un uomo che ci ammazza?
Come può questa gente, di cultura superiore alla media, di sinistra, che si informa, trovare che l'uccisione di dodici donne in sedici giorni sia un argomento di cui si può ridere?
Come si può non capire che il sessismo, il machismo, una certa rappresentazione del femminile siano concause di ogni femminicidio?
Possibile che sia tanto complicato capire che se un maschio cresce in un mondo in cui la sola rappresentazione del femminile è quella di una cosa seminuda che si può prendere, toccare, usare e abusare, il suo rapporto con le donne sarà probabilmente viziato da quelle immagini e che lo stesso sarà per una donna, abituata fin da bambina a dover essere bella, disponibile e un po' cretina?
A volte mi chiedo se il mio sia davvero femminismo o semplice buonsenso.