giovedì 15 dicembre 2011

Su Firenze, Torino e le responsabilità politiche.

Queste sono alcune delle parole più sensate, nella loro pacatezza, che io abbia sentito in merito a quanto accaduto a Firenze e a Torino. Ma anche un'analisi di vent'anni di fascismo, berlusconismo e leghismo e di quello che hanno provocato.

A dare fuoco alle  baracche sono stati "cittadini esasperati".
A sparare a tre ragazzi è stato "un estremista folle".

No. Troppo facile.

A dare fuoco alle baracche sono stati razzisti e fascisti.
A sparare a tre ragazzi è stato un fascista razzista.

E il fuoco e i proiettili sono stati forniti da chi siede in Parlamento e chiede di bombardare i barconi, che interna i migranti nei CIE, che continua a blaterare "padroni a casa nostra", di negazione dello ius soli per evitare che "tutte le donne d'Africa vengano a partorire qui", che passeggiano con i maiali davanti alle Moschee. 



mercoledì 14 dicembre 2011

Fascista, non pazzo.

Gianluca Casseri non era semplicemente un pazzo: era un fascista frequentatore di Casa Pound.
E non era nemmeno un frequentatore occasionale e silenzioso come ci dicono, se è vero che sul loro sito c'era addirittura una sezione dedicata ai suoi scritti (Senza Soste e Femminismo a Sud sono ben precisi in merito).

Far passare un assassino razzista per uno "solitario" e "un po' strano" vuol dire credere alle storielle di Iannone su quanto sono bravi i fascisti del terzo millennio, che fanno volontariato, sport e aiutano tanta povera gente.

Lo sdoganamento di questa gente ormai galoppa veloce, il mese scorso ne abbiamo avuto un'ulteriore conferma, con l'ennesimo viscido tentativo di far passare in secondo piano il fascismo,  il razzismo, l'omofobia, l'antisemitismo e la violenza che li caratterizza.
Questi personaggi sono coccolati e tollerati da troppe amministrazioni comunali, che magari investono i nostri soldi per l'opera di democraticizzazione di facciata.

Nell'assassinio dei ragazzi a Firenze la "follia" non c'entra.

Quelle morti pesano sulla coscienza di chi tollera, sovvenziona, paga e offre spazi più o meno istituzionali -che siano un'ospitata in una radio locale o un posto in qualche consiglio comunale, o magari in Parlamento- ai fascisti, di qualsiasi millennio dicano di essere.

Rubo le parole a Baruda

Fate più schifo dei fascisti, di chi l’ha sostenuti dal primo giorno (eh Alema’?!), di chi li legittima come interlocutori, fate ancora più schifo voi della carta stampata, perchè appoggiate e foraggiate questo fascismo, che ogni tanto “esagera”, quindi diventa “pazzo”, “scheggia impazzita”, perché siete collusi in tutto.
Ora spero solo che non rimanga nulla di CasaPound e delle sue sedi lustrate coi soldi delle amministrazioni comunali.

Antifascista sempre ☭

martedì 13 dicembre 2011

Un Uomo.

Un amico mi ha mandato una lettera.
Cioè, io ho deciso che è una lettera e che è indirizzata a tante persone insieme. 
Secondo me è indirizzata innanzi tutto alle donne, a quelle che sono vittime di violenza e a quelle che la violenza la combattono e la denunciano ogni giorno. 
È per gli Uomini che la violenza la schifano e non vogliono stare nello stupido ruolo machista cui millenni di "educazione" vorrebbero costringerli.
Ed è indirizzata forse anche agli uomini violenti, schifosi personaggi che purtroppo popolano il pianeta, che magari vedendo il loro putrido essere messo nero su bianco, potrebbero avere una folgorazione.

Lui me la manda perché, dice, "a volte non so come comportarmi, e perché se ti va puoi mandarla a uno dei siti che conosci e che trattato queste cose se ritieni sia utile."

E io penso che sia davvero utile. 
E che sia utile adesso.
Adesso che 131 donne sono state ammazzate dal primo gennaio.
Perché credo sia ora che gli Uomini escano fuori. 
È ora che siano anche loro a dire che la violenza sulle donne fa schifo, che il sessismo è il padre di ogni fascismo e di ogni discriminazione.
Perché devono dire con forza e senza paura che loro sono altro, che sono Uomini meravigliosamente normali, come scriveva un po' di tempo fa Malafemmina.

Sì, lo ritengo utile davvero e in qualche modo mi solleva sapereche esistono Uomini come lui, come il mio compagno, come mio padre, come tanti Uomini che conosco, che cresceranno Uomini diversi, migliori.

Non si firma, ma non serve. 
A me bastano le sue parole: "Io avevo bisogno di scriverlo però." 

Ciao, sono un uomo. Non so se ho il diritto di esprimere il mio pensiero sul tema della violenza maschile sulle donne, quindi mi limiterò a raccontarvi la mia storia e più che altro la storia delle donne che ho conosciuto. Ho 37 anni e non sono stato uno di quei fortunati che hanno trovato l’amore della loro vita da adolescenti e non si sono mai più separati. Direi che ho avuto almeno 3 storie importanti. Per importanti intendo che tra me e la donna con cui ho condiviso qualche pezzo più o meno lungo della mia vita si era creato un rapporto piuttosto intimo, un rapporto che ha permesso loro di raccontarmi cose che non avevano mai raccontato a nessuno. Delle altre che ho frequentato non so, ma loro 3, le donne che ho amato, ognuna di loro aveva una storia di violenze da raccontare, anzi da nascondere.
Una di loro era stata costretta ad un rapporto orale. Usciva con un ragazzo che le piaceva, forse non ne era innamorata, ma le piaceva. Lui la chiamava quando aveva voglia di scopare. Lei avrebbe voluto qualcosa di più, ma non aveva il coraggio di dirglielo e forse neanche pensava di meritarselo. Fatto sta che una sera, in macchina, mentre lei gli stava facendo un pompino, lui decise di tenerle le mani sulla testa, troppo forte perché a lei potesse piacere, troppo forte perché lei potesse liberarsene. Lo fece finché non le venne in bocca, procurandole il vomito e schernendola con un “che vuoi che sia, sbianca i denti”. La ragazza in questione non è più riuscita a farlo con nessuno, si sentiva una troia, non riusciva neanche più a nuotare con la testa sotto il livello dell’acqua. Dimenticavo gli attacchi di panico. E ovviamente non ha mai pensato di denunciare il fatto. Chi mai le avrebbe potuto dare ragione?
Un’altra invece aveva una lunga storia di abusi familiari. Il padre, gli amici del padre, i cugini. La costringevano anche a guardare porno con loro, a fare cose. Oggi sta meglio. Ma sulle braccia porta i segni degli anni di autolesionismo, ferite infieritesi perché il dolore fisico annientasse i ricordi, molto più dolorosi.
Un’altra ancora in un momento di debolezza si è lasciata baciare da uno dei suoi migliori amici, almeno fino a quel momento. Lei si era lasciata dopo una lunga storia, lui pure. Solo che dopo quel bacio per lei sarebbe stato abbastanza. Per lui invece no. Quando ebbe finito lei se ne torno a casa con i lividi e un senso di colpa che ancora oggi la porta a pensare di esserselo meritato, di essere lei la troia, l’ha portata a chiedermi scusa per quanto fa schifo, l’ha portata a non dire niente a nessuno certa che non sarebbe stata capita, in fondo anche lei pensava di essersela cercata, l’ha portata a continuare a frequentare il suo “amico” come se niente fosse mai successo perché non sarebbe stato socialmente accettabile dire a tutti quanto il tipo in questione facesse schifo e probabilmente non sarebbe servito ad escluderlo dalla cerchia sociale di amici in comune.
Tre donne, un ragazzo conosciuto, un padre, un migliore amico. Nessun rom o estranei di altro tipo.
Ora io non so spiegarmi come mi sento di fronte a ciò. Sono un uomo e forse neppure vi interessa saperlo, però queste donne io le ho guardate negli occhi, le ho amate, ne ho conosciuto aspetti forse nascosti ai più e sinceramente rimango sconvolto di come un altro uomo possa averle prese e usate come dei giocattoli o come delle valvole di sfogo, quando invece c’era tutto quello che ci vedevo io, non comprendo come possano averle prese trascurando tutto il resto e vedendo solo una vagina. Non so se è la parola giusta, ma mi sembra uno spreco incomprensibile, uno spreco di umanità, avere di fronte una persona con tutta la sua complessità, i suoi pensieri, il suo amore, una persona probabilmente disposta a darti molto di più e invece accontentarsi di svuotarsi i coglioni, contro la sua volontà, come un animale, e poi sentirsi anche bene.
Non so spiegarvi la rabbia che provo, che forse non è che una minima parte di quella che provate voi. Io so che ho dovuto trattenermi dall’andare a cercare le persone in questione e ucciderle. Si perché l’istinto è questo. Lo so, è un istinto da uomo, maschile. L’ho represso, prima di tutto per il rispetto che provavo per le donne che si sono fidate raccontandomi il loro segreto e in secondo luogo perché mi avrebbero trasformato in un qualcosa che non voglio essere. Ma la rabbia dentro rimane, e brucia, ed ogni volta che mi è capitato di guardarle negli occhi non sono mai riuscito a comprendere come qualcuno potesse aver fatto loro qualcosa del genere, quando io sarei andato in cielo anche solo con un bacio o una carezza.
Quello che voglio dirvi e che di uomini come me ce ne sono molti altri. So che per voi donne è una difficoltà in più riuscire a distinguere quelli di cui potete fidarvi e quelli di cui no. Io sinceramente non sono ancora riuscito a capire come le donne che ho incontrato abbiano avuto il coraggio di fidarsi di me dopo quello che era stato fatto loro, ho avuto difficoltà ad abbracciarle mentre mi raccontavano le loro storie, perché mi sentivo uomo come uomo era chi le aveva violentate.
Non ho messaggi particolari da lanciare, slogan o altro, solo dirvi che mi stupisco ogni volta della forza che avete dentro, non perché l’abbia mai sottovalutata, ma perché va al di là di ogni ragionevole immaginazione.
Un uomo.

lunedì 12 dicembre 2011

Circondati da imbecilli.

Tempo fa non mi ricordo chi (forse la mia cugina americana, o qualche amico di fuori) mi chiese quale fosse la storia dietro i lucchetti a Ponte Milvio, facendomi andare in bestia.
Sì, mi sono proprio arrabbiata, perché quello scempio non ha una storia, ma è una stronzata nata grazie a Moccia, quello dei tre metri sopra al cielo, della voglia che ho di te e roba simile, quello che il Rettore dell'Università La Sapienza di Roma invitò nell'Aula Magna per avvicinare i giovani studenti alla cultura, al cinema e alla letteratura italiani (ebbene, sì)

In pratica dopo aver visto Scamarcio che metteva 'sto benedetto lucchetto e buttava la chiave al fiume, decine di coppiette hanno pensato di non potersi dimostrare amore se  non andando a distruggere un monumento.
Il dramma, poi, è che l'imbecillità non ha limiti e ovunque ci sia una grata, c'è un cretino che ci mette il lucchetto.
Grazie all'imbecillità e all'amore adolescenziale, Moccia ha fatto i soldi veri.
Sul suo blog (ospitato sul sito feltrinellieditore, pace all'anima sua), qualche anno fa, rispondendo ad una ragazzina che voleva sapere se esistesse sul serio quella catena, Moccia scriveva:
[...]
Esiste quella catena? Forse sì...
Esiste per chi ci crede. Per chi sogna. Per chi ama il mare. Per chi ama il vento, e la moto che si piega, e stringersi forte alla persona davanti. Per chi piega la testa e un po' si vergogna. Ma poi ride e ti guarda di nuovo, stavolta più intensa, perchè... Perchè ha voglia di te... Per lei che non cambia, per lei che ride e corre, per lei che è ingenua, che ha un sorriso bellissimo, che guarda le stelle e che ogni tanto ha paura, che si stringe forte a te, che ha freddo, che si addormenta... Per lei che ride come una pazza ad una battuta, per lei che si arrabbia perchè si accorge che un 'altra invece non l'ha capita... Per lei che poi si mette a ridere di nuovo perchè comunque a quella battuta si è divertita un sacco. Per lei che mette il broncio ma che poi perdona perchè è buona, generosa, per lei che ama gli altri, per lei che non si risparmia e che ha coraggio e voglia di credere nelle cose. Per lei che discute e che quasi ci rimane male se ha detto troppo pur restando convinta delle sue idee, per lei che comunque qualunque cosa accada cambia anche idea ma continua a sognare. Ecco, per te che sei così. Per te che sogni, per te allora esiste la catena degli innamorati. Magari un giorno andrai lì a Roma su quel ponte, a Ponte Milvio, al terzo lampione, quello che sia ffaccia sul Tevere e che guarda il ponte di Corso Francia... E tu, quella catena, la troverai.
Io resto senza parole, quasi terrorizzata, lo ammetto.

Comunque, mentre scrittori discutibili, giovani attori bellocci e ferramenta si arricchivano, nel 2007 un lampione cede per colpa dei lucchetti di cui sopra e quindi chi avrebbe dovuto segare le mani dei vandali e fargli ripagare fino all'ultimo centesimo di danni, decide di mettere delle catene per facilitare tutta la faccenda.

Sono anni che si dice che quell'orrore andrebbe tolto, che quell'ammasso di ferraglia deturpa un'opera d'arte, anni che mi stratrompono le ovaie con "qual è la storia dei lucchetti di Ponte Milvio", ma adesso, finalmente, il Municipio ha preso una decisione.

Nonostante spaccature fratricide nel partito di maggioranza (PdL) manco si dovesse decidere di presentarsi in tribunale, tentativi di far mancare il numero legale manco si stessero votando i tagli ai vitalizi dei parlamentari e una lotta senza paura, il XX Municipio toglierà i lucchetti.

Non si pronuncia il piddì e manco il SindacoDegliAltri, che però tocca capirlo, ha i suoi problemi, tra una città che si allaga ogni volta che piove e pacchi sospetti informalmente anarchici.

Per me questa è l'ennesima conferma: siamo circondati da imbecilli.

Per completezza di informazione, vi segnalo l'intervista di Moccia, in risposta alla rimozione: "Politici contro i lucchetti, ma le baracche rimangono".
Da parte mia un solo piccolissimo appunto allo "scrittore": imbecille, Ponte Milvio è un'opera d'arte!

Aggiornamento 13/12/2011

Ebbene, il SindacoDegliAltri finalmente si pronuncia. I lucchetti sono una cosa troppo importante per non far sentire la propria voce:
dice di rispettare al decisione del XX Municipio, ma aggiunge: «Vorrei infatti avere il tempo di sentire Federico Moccia, per vedere se è possibile trovare un'alternativa a questa che è ormai diventata una usanza romana e non solo per gli innamorati».
Oh, era ora! Doveva pur prendere una posizione in merito! Un conto è sparare stronzate su buche, monnezza, tombini e diluvi universali, un altro sono i lucchetti dell'amore! Insomma, qui si tratta di togliere i sogni agli innamorati, mica -tanto per dire- decidere se costruire in un quartiere a rischio allagamento dove un paio di mesi fa un uomo è morto annegato in casa sua (sì, era cingalese, ma mo' il SindacoDegliAltri ha smesso ormai di fare certe distinzioni).


Le dichiarazioni più belle, comunque, restano quelle del poro Moccia:
 «Ponte Milvio - aggiunge lo scrittore - era priva di attrazione, i lucchetti hanno portato colore e poi c'è un problema di credibilità». Ossia? «I giovani hanno già perso fiducia nei politici, e una scelta del genere di certo non li incoraggia a credere nella politica che dovrebbe occuparsi dei problemi veri».
Un paio di cose al volo : Ponte Milvio (ponte Mollo, detto alla romana) è uno dei ponti più antichi di Roma.
Se ne parla in relazione alla seconda guerra punica, che per qualcuno una certa attrattiva la possiede.
Già prima di Cristo il vecchio ponte di legno venne rifatto in muratura, roba di antichi romani, che i ponti li sapevano fare bene.
Addirittura nel 321Costantino e Massenzio si so' menati proprio lassù e si dice che in battaglia Costantino avesse avuto la visione della croce (quella con scritto in hoc signo vinces, per intenderci.
È stato rimesso a posto negli anni, fino al 1800espicci, quando è intervenuto Valadier, cui non mi pare si possano associare con tanta facilità i termini "privo di attrazione".

Perfino Garibaldi l'ha trovato attraente, al punto di farlo saltare nel 1849, quando toccava prendere Roma.

Vabbè, poi io sono di parte, perché mia nonna E. viveva proprio lì e zia C. c'ha addirittura il bar in zona.

Il punto è che dire "è privo di attrattiva", oltre che malafede, è anche ignoranza crassa.

(Papà, se stai leggendo, una volta mi avevi parlato di un libro sui ponti o qualcosa del genere. Me lo sono sognato?)


Chi è Stato?



Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre...

Assorbenti e tette bis

Tempo fa è uscito un concorso: compravi gli assorbenti o le salviettine Velluto e potevi vincere tette&culo di silicone.
Il concorso, sappiatelo, va avanti.

Bastano tre prove d'acquisto e puoi vincere un buono chirugia estetica fino a 6000 € per rifarti naso, labbra, collo, seno, addome, glutei, cosce.
Meno male, che con 'sta crisi non avrei proprio saputo come fare.

domenica 11 dicembre 2011

Razzismo

Su quanto accaduto a Torino, rubo le parole a Barbara.

Credo un po' tutti siano a conoscenza di quanto è accaduto negli ultimi giorni: una ragazzina ha affermato di essere stata violentata da dei Rom, e un gruppo di Torinesi ha deciso di 'vendicarsi' dando fuoco a un campo zingari.
http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/12/10/news/continassa_bruciato_un_campo_nomadi_dopo_il_corteo_per_la_ragazzina_violentata-26406533/
A quanto pare la minorenne aveva avuto rapporti con un coetaneo, ma che, per non farsi sgridare, aveva concordato col fratello di essere stata assalita da alcuni stranieri. Proprio il fratello di lei è intervenuto dopo l'assalto dei concittadini per fermare il gruppo inferocito che aveva incendiato il campo di stranieri-fortunatamente fuggiti in anticipo.
http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/12/11/news/e_il_fratello_implora_la_folla_fermatevi_sandra_ha_mentito_temeva_di_essere_sgridata-26420929/
http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/12/11/news/torino_ultr_bruciano_il_campo_rom_terrore_per_uno_stupro_inventato-26420781/
Il campo è stato devastato, la ragazza sarà denunciata per simulazione di reato, e alcuni aspiranti membri del kukluxklan sono stati arrestati. Ovviamente seguono ora le polemiche, che sembrano riguardare soprattutto la giovane mentitrice, rea di aver scatenato l'odio della folla con un'odiosa menzogna.
Ma qui dovremmo discutere di alcune questioni, che non possono essere messe in secondo piano.
Premettendo che mentire su un fatto grave come uno stupro sia pericoloso e controproducente (anche considerate le correnti di misogini che strumentalizzeranno la vicenda per affermare che gli stupri non esistono e sarebbero tutte menzogne delle donne cattive) in quanto avvia una serie di indagini che rischiano di coinvolgere innocenti, non credo si possa affermare che la colpa del raid punitivo sia della ragazza.
Innanzitutto esistono delle leggi, ed esistono delle indagini per appurare l'esistenza di un reato, ed esistono perchè la vendetta sommaria non fa che coinvolgere persone quasi sempre innocenti per sfogare un generico sentimento di rabbia. Queste persone che hanno assalito le case dei Rom, sapevano chi erano i presunti assalitori? Avevano un identikit? No. E come si può invocare giustizia se non ci si cura di punire il colpevole di un reato?
Mi sembra evidente che qui non si voglia impedire la recidività di un violentatore, ma cercare di uccidere delle persone solo perchè diverse: dare fuoco a delle baracche comporta il rischio di uccidere uomini, donne e bambini innocenti, e nulla c'entra col desiderio di 'giustizia'. Anche perchè non vedo la stessa rabbia quando veniamo a conoscenza di donne stuprate (per davvero) da conoscenti, parenti e coetanei della stessa nazionalità, anzi, ricordo benissimo le focose difese da parte dei parenti degli aggressori e il massacro mediatico delle vittime, descritte come poco di buono, puttanelle, bugiarde e chi più ne ha più ne metta-ricordate la vicenda di Montalto di Castro?
Viene da chiedersi se queste persone che invocano la castrazione e la morte appena hanno notizia di uno stupro commesso da stranieri (esistono anche nutriti gruppi du facebook) si indignino per la violenza sulle donne oppure nel loro intimo non considerino le donne italiane alla stregua di una proprietà, una sorta di territorio riservato ai compatrioti e proibito a maschi nati in altri luoghi. Perchè la colpa del raid non è della ragazza, ma di chi crede nella diversità dello straniero, nella naturale inclinazione al male di chi parla una lingua diversa. Questa è stata una strumentalizzazione, punto e basta.
Questa ragazza ha sicuramente sbagliato (ma interroghiamoci su quant possa essere marcio un ambiente in cui venire stuprate da uno straniero tutela una donna è socialemente preferibile rispetto a dire liberamente di avere una relazione intima con qualcuno), ma nulla può giustificare un tentato omicidio ai danni di persone accumunate solo dalla provenienza.
Dove sono questi 'difensori delle donne' quando chiediamo rispetto, quando alcune di noi subiscono violenza o molestie da parte di italiani come loro, quando chiediamo dignità e libertà di autodeterminazione rispetto a religioni invadenti, pubblicità svilenti e stereotipi che ritroviamo ovunque nella vita quotidiana?
Non credo nessuno di loro sia veramente interessato a fermare il fenomeno della violenza sulle donne che ancora persiste in Italia, per me non si è trattato altro che di un (ennesimo) episodio di razzismo, che aspettava solo una scusa per esplodere, in un paese dove sono ancora troppe le persone che ragionano in modi simili:
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2011/11-dicembre-2011/caserta-prof-abbassa-vototu-non-sei-come-altri-sei-nera-1902493573017.shtml
E non posso fare a meno di domandarmi, se davvero questa ragazza ( che mi fa molta pena, lo ammetto) fosse stata violentata da due Rom, cosa sarebbe successo?