lunedì 16 maggio 2011

Palestina Libera!





Cose notevoli del corteo di sabato 14 maggio 2011 in sostegno della Freedom Flotilla 2:
- piazza dell'Esquilino che cambia nome
- ragazzine che urlano slogan in arabo e che me li traducono in un romanaccio degno della miglior periferia
- un ragazzo ormai uomo profugo in Siria, che racconta di quando era poco più che bambino e prendeva in giro suo padre che gli diceva continuamente: "tornerai nella tua terra, tornerai in Palestina" e che quando riesce ad entrare in Patria prende un sasso della propria terra da portare al padre (e "qualcuno" che si commuove)
- la bandiera Palestinese che svetta alta davanti al Vittoriano tra gli applausi e le grida gioiose del corteo tutto
- il bambino in testa al corteo con un manifesto colorato, che dopo essere stato fotografato va dal fratello maggiore (molto più fico, lui teneva lo striscione e pure la bandiera!) e indicandomi gli dice: "Io sono stato fotografato da quella bella giornalista là"
- la signora col velo che mi chiede dove sta la metro e che poi mi dice "grazie". "si figuri". "No, grazie che siete qui"

venerdì 13 maggio 2011

Con la Freedom Flotilla!


Domani, 14 maggio 2011, tutti alle 14.30 a piazza della Repubblica a Roma con la Freedom Flotilla per la fine dell'assedio a Gaza.

Alla faccia della Santanchè!




 




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Fuori da Roma!


Fuori!

Mentre Roma sprofonda nelle buche e viene invasa dalla monnezza, mentre il suo patrimonio artistico è umiliato ogni giorno, mentre mancano le case, i mezzi pubblici sono indegni di una capitale europea, le scuole sono a pezzi, mentre ci si lamenta della mancanza di soldi per la cultura, per il territorio e bla bla bla, il SindacoDegliAltri si ritrova in tasca 11,8 milioni di euro e non sapendo come usarli decide di comprarsi Casapound.


Ora il punto è che in quei quasi 12 milioni ci sono anche i miei spiccioli e non riesco a capire in base a cosa IO dovrei dare i MIEI soldi a dei fascisti picchiatori.

A Roma si stanno moltiplicando le aggressioni per mano di fascisti e il SindacoDegliAltri non fa che ripetere che "dobbiamo fermare la violenza ad ogni costo".
Mi sfugge il nesso con l'acquisto del palazzo di Via Napoleone III, occupato dalla feccia fascista, con quanto dichiarato dopo l'ennesima aggressione:  "Nessuna tolleranza nei confronti della violenza politica, e massima reattività perché, lo ribadisco, non vogliamo tornare agli anni di piombo".

mercoledì 11 maggio 2011

Di buche, monnezza e cellulari con la fotocamera.


Sapete tutti della mia passione per le foto di buche&monnezza.

C'ho pure l'account su flickr.
Le foto c
he ci metto su sono spesso mosse o con un'esposizione "a cazzo di cane", visto che di solito le faccio scendendo al volo da IlPoderoso, ma io ci tengo tanto ugualmente.
Il punto è che c'è un gruppo su
Roma Futura che si chiama city-watchers dove ci sono altri appassionati come me, che condividono immagini di quello che non va a Roma ed io sono qui a consigliarvi caldamente di aderire e fotografare.

Guardate che sputtanare il SindacoDegliAltri è facile e divertente.
Possono farlo tutti!
Basta uscire, girare per Roma e tenere a portata di mano un telefono cellulare con la fotocamera. I più fichi possono addirittura usare una macchina fotografica vera e creare così delle piccole opere d'arte.

"Ho fatto un giro in moto ed è tuttapposto!", dice lui.
"A cazzaro!", rispondo io.
E come diceva non so chi, un'immagine vale più di mille parole.


Viale Castrense
Se poi non c'avete voglia di iscrivervi al sito, potete pur sempre mandare il vostro lavoro alla cara Arguzia, che non aspetta altro.













lunedì 9 maggio 2011

Non voglio ignorare.


La battuta è stantia, noiosa, scontata e sentita mille volte, ma resta un cavallo di battaglia per una larga parte del PdL, a cominciare da Berlusconi.

La Russa non riesce a trattenersi e ribadisce che le donne di sinistra sono delle cozze, mica come quelle di destra, che sono bonissime.

Il livello è, ancora una volta, infimo, così come lo è quello delle risposte che ho letto on line (
L’Unità ne offre un esempio)

Ma non è la becera volgarità di La Russa ad interessarmi.
Di nuovo, quello che mi interessa sono le reazioni dei miei contatti, degli amici, dei colleghi, dei parenti.

C’è chi, come me, si imbufalisce e trova che l’uscita del ministro sia non solo volgare, ma anche grave.
C’è chi dice che dovrebbe stare zitto perché lui è un cesso clamoroso e dovrebbe prima guardarsi allo specchio.
C'è chi ci invita ad ignorare.

Di nuovo, decine di inviti ad ignorare.

Ignoriamo le pubblicità lesive dell’immagine della donna.
Ignoriamo il bombardamento di stereotipi sul femminile.
Ignoriamo le battute da bar.
Ignoriamo le campagne pubblicitarie che ci vendono a pezzi.
Ignoriamo chi ci offende, chi ci umilia, chi ci vuole ancora ben dentro lo stereotipo del "donna schiava zitta e lava".
Facciamo finta di niente, non diamogli importanza.

Ma si può sapere quanto ancora volete ignorare prima di porvi il problema?
Davvero credete che denunciare quotidianamente questo orrore sia soltanto un modo per regalargli una visibilità che altrimenti non avrebbe?

Possibile che ci siano così tante persone, spesso le stesse che quando ci sono state le chiamate alle armi hanno urlato la loro attenzione alle problematiche di genere (finché è durata la moda ovviamente), che non si rendono conto che se un Ministro della Repubblica Italiana dice che “le donne di sinistra sono brutte”, non sta semplicemente facendo una battuta divertente e innocua?

Possibile che non si riesca a capire che  ogni parola  che viene detta da un personaggio pubblico, a maggior ragione da un membro del Governo,  inev itabilmente avrà una forte eco sui media nazionali e porta un messaggio?
 
 Possibile che sia tanto difficile capire che quel messaggio, di fatto, entrerà nelle case, nelle scuole, nei posti di lavoro, nei bar e chiunque si sentirà autorizzato a continuare con battute volgari e sessiste?

Se non ci arrivate, continuate a farvi le foto per dire “basta” e ad indignarvi a comando, ma poi non voglio sentire un fiato sulla questione femminile.

Lasciate certe cose a chi ancora non ha imparato ad ignorare.

E quando arriva lo sciopero, a scioperar!


MeMedesimaVenerdì è stato il mio primo sciopero.
Cioè, io gli scioperi me si sono sempre fatti praticamente tutti, ma  prima mi prendevo le ferie, perché lavoravo per gente, come dire... "poco comprensiva". Gente che vota piddì e poi tratta i dipendenti peggio della cacca.
Invece stavolta ho proprio detto "Io domani sciopero".

Cose notevoli del corteo:

- bella, bellissima gente
- mio padre, la sua zoppia e una maglietta troppo gialla e mia madre che se lo perde perché lui va in giro
- salire sul carro e fare le foto alla piazza
- una canetta microscopica che quasi non stava in piedi
- il coglione che in macchina vuole passare per forza, la vecchia che gli entra nel finestrino per dirgli che non si disturba il corteo; i manifestanti che gli urlano di togliersi di mezzo, lui che risponde "ma io sto a lavorà" e un ometto pelato e incazzatissimo che urla: "'o vòi sapè che fine devono da fa' i crumiri? 'o sai che fine fanno i crumiri? LEVETE! Oggi è sciopero!"
- A. e i suoi colleghi, che più che manifestanti incazzati (le meraviglie del contratto collettivo del commercio...) sembravano i Village People
- un signore che mi fotografa e che stamani mi manda memedesima come aveva promesso.


 

sabato 7 maggio 2011

Campagna Elettorale


Qua da me non si vota, ma a Milano si. E tra i miei adoratissimi lettori ce ne sta qualcuno che sarà chiamato alle urne.
Quindi seguo il consiglio della Cuggia e faccio campagna elettorale.

SEL è un bel partito.
Il Leoncavallo è il Leoncavallo.
E poi Mimmi (il ragazzo della Cuggia) dice che questo è un bravo ragazzetto e ne vale la pena.

Leggo "Vogliamo portare in comune l'antiproibizionismo, il diritto di tutti alla cultura, alla casa, a un reddito minimo garantito" e penso che io non avrei dubbi e che non vedo l'ora di poter votare di nuovo.

Amici Padani, fateci un pensiero, pure perché si dice che quello che succede a Milano poi si ripercuote nel resto del paese. E io dei fascisti al comune non ne posso più.
FACE