mercoledì 13 aprile 2011

Castelli & Speroni




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La Russa ci mette una pezza a modo suo: Castelli era a "Un giorno da pecora", che è una trasmissione "dal contesto scherzoso e ti fa dire cose strane".



Speroni, quello che disse "gli italiani fanno schifo e l'Italia fa schifo" (inutile chiedersi se gli facciano anche schifo i soldi italiani, visto che ne prende in abbondanza da anni), invece, parla su Radio 24, nota per le continue gag e il tono buffonesco e ridanciano delle sue trasmissioni.


Intanto, il clima fa così schifo, che oggi Luz racconta che pure alla COOP hanno deciso che gli immigrati devono levarsi dai coglioni.

Ah, in tutto questo sono morte annegate due donne a Pantelleria, stavano su uno dei barconi che Castelli e Speroni vorrebbero prendere a cannonate e stavano venendo qui per compiere attentati, rubarci il lavoro e passare avanti alle coppie italiane nelle graduatorie per gli asili nido.

mercoledì 6 aprile 2011

Istigazione al femminicidio.


Italia, aprile 2011. Rai 1, "Se a casa di Paola".


Si parla del delitto dell'Olgiata.
Qui il
link, vi consiglio di saltare direttamente a 01:08:40.
Trascrivo le parole di Giancarlo Magalli, presentatore "storico", nel senso che in Rai ci sta da decenni.

" Io penso anche a quei poveri uomini, che lasciati dalla donna che amavano disperatamente cercano il chiarimento non per ammazzarla, ma per ricucire un rapporto e magari si sentono dire 'io ti ho sempre tradito, perché tu sei uno scemo, impotente e mi fai schifo' e in quel momento perdono la brocca e l'ammazzano. E vabbè, che gli vuoi di'? [...] esiste l'attenuante della provocazione... tante volte questo crinale si supera non perché uno è cattivo, ma perché te ce portano e quindi poi quello paga il suo debito, per carità... lo paga... però..."

La donna è cattiva e "te ce porta". Se la uccidi la colpa è sua che t'ha tradito, che t'ha detto scemo e impotente, mentre tu, povero uomo ferito, cercavi solo un chiarimento.

Io non so se davvero vi rendete conto della pericolosità di simili affermazioni.
Con le sue parole, Magalli sta "normalizzando" il femminicidio. E lo sta facendo in televisione, in una giornata qualsiasi, da una posizione di privilegio.
Sta dando in diretta nazionale un'ulteriore scusa all'assassino, "l'attenuante della provocazione".

Magalli sta difendendo ogni singolo assassino, ogni uxoricida, ogni padre che ammazza la figlia, ogni compagno che ammazza la "sua" donna e che da sempre si nasconde dietro la gelosia, la depressione, il dolore per un rapporto finito. Guardate i titoli dei giornali: dramma della gelosia, uomo uccide compagna a martellate; disperato perché lasciato dalla moglie, la uccide. Dramma, disperazione, depressione, parole che in qualche modo vogliono rendere più "morbido" un omicidio. "Ce l'hanno portato", direbbe Magalli.
La vittima diventa causa della sua stessa morte, l'assassino un poveraccio triste e sconsolato che "ha perso la brocca".

Qui il sito di
Magalli, io gli scriverò esattamente queste parole.

A voi, di nuovo, segnalo il  terrificante lavoro delle sorelle di
Bollettino Di Guerra, dove di donne ammazzate perché "te ce portano" ce ne sono a centinaia.


Aggiornamento.
Alle ore 14.48 mi rispondono sia la Rai (La ringraziamo per aver espresso la Sua opinione. Grazie per averci contattato) e Magalli!

 


Cara Arguzia,





Mi rendo conto che quello che ho detto dalla Perego può essere sembrata una difesa di chi fa del male o uccide una persona alla fine di una storia d'amore, se provocato. Mi dispiace non essere riuscito ad essere chiaro, come in genere sono, e di non essere riuscito a spiegarmi, anche perchè assalito dalla virulenza della Boralevi. Il discorso era un altro: si discuteva del fatto se si può uccidere per amore. Sia io che lo psichiatra eravamo d'accordo che non si può: uccidere è una cosa così terribile che si può fare solo per follia. Il mio discorso era volto solo a dire che qualunque uomo (ma anche una donna) normale può superare il crinale della follia e diventare un omicida se provocato. Il che non lo giustifica affatto, o meglio non giustifica l'atto di follia, ma aiuta a capire perchè la follia sia scattata.




Mi dispiace essere stato poco chiaro, ma certamente non volevo nè giustificare nè difendere chi fa del male.




Cordiali saluti.






Giancarlo Magalli





Insomma, c'è stato tutto un fraintendimento pazzesco, lui non voleva dire quello che ha detto.
Come nella migliore italica tradizione, si possono dire le cose peggiori per poi giustificarsi con un "non mi sono spiegato".




Nelle fogne


Io il rigurgito antifascista ce l'ho sempre. E' una cosa che mi porto dentro, fa parte di me. E' ben radicato e non conosce cedimenti.

Ieri ne ho avuta una nuova conferma, anzi tre.

Quelle merde di cagapound hanno occupato una scuola proprio dietro casa di
Valerio Verbano, a pochi passi da Puzzle, occupazione abitativa vicina all'Horus Occupato.

Strana, stranissima coincidenza. Qualcuno parla di provocazione, altri dicono che quella scuola (elementare e media) era stata ristrutturata per poter tornare a svolgere il suo ruolo -appunto- di scuola.

Mentre ancora bestemmio contro questa feccia, mi cade l'occhio sul notizione:
Il Pdl contro il reato di apologia del fascismo. Schifani "esterrefato", l'ira dell'opposizione.

Quella bella norma che mi piace tanto, la XII norma transitoria e finale della Costituzione, che vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista "sotto qualsiasi forma", ai fascisti berlusconiani proprio non va giù e quindi decidono che sarebbe meglio eliminarla.
Era transitoria, no?
E però a chi ora si indigna e pare cadere dalle nuvole, vorrei ricordare che qua del reato di apologia del fascismo ce ne ricordiamo in pochi. In nome di una pacificazione con la quale personalmente mi pulisco il culo, hanno deciso di "chiudere un occhio", di lasciar passare la peggior feccia. Chi non ha lottato contro ogni singolo rigurgito fascista è, per quanto mi riguarda, complice di chi oggi si permette di parlare di abrogazione della legge.

Comunque, vado avanti sennò non ne esco più, la brillante proposta (
Atto Senato n. 2651 XVI Legislatura) ha per protagonisti:

Cristano De Eccher - Da studente è stato responsabile triveneto di Avanguardia Nazionale (belle personcine, quelle), poi  presidente della Giovane Italia e dirigente del Movimento Sociale Italiano prima e di Alleanza Nazionale dopo.

Fabrizio Di Stefano - Attivo sin da giovanissimo nel Fronte della Gioventù e, successivamente, nel Fuan di cui diventa prima presidente provinciale quindi dirigente nazionale (fascista da sempre, un duro e puro), poi sempre Alleanza Nazionale, su chiamata diretta di Fini.

Francesco Bevilacqua - sempre in AN.

Giorgio Bornacin - sempre in AN.

Achille Totaro - fu consigliere AN in Toscana.

Egidio Digilio - ex Pdl, ora FLI. Pare abbia chiesto il permesso a Bocchino (!!!).

(da wikipedia)

Questi sei tizi sputano senza vergogna sulla Costituzione, sulla Resistenza e pure nel piatto in cui mangiano, visto che è proprio grazie a quelle due cosette da niente se anche delle merde come loro possono sedere in Parlamento.

Copio e incollo da Repubblica:

"Nessuna battaglia ideologica" ma invece la volontà di rendere coerente l'ordinamento che ha abolito i reati di opinione, ponendo fine a una norma costituzionale che il legislatore costituente stesso ha previsto come 'divieto temporaneo'. "Nessuno di noi - scrivono - ha mai pensato di avviare una battaglia di tipo ideologico fuori dal tempo e dalla storia. Il nostro ddl, infatti, si prefigge di intervenire su una norma transitoria che per sua stessa natura era quindi destinata, secondo la volontà dei padri costituenti, a valere per un tempo limitato. L'intendimento è semplicemente quello di intervenire su reati di opinione, tra l'altro non più attuali, in conformità a quanto già proposto da tanti parlamentari liberali e antifascisti in tempi nei quali le passioni ideologiche erano assai più vive di oggi".

Su una cosa, mi tocca ammetterlo, hanno ragione: la XII è una norma costituzionale che il legislatore costituente stesso ha previsto come 'divieto temporaneo'.
Vero, verissimo. Ma era "temporanea", brutte merde, perché dopo aver patito la fame, dopo la guerra, dopo le torture, dopo le morti per mano dei fascisti e dei loro servi, nessuno avrebbe mai potuto pensare di vivere in un Paese con così poca memoria e rispetto ('fanculo a te,
Migliore, la faccenda dell'amnistia non te la perdono, col dovuto rispetto).

Ma non è finita qui.
Smetto di smadonnare per cagapound, continuo con stemmerde e ricomincio col SindacoDegliAltri, che in un'intervista ha detto che l'impegno politico lo ha tenuto lontano dalla droga. "Mi sono ubriacato, ma non ho mai fumato spinelli".

"No, mai consumato droghe, fortunatamente. Lo sport e la militanza politica mi hanno aiutato e tenuto distante da queste sostanze".

Eh, correre con la spranga in mano, in effetti, tiene bene in forma.

Aggiornamento del 07/04/2011

Continuo a "bestemmiare in alamanno e in goto" (cit.) leggendo su
L'Espresso che Scilipoti (e qua sarebbe da aprire una parentesi su come l'IdV, che chiacchiera tanto si sceglie i candidati), ha scritto il manifesto del Movimento di Responsabilità Nazionale copiandolo paro paro da un altro manifesto, quello redatto da Gentile per gli intellettuali fascisti nel 1925.

Copio e incollo:

Dal
manifesto del Movimento di Responsabilità Nazionale di Domenico Scilipoti

Responsabilità Nazionale è il movimento recente ed antico dello spirito italiano, internamente connesso alla storia della Nazione Italiana. Responsabilità è politica morale.

Una politica che sappia coinvolgere l'individuo a un'idea in cui esso possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà, il suo futuro e ogni suo diritto.

Responsabilità di Patria è la riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà.

Responsabilità è concezione austera della vita, non incline al compromesso, ma duro sforzo per esprimere i propri convincimenti facendo sì che alle parole seguano le azioni.


Dal
manifesto degli intellettuali fascisti di Giovanni Gentile

Il Fascismo è un movimento recente ed antico dello spirito italiano, intimamente connesso alla storia della Nazione italiana, ma non privo di significato e interesse per tutte le altre. .... un'idea in cui l'individuo possa trovare la sua ragione di vita, la sua libertà e ogni suo diritto Codesta Patria è pure riconsacrazione delle tradizioni e degli istituti che sono la costanza della civiltà, nel flusso e nella perennità delle tradizioni.

E' concezione austera della vita, è serietà religiosa [... ] ma è duro sforzo di idealizzare la vita ed esprimere i propri convincimenti nella stessa azione o con parole che siano esse stesse azioni.


Questi non hanno vergogna, tanto che è di oggi la notizia che cagapound ha sgomberato la scuola di cui parlavo all'inizio di questo post
in cambio di un palazzetto dell'Enel a Montesacro.
Il SindacoDegliAltri, che da anni blatera di occupazioni e della necessità di sgomberare tutto (passando all'azione, quando le occupazioni sono "nostre"), ovviamente non parla. Attendo con fiducia.

martedì 5 aprile 2011

Stavo solo scherzando


Forse ai non romani è sfuggito il battutone della Polverini sui tunisini.

La presidente (il minuscolo è chiaramente voluto,) della Regione Lazio, quella che saluta romanamente la vittoria (o faceva solo "ciao ciao" con la manina?), quella che imbocca Bossi, quella che va a cavalcioni in curva nord insieme a gente quantomeno discutibile, quella che viveva (mo' ci sta l'ex marito, dice) in una casa popolare a San Saba, uno dei quartieri più belli e cari di Roma per meno di  400€ al mese, è andata al Circolo Canottieri Lazio, per presentare il progetto Tevere Rangers (40 volontari che monitoreranno il Tevere).

Essendo lei sostanzialmente quello che qui da me si chiama "bora scatenata", non s'è saputa tenere ed ha tirato fuori il lato più becero e volgare della sua personalità: "Salutateci i Tunisini", ha detto.
E non è che è stata fraintesa, perché c'è il video: ha salutato col cappellino, s'è sistemata i capelli e sorridendo ha detto "salutateci i tunisini".

Ovviamente "stavamo solo scherzando, come fanno le persone normali".
Mi chiedo quale sia il concetto di "normale" nella testa della Polverini: razzista? Fascista?
Non c'è niente da fare, certa gente non riesce a nascondersi troppo a lungo.
Come cantavano i 99 Posse
"non ti fai vedere in faccia, non serve a niente
con la tua puzza di merda ti distinguo tra la gente
"






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venerdì 1 aprile 2011

"Momento magico"


Non riesco a capire come mai la cosa sia passata quasi sotto silenzio.


Dopo quindici anni finalmente questi ammettono che Berlusconi si fa le leggi per sfuggire alla giustizia.
Badate, non lo stanno dicendo dei comunisti cattivi: lo sta dicendo uno dei servi più fedeli.





[youtube http://www.youtube.com/watch?v=jA4YxVkaxmU&w=400&h=255]

"E' colpa delle donne che lo fanno"


L'obiezione che più spesso mi viene rivolta, in particolar modo dagli amici maschi, quando mi incazzo per le migliaia di immagini offensive e svilenti per le donne (e per gli uomini, santa pace! Ma come fate a non sentirvi anche voi umiliati dall'idea che certi pubblicitari/autori hanno del vostro essere "maschi"?) è: "va bene, ma la colpa è della modella che si fa fare le foto nuda e della velina che si lascia riprendere in posizioni ginecologiche".



La colpa, a conti fatti,  è delle donne e della televisione. Facile. Così si è data una risposta, ma non si è, forse, colto il problema.

Ora, il vero problema, a mio avviso, non è la modella e non è la velina.
Il problema è che immagini, parole e azioni veicolano messaggi.
E la televisione, più della carta stampata, porta questi messaggi in giro per il paese, raggiungendo la quasi totalità della popolazione ed è proprio per questo che “le femministe” si indignano, parlano, denunciano tanto spesso programmi e spot televisivi.

“Be’, ma basta spegnere la TV!”
Magari.
Chi non guarda la televisione per scelta è chi può permetterselo perché ha delle valide alternative: la musica, il teatro, il cinema, la lettura, lo sport, internet. Cose che costano e che quindi non sono alla portata di tutti.
"Spegnere la televisione è un atto elitario", scrive la Zanardo.
E quelli che possono farlo, guardano agli altri con un senso di superiorità misto a  disprezzo e commiserazione, incapace di chiedersi perché ci sia tanta gente che invece non fa il “grande gesto”: Io, ad esempio, non lo faccio semplicemente perché svaccarmi sul divano con birra e tv mi piace moltissimo: ad altri non viene in mente perché la tv fa compagnia, altri ancora perché non possono.

"La gente è rovinata dalla tivvù; la tivvù genera mostri; è tutta colpa della tivvù".
Ripeto, così è troppo facile, temo.

Io sono più che certa che questi trent'anni di televisione commerciale siano stati una (con)causa del declino culturale del paese, ma non sono convinta affatto che ignorarla o prendere per poveri cretini lobotomizzati quelli che la guardano/subiscono possa avere effetti positivi.


Quando io segnalo cose che trovo offensive o quando parlo con (troppa?) foga della mercificazione del corpo delle donne, non lo faccio perché sono una femminista arrabbiata, una bacchettona, una che si scandalizza se vede una tetta.
Quello che segnalo e che aborro è il messaggio che quelle immagini, quelle parole, quelle inquadrature veicolano.
Non è il corpo nudo che ci offende, non siamo mica sceme: ci offende quello che quel corpo nudo ed esposto in quel modo ci dice.
Le trasmissioni che inquadrano tette e culi in perfetto stile porno, non sono quindi semplicemente offensive: sono pericolose.

E il pericolo sta nel fatto che milioni di persone le vedono senza avere gli strumenti per potersi interrogare sul messaggio che esce da ciò che viene presentato.

Il risultato è che le donne sono pezzi di carne da guardare e da toccare, oche da prendere in giro, spesso da insultare, incapaci di altro che non sia spogliarsi per piacere al maschio al punto che una salumeria, una casa di profumi, di bevande,potrà considerarer normale usare un
pompino per farsi pubblicità (che manco le barzellette in terza media).