lunedì 5 ottobre 2009

Un brutto periodo

Decisamente non è un buon periodo per Berlusconi.
La faccenda dei festini, la D'Addario ad Annozero, le critiche della stampa straniera, i farabutti sempre all'erta, la Consulta che lascia col fiato sospeso sul Lodo Alfano, il Milan che gioca poco e male...

Mo' ci si mettono pure le solite toghe rosse che lo chiamano "corresponsabile della vicenda corruttiva" alla base della sentenza con cui la Fininvest s'è presa Mondadori.

La Fininvest (quindi lui) dovrà dare a De Benedetti, il vero leader della sinistra editoriale e finanziaria, come ci informa Cicchitto, nientepopodimenoche 749.955.611,93 euro. Mica bruscolini.

Davvero un periodaccio.

Meno male che c'è il fido Cicchitto, che invita tutti in piazza per difendere il premier a Dicembre. Una grande manifestazione per il caro leader, per fargli sentire quanto la sua gente gli sta vicino.

E meno male che c'è la figlia Marina, che a differenza di quell'altra sciagurata sa benissimo da che parte stare, senza se e senza ma: "in appello, presto!!"
Anche perché, dice, "Non posso non rilevare che questa sentenza cade in momento politico molto particolare. Non posso non rilevare che dà ragione ad un Gruppo editoriale la cui linea di durissimo attacco al presidente del Consiglio, per non dire altro, è sotto gli occhi di tutti. Sbaglia però chi canta vittoria troppo presto. Sappiamo di essere nel giusto e siamo certi che alla fine questo non potrà non esserci riconosciuto".
Non può non rilevare, lei.


Bello l'editoriale di D'Avanzo, che ci fa presente come "un fatto di malaffare" venga scambiato per un "complotto", per quanto, in un certo senso, non dica nulla di nuovo.
La politica per Berlusconi è sempre stato questo: una cosa personale.

domenica 4 ottobre 2009

Un rigurgito di dignità

Minzolini crede che la manifestazione di ieri sia "incomprensibile". Non ci sono problemi di libertà di stampa in Italia, il problema è semmai che si parla troppo della vita privata del premier, dei suoi festini, delle escort, di feste di diciottenni e via così.
S'è pure lanciato in un parallelo con Tony Blair, solo che s'è dimenticato di raccontarci bene il finale.

Non tutti i giornalisti del TG1 ci stanno a fare la voce del padrone e quindi stasera leggeranno un comunicato del Cdr, che Capezzone chiama "un piccolo e ridicolo soviet antilibertà". Mo', siamo seri, chiamarlo "soviet" mi pare una forzatura, ma si sa, Capezzone è fatto così, adora spararle grosse e gli riesce benissimo.

Un rigurgito di dignità da parte di chi lavora in un telegiornale sempre più scandaloso, che rincorre il Tg4 per il primato di servi del premier.

Forse qualcosa si muove (?).
Forse è vera quella storia che dice che a furia di tirare la corda poi quella si rompe.







Era prevedibile.

Anche Berlusconi dice che il disastro di Messina era prevedibile e, anzi, era sto già previsto dal Governo.

E quindi?

Perché la gente stava ancora in quelle case?
Perché in questo paese si costruisce a cazzo di cane, incuranti delle minime garanzie di sicurezza?

Molte delle case che l'altra notte sono state spazzate via a Giampilieri e Scaletta Zanclea non avrebbero dovuto essere abitate. Come quella di Giovanni Falconeri che ora si aggirano tra le macerie alla ricerca di qualche indumento. "Sì, è vero - racconta - casa nostra era stata dichiarata inagibile dopo l'alluvione di due anni fa, ma non avevamo dove andare e nessuno è venuto a fare dei controlli o a mandarci via".


Dove stava chi doveva controllare? Io non sono il sindaco di Messina, il presidente della Regione Sicilia, il capo della Protezione Civile e quindi me ne stavo altrove a farmi i fatti miei.
Ma chi ha il dovere di garantire il rispetto delle regole e della sicurezza, dove stava?

Ma si, facciamo il ponte sullo stretto, che ce frega.
L'Italia è così, in fondo, è inutile sognare di essere migliori.
Siamo degni delle prese per il culo e delle barzellette.

Libertà di stampa

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sabato 3 ottobre 2009

Odio

Io odio i fighetti.
Odio i posti fichi.
Odio i locali ricercati, la gente affettata, i sorrisi perenni.
Io sono tale a quale a come ero a 16 anni.
Odio sempre le stesse cose.
Mica lo so se è un pregio.

Mah

Lo ammetto, sono delusa.
La manifestazione è stata un successo: c'era una marea di gente.
E io non ho sentito una sola parola degli interventi.
La piazza era troppo piccola.
Fanculo.

L'autunno è caldo.

Oggi a Roma ben TRE cortei, alla faccia del SindacoDegliAltri che dice che nono proprio non si può.
E quindi si muove la scuola, contro lo sfascio imposto dalla Gelmini.
E alle 16 a Piazza del Popolo per la libertà di stampa.

Cominciamo bene.