venerdì 9 gennaio 2009

A me sa di altro

Dice CiccioBelloRutelli che lui si sente a disagio nel Piddì. Dice «Questo partito sa molto di Pci».
Ma dove?
Di sinistra nel Piddì non c'è nulla, non appena qualcuno prova a "dire qualcosa di sinistra" subito la parte cattolica piange e minaccia...
C'è chi dice che Rutelli vuole andare da Casini.
Ora, non credo che questo renderebbe il Piddì un partito degno del mio voto, ma di certo non potrebbe farlo peggiore di così.

Senza futuro

A Blob ho visto le immagini delle varie manifestazioni per la Palestina di questi giorni.

Cortei in tutto il mondo a denunciare gli orrori di Gaza. Migliaia di persone a gridare “Palestina libera”.


Da qualche parte un gruppo di bambine col velo urlava cose a me incomprensibili. Una di loro urlava più forte delle altre. Non so cosa gridassero, ma quei visi mi hanno fatto una strana impressione.

Ho pensato che intere generazioni non hanno futuro. Bambini e ragazzi che crescono in mezzo all’odio, alla guerra, con la costante minaccia di morire o di veder morire i propri cari.
Bambini e ragazzi che non avranno futuro, che continueranno a odiare, che moriranno, che uccideranno.
E intanto ancora bombe su Gaza, in nome della “pace”.

C’è più merda intorno alla pace che nel resto dello schifo che ci circonda.

Bambine che urlano con una rabbia che io provavo solo quando mi proibivano il gelato la sera. Bambini vestiti da martiri coi fucili in spalla, in un tragico teatro di quello che forse sarà.

Bambini e ragazzi che crescono pensando che la loro vita non conti abbastanza.


Cantare faccetta nera non è politica.

Qui  tocca cominciare a prendere appunti, perché almeno io perdo il conto di tutte le aggressioni che non hanno matrice politica nonostante le apparenze.

Stavolta (ri)tocca a Verona.

Scena:
Gruppo di ragazzi sui 30 che festeggia un compleanno.
Si salutano fuori dal locale.
Arriva un altro gruppo di ragazzi con le teste rasate che intona "faccetta nera", urla "siegh heil apartheid" per poi passare a coretti per le giovani donne presenti.
Uno dei ragazzi che festeggiava dice "basta", quindi viene preso a pugni in faccia, poi a calci.
Una ragazza riceve un portacenere in faccia che le spacca il naso.
Qualcuno chiama la polizia, gli aggressori scappano e le guardie chiedono i documenti agli aggrediti.

Ecco. Se vi succede una cosa del genere, sappiate che non c'è matrice politica, è solo una "lite finita male".

Io me la segno, che non si sa mai.

giovedì 8 gennaio 2009

Come potete tacere? Che aspettate?

Sento il bisogno di unire la mia debole voce a quella di coloro che in Italia e altrove hanno espresso in queste ore la loro condanna della guerra d'aggressione condotta da Israele nella tormentata striscia di Gaza. Sono convinto che non è con quella violenza iniqua che Israele può tutelare il suo domani. Anzi credo, temo che con questa aggressione infausta essa seminerà nuovo alimento per gli estremisti disperati di Hamas. E infine io sono allarmato per questo ritorno dell'urto armato di massa nei rapporti tra popoli e nazioni. E ritengo improvvida e cieca l'inerzia con cui tanti, troppi, oggi assistono a questo ritorno delle fiamme crudeli della guerra che già hanno marcato il mio tempo. Se vado a rileggere le pagine di un testo essenziale nella nostra vita democratica - alludo alla Costituzione - ricordo che quel testo ha parole che condannano la guerra d'aggressione. Perché oggi quel ripudio è dimenticato? E tremo dinanzi al riemergere delle morti infinite, delle città arse, dei massacri di massa. E tutto ciò lo vedo come un domani terribile anche per Israele, per la sua storia di esilii di lacrime, di esclusioni. Per tutto questo non capisco l'inerzia di chi oggi ci comanda anche in questa Europa, e in questa mia terra già così amaramente segnata da stragi; e illusa tragicamente - tante, troppe volte - dalla potenza delle armi. E amaramente anelo a un'altra strada. E chiedo ansiosamente a chi governa la mia terra, la mia patria: come potete tacere? che aspettate?

Pietro Ingrao
mercoledì 07 gennaio 2009

Gaza

Ho apettato prima di parlare di quello che succede in Palestina. Se non lo avessi fatto sarei stata talmente tanto dura che come al solito qualcuno mi avrebbe dato della nazista antisemita.
Io non sono antisemita né tantomeno nazista, anzi.
Quello che sta succedendo a Gaza è una vergogna.
Israele sta ammazzando i civili, spara sulle scuole uccidendo i bambini e nella miglior tradizione di guerra (di OGNI guerra) blatera di effetti collaterali della lotta al terrorismo.

Ora, ovviamente io non posso essere d'accordo con chi spara i razzi contro le case israeliane, ma credo sia altrettanto ovvio che i bombardamenti indiscriminati facciano il gioco di terroristi e fondamentalisti.
Hamas è in primo luogo un movimento politico che ha vinto delle elezioni anche grazie alla cecità della politica Israeliana.

Non credo di essere una nazista antisemita se dico che Israele dovrebbe cominciare a pensare che se continua ad ammazzare civili innocenti non farà che ingrossare le fila di chi è pronto a morire per distruggerlo.

A me 'sta faccenda del "si vis pacem para bellum" non mi ha mai convinto.

Per quello che vale, io sono con il popolo palestinese.

mercoledì 7 gennaio 2009

Cambiamenti culturali

Dice il SindacoDegliAltri che ci sono dei “cambiamenti culturali da fare”. “Dobbiamo liberarci” di certa canaglia, “trecento piccoli criminali” che tengono in ostaggio la Sapienza di Roma, dove si invitano ex terroristi e si impedisce a quel sant’uomo del papa di parlare. Dopo il nuovo invito al papa del Rettore Frati, anche il SindacoDegliAltri dice la sua, solo che la sua maschia foga lo ha fatto esagerare. In che senso “dobbiamo liberarci” di questi “piccoli criminali” e dobbiamo fare “cambiamenti culturali”? Sarà che sono decisamente e irrimediabilmente di parte, ma certe parole dette da un (ex?) fascista mi fanno una strana impressione.

In ogni caso, qualche tempo fa Moroni (ex Br, pentito) era andato al Giulio Cesare, un Liceo Classico di Roma, ma non mi pare di ricordare grosse crisi isteriche. Inoltre la lettera dei professori che si opponevano all’intervento del Papa era riferito alla circostanza in cui questi avrebbe dovuto parlare, cioè l’apertura dell’Anno Accademico di un’Università LAICA E PUBBLICA, senza contraddittorio alcuno.

Tra le migliori di sempre

I miei amati preti non mi lasciano mai sola.

Per il santo Natale, mi hanno fatto un bellissimo regalo: un articolo sull’Osservatore Romano che se la prende con la pillola. Ma non contro la RU486, così ce so’ boni tutti… stavolta se la prendono con la pillola anticoncezionale.

Secondo i miei amici preti, la pillola anticoncezionale è in realtà nient’altro che una pillola abortiva mascherata e per di più inquina ed è causa dell’infertilità maschile.


Dice il presidente della Federazione Internazionale dei Medici Cattolici che la pillola contraccettiva causa “la morte del feto”, che “funziona in molti casi con un vero effetto anti-impiantatorio, cioè abortivo, perché si espelle un piccolo feto”.

Ora, non serve essere medici e scienziati per sapere che perché ci sia un feto deve esserci un ovulo che viene fecondato da uno spermatozoo e quindi se la pillola evita l’ovulazione, l’ovulo non c’è, lo spermatozoo non feconda niente e non ci sono feti da uccidere.


Straparla poi di fantomatici “effetti ecologici devastanti” dovuti agli ormoni contenuti nel contraccettivo, che inoltre sarebbero causa dell’infertilità maschile nel mondo occidentale.


Per fortuna medici cervello-muniti rispondono spiegando come nascono i bambini e ricordando che nel “mondo occidentale” respiriamo e mangiamo talmente tanta merda che dare la colpa di tutto alla pillola anticoncezionale è quantomeno ridicolo.

Per la cronaca, poi, la pillola è spesso usata non come contraccettivo, ma come medicina.
Ma si sa, dobbiamo partorire, abortire, vivere e morire con dolore, sennò la Chiesa non saprebbe cosa fare.