Qualche anno fa durante una gita o qualcosa del genere, una bimba venne investita dal pullman, la testa schiacciata.
I suoi compagni di scuola (elementari o medie, non lo ricordo) erano lì a fare le foto col cellulare.
I suoi compagni di scuola (elementari o medie, non lo ricordo) erano lì a fare le foto col cellulare.
Le foto.
Dei bambini davanti alla compagna di classe con la testa spiaccicata dal bus si sono messi a fate foto.
Mi ricordo che ne scrissi qualcosa, arrivando addirittura a scomodare la tragedia greca e Aristotele.
Uno dei miei pallosissimi sproloqui pieni di saccenza tipica della reduce del classico, che serviva a me, per cercare di capire che cosa stesse succedendo.
Non voglio attaccare il pippone sul piacere tragico, non sono in grado, ma una cosa la so bene: non aveva niente a che fare con lo schifo che sto vedendo sulle home di Repubblica e Corriere ora, che sembrano fare a gara a chi troverà il video più struggente o la foto più terribile per non farci perdere nemmeno un attimo della disperazione di famiglie che hanno perso i loro figli.
Provo solo schifo e rabbia.
Di catarsi non c'è traccia.
Questo non è giornalismo, non è diritto/dovere di cronaca: questo è sciacallaggio.

schifo è la parola giusta
RispondiEliminasu questa notizia ho evitato di leggere e sentire qualsiasi cosa, non so perchè, ma mi danno fastidio anche gli innumerevoli lik pubblicati su fb.
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