giovedì 28 aprile 2011

Eversione


Continuo a guardare il video della conferenza stampa congiunta Berlusconi/Sarkozy di qualche giorno fa.


Non credo di stare esagerando il significato delle parole di Berlusconi.
Lui ammette senza nessun problema che "se noi fossimo andati oggi a quel referendum, il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire" e soprattutto afferma che  "magari dopo un anno, dopo due anni, si possa ritornare ad avere un'opinione pubblica consapevole della necessità di ritornare all'energia nucleare".

La traduzione è: "visto che in Giappone è scoppiato quel macello e non è che gli italiani so' tutti cretini, nonostante io sia stato eletto un'altra volta, qua tocca chiudere tutto, bloccare il referendum (anche perché in mezzo ci sta quella storiaccia del legittimo impedimento e se quelli vanno a votare per me so' cazzi amari) e ricominciare piano piano con l'azione di lobotomia. Gli Italiani c'hanno poca memoria, quindi tra un paio d'anni gli facciamo la centrale nucleare sotto il naso con buona pace degli ecologisti di sinistra".
Berlusconi sta dicendo a chiare lettere e in pubblico, senza vergogna, che le elezioni che si potrebbero perdere, si possono semplicemente evitare.

Ora, al di là del profondo disprezzo che nutro per quest'individuo, una cosa mi preme dirla.
Questa, per me, è eversione.

Eversione non sono solo le bombe, è anche, per esempio, bloccare una consultazione elettorale per paura di perderla.

L'articolo 1 della Costituzione Italiana recita: L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Tra le forme e i limiti della Costituzione ci sono appunto le consultazioni elettorali e il Referendum è proprio una consultazione elettorale, per lo più "diretta", che permette cioè agli elettori di fornire il proprio parere, o la propria decisione, su quanto in discussione, senza che ci siano intermediari.

Cancellare i referendum del 12 giugno è di una gravità enorme: si blocca la partecipazione diretta dei cittadini, si calpesta l'articolo 1 della Costituzione e si dimostra -ancora una volta- che il potere non ha nessun interesse al bene pubblico. Inoltre, si crea il precedente per cui, come ho detto, davanti ad una possibile sconfitta elettorale si possono semplicemente abolire le elezioni.


Forse esagero, ma per me questo è fascismo.

Io il 12 giugno voglio votare, pretendo di votare e spero di non essere la sola a vedere -mi ripeto- la portata eversiva delle affermazioni fatte in questo video.
 






http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf

mercoledì 27 aprile 2011

La più bella e importante festa del Popolo Italiano (questo, sì,maiuscolo!)


Bellissime le parole di Giovanna Marturano, così come sono state bellissime le parole della staffetta partigiana Luciana Romoli, che ha voluto sottolineare con forza l'importanza del lavoro svolto dalle Donne durante la Resistenza.
Entrambe mi hanno commossa.



[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Ln_IIPfRbH8]

martedì 26 aprile 2011

Le parole sono importanti


Sarà che ho appena finito di (ri)leggere "Se questo è un uomo", ma ieri quando dal palco di Porta San Paolo hanno accennato ad una scritta di ferro stile Auschwitz, saldata da parte a parte del ponte del Pigneto e la mia amica blogger Luz m'ha chiamata per dirmi che era proprio là davanti, mi sono stranita un bel po'.

Tornando a casa ieri sera e guardando la galleria fotografica sull'edizione romana di
Repubblica on line, sono rimasta basita non solo alla vista di quel "Work will make you free", che mi ha fatto rabbrividire, ma soprattutto dallo striscione che compariva sul medesimo ponte: "Basta morire uccisi dal lavoro e dall'indifferenza", firmato Comitato no morti lavoro.
Una provocazione da sinistra così pesante e proprio il giorno della Liberazione?

Oggi leggo su
Il Fatto Quotidiano che quella sarebbe stata davvero una provocazione, opera di un artista lucano trapiantato a Roma, che avrebbe voluto sensibilizzare la gente su -appunto- le morti sul lavoro e le disumane condizioni degli immigrati dentro e fuori i CIE.
Un ragazzo precario che vive al Pigneto, che non è iscritto a nessun partito, che non si dichiara di sinistra, ma solo uno che fa arte e che vuole portare il suo messaggio.
E', dice un'opera d'arte con un messaggio sottinteso "ironico" e si dice dispiaciuto che tale ironia non sia stata colta.


E' anche un caso che sia apparsa proprio il 25 aprile: aveva preso male le misure e quindi l'istallazione è stata posticipata.
Si aspettava una riflessione che potesse andare al di là della scritta e di quello che inevitabilmente quell'arco  in ferro, con quelle parole può riportare alla mente di molti, al di là dei "soliti schieramenti".
Cita Adorno e il diritto dell'arte di prendere a prestito anche l'orrore per far rilfettere.
E fino a qui va bene: compito dell'arte è comunicare, far riflettere, veicolare messaggi, anche politici.
Il punto, per me, è sempre il solito.
Le parole e le immagini hanno un significato potente e sinceramente non me la sento di accantonare questo episodio come la "provocazione" di un artista.
Ci sono cose di cui credo fermamente che si debba parlare con un certo rispetto.
Su certe cose, secondo me, non si scherza e -soprattutto- non si può cavarsela sempre con un "non sono stato capito", "se ho offeso qualcuno, chiedo scusa".
Mi dispiace, ma non basta.

Copio e incollo da http://nomortilavoro.noblogs.org/





Il Comitato no morti sul lavoro (nomortilavoro.noblogs.org) non ha nulla a che fare con l’istallazione della scritta “work will make you free”, nel quartiere  Pigneto a Roma, ieri 25 Aprile. Il comitato, impegnato nell’informazione e nella lotta  contro le morti sul lavoro, ritiene che questa provocazione, quest’atto politicamente ambiguo, proprio nella giornata del 25 aprile, sia lontano e contrario a quanto abbiamo fatto in questi tre anni di esistenza. Ogni volta che abbiamo organizzato delle iniziative, le abbiamo indicate e postate sul blog.
Il comitato è composto da persone, attiviste e attivisti che si riconoscono nella lotta contro il fascismo, vecchio o nuovo che sia. Mai avremmo potuto giocare con le parole terribili che riproducono l’ingresso di un lager  nazista.
Vorremmo chiarire  che lo striscione a firma del comitato ha invece  accompagnato i cittadini del quartiere nel togliere la scritta.



Il lavoro non rende liberi, ma sfrutta e uccide!!
Roma, 26 aprile 2011- comitato nomortilavoro






Quindi "l'artista" ha fatto tutto da solo e chi, come me, s'è informato tramite i giornali nazionali, è stato portato a credere che c'entrassero qualcosa con quell'orrore.
Mai aggiornamento fu più gradito.

In fondo è colpa mia


Non ho fatto nemmeno il pranzo di Pasqua: sono letteralmente scappata dal paesello.
Incazzata nera, ferita e con la profonda consapevolezza di non essere stata -ancora una volta- compresa. Ma soprattutto con una rabbia enorme che ancora non mi scrollo di dosso.
Io non sono una piagnona, ma stavolta, davvero non ce l'ho fatta, me ne sono dovuta andare per non scoppiare a piangere dalla rabbia e rovinarmi il fegato. E davvero, per farmela passare senza attaccare inutili pipponi a chi mi sta accanto, devo scriverne, mi devo sfogare in qualche modo.

Come al solito, tutto è nato da una sciocchezza (mio cugino, l'eroe della famiglia, mi manda affanculo quando gli faccio notare che quando si sforza troppo, alla mia cana si blocca una zampa, e mia madre che non so perché si associa al vaffanculo), ma essendo io una persona che rimugina, ogni volta che succedono cose simili, mi rivengono su tutte le volte che ho dovuto abbozzare.

Ma non è questo: quello che mi fa davvero rabbia è che non so nemmeno io perché continuo a prendermela tanto.
Insomma, dopo tanti anni dovrei sapere come va a finire.
La colpa, in sostanza, è mia che continuo ad essere quella che sono, a rispondere sempre a tono e a non voler accettare di essere trattata come una povera mentecatta.

E' buffo, io che non ho mai creduto molto nelle mie capacità e che invece vengo a volte apprezzata molto più di quanto io non creda di meritare da perfetti sconosciuti, spesso in famiglia vengo trattata come una demente.

In linea di massima questo accade quando mio cugino è presente e (ed è questo che fa male) a trattarmi nel peggiore dei modi, è mia madre, che di solito, invece, si mostra fiera di me e interessata a quello che dico e faccio. Lui parla e si pende dalle sua labbra, qualsiasi cosa dica. Io parlo e vengo zittita con delle specie di ringhi da parte di chi, di solito, sembra volermi ascoltare.
Boh, saranno rigurgiti di maschilismo che per quanto uno possa schifarli riescono a restare ben radicati anche nelle migliori famiglie.

La cosa bella e per me ogni volta quasi sconvolgente, è che a "difendermi" negli ultimi anni ci pensa mio padre. E' strano perché lui ha un carattere di merda, come me del resto, e negli anni dell'adolescenza abbiamo avuto non pochi scazzi.
Eppure quando mi si attacca sulla base del nulla, lui sta dalla mia parte, nel solo modo giusto che ci possa essere: mi fa parlare, mi ascolta e magari mi manda anche affanculo, ma non mi critica per partito preso. O, che è peggio, non mi liquida con un "si, vabbe. adesso però finiscila".

Comunque, ripeto, sbaglio io.
Me lo dico ogni volta: sorriso finto e non rispondere.
E soprattutto evitare quel paese come la peste. Fa male, malissimo. E' come se c'avesse qualcosa nell'aria che rende tutti un po' più stronzi.

domenica 24 aprile 2011

Antifascista sempre.


Finalmente torno alla civiltà dopo due giorni al paesello (meglio le capocciate contro gli angoli vivi che starci per più di 48 ore).

Comunque, me ne stavo lì, davanti al fuoco a leggere i giornali.

Ed ecco i fascisti in azione a Roma. 25 aprile, buona Pasquetta, con tanto di fasci littori e squadraccia in camionetta.

A Salerno ribaltano la storia: un pensiero speciale va al “sacrificio dei giovani soldati degli eserciti alleati, in particolare a quello del contingente statunitense”, alla faccia della Resistenza.

Il “responsabile” Giancarlo Lehner, parlamentare della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza e dal sacrificio dei Partigiani, osa dire “alto e forte” che lui si “vergogna dell’ANPI”.

E poi ancora il Primo Maggio scippato ai lavoratori dal Vaticano, che non è stato capace di trovare una data diversa per fare beato il papa polacco.

Domani alle 10 io sarò in piazza con l’ANPI, a Porta san Paolo, perché gli attacchi alla democrazia e all’antifascismo sono ogni giorni più volgari, beceri e pericolosi.

W LA RESISTENZA! W I PARTIGIANI!

venerdì 22 aprile 2011

Date Expo a un Paese civile

Copio e incollo paro paro da www.ilcorpodelledonne.net, che chiede di sottoscrivere e divulgare.


logoExpo2015


Anticipo copia della lettera che insieme a Marina Terragni intendo inviare al Bureau International des Expositions di Parigi, nonché rendere nota a media italiani e internazionali. Vi invito a sottoscriverla qui nel blog e a diffonderla.

Al Bureau International des Expositions di Parigi

e p. c

a Letizia Moratti, Commissaria Straordinaria Expo 2015

a Diana Bracco, Presidente Expo 2015

Gentili Signore, Gentili Signori,

apprendiamo con sorpresa che i 42 partecipanti ai 9 tavoli tematici per Expo 2015 sono tutti uomini, come da elenco che riportiamo in calce. Non un nome femminile, nemmeno per caso o per errore, tra quelli di tutti questi pur stimabilissimi signori. Questo male italiano -una politica machista, caparbiamente chiusa alla società femminile- è ormai noto in tutto il mondo, ma non si danno nemmeno timidi segni di guarigione.

Colpisce in particolare che il fatto che ai vertici di Expo 2015 siano state designate due donne, la Signora Moratti e la Signora Bracco,  ma nemmeno questo basti a produrre l’indispensabile cambiamento. Ci chiediamo peraltro come la Commissaria straordinaria e la Presidente non si siano rese conto della cosa, e se nella loro politica tengano conto del fatto di essere loro stesse donne.

In verità il machismo politico italiano è talmente consolidato da produrre una sostanziale cecità di fronte a episodi come questo. Nessuno se n’è accorto, né i vertici di Expo 2015, né i media che hanno riportato l’elenco dei partecipanti ai tavoli. Nel caso specifico di Expo 2015, la cosa può essere tradotta in questo modo: non vi è una sola donna a Milano e nel Paese che sia giudicata degna di partecipare a questo assise; paradossalmente i saperi e le competenze delle donne, nutrici del mondo, non sono ritenuti utili alla realizzazione di un Expo dedicato proprio al tema della Nutrizione del Pianeta.

Chiediamo ai responsabili del Bureau se in questo sconcertante episodio di cattiva organizzazione e nel fatto di escludere la grande competenza femminile in materia di nutrizione non intravedano una ragione per riconsiderare la candidatura di Milano a Expo 2015, e se non intendano cogliere l’occasione per sanzionare in modo efficace la classe politica del nostro Paese, vergognosamente sorda e cieca a fronte di una società sempre più femminile ma costretta a subirne l’arroganza e l’inefficacia.

Marina Terragni e Lorella Zanardo (seguono firme)

Qui l’elenco dei partecipanti ai tavoli tematici:

ACCOGLIENZA: Alessandro Rosso, Michele Perini, Antonio Intiglietta, Renato Borghi

INFRASTRUTTURE: Elio Catania, Claudio Artusi, Flavio Cattaneo, Claudio De Albertis

ENERGIA: Federico Falk, Giuliano Zuccoli, Umberto Quadrino, pietro Gnudi, Enrico Migliavacca

CREDITO: Corrado Passera, Massimo Ponzellini, Raffaele Jerusalmi, Francesco Micheli, Corrado Faissola, Bruno Ermolli

AGROALIMENTARE: Carlo Petrini, Giandomenico Auricchio, Paolo Cuccia, Giampiero Calzolari, Carlo Franciosi

SALUTE: Umberto Veronesi, Daniel Lepeyre, Silvio Garattini, Giuseppe Rotelli, Giancarlo Cesana, Massimo Ferlini

CULTURA: Piergaetano Marchetti, Sergio Escobar, Maurizio Costa, Stephane Lissner, Edoardo Valli

NON PROFIT: Giuseppe Guzzetti, don Colmegna, don Verzé, Marco Accornero

GIOVANI: Guido Jarach, Marco Alverà, Stefano Bianco

giovedì 21 aprile 2011

Rosico


Me ne stavo andando in ufficio in sella a IlPoderoso, quando mi viene incontro un gruppone di scooter con le bandiere di Roma al vento.

Volevo quasi salutare, visto che io 'sta città la amo e oggi compie 2764 anni, ma poi ho avuto una visione: i manifesti che i fascisti di Foro 753 hanno appeso in giro.
"Nasci anche tu" o qualche stronzata simile, con una specie di legionario che brandisce l'insegna di Roma.
Quindi non saluto e me ne vado per la mia strada. Io con certa gente non mi mischio.

Poi arrivo in ufficio, leggo il giornale e scopro che avevo ragione: era proprio
feccia.

Erano il SindacoDegliAltri e i suoi scagnozzi, che dall'alba girano in moto per regalare uova di Pasqua.

E io non l'ho riconosciuto! Si, avevano tutti  il casco, ma questo non mi giustifica.
Avrei potuto dirgli quello che penso di lui. Almeno gridare un "merda!", qualcosa... magari tirargli dietro l'uovo.
E invece niente.

Rosico, rosico moltissimo.

Ma giuro che se cade in una buca non mi lamenterò mai più per lo stato delle strade della città.

Intanto, il mio augurio per Roma, che possa liberarsi da tanto schifo.