Non credevo che sarebbe mai venuto il giorno in cui io, proprio io, avrei detto "ha ragione Fornero" e invece eccomi qui.
Sul Manifesto c'è questa vignetta e la Ministra s'è giustamente risentita:
«Voglio dire solo una cosa - ha detto il ministro (Ministra, perdio! È femmina!) entrando al Cnel per la presentazione del rapporto sul lavoro, circondata dai cronisti che le chiedevano se il governo avesse convocato i vertici Fiat - trovo vergognosa la vignetta di Vauro sul Manifesto, che denota il maschilismo persistente, volgare e inaccettabile, di alcuni uomini. Sono insulti che respingo al mittente». (da L'Unità)
Ed ha ragione.
Si potevano trovare altri mille modi per parlare di Marchionne e del governo, per parlare del lavoro che non c'è, dei diritti calpestati, del costante tentativo di padroni e governanti di distruggere lo Statuto dei Lavoratori.
Lo si poteva fare senza scadere nel solito stereotipo sessista della donna-mignotta che aspetta un segno dal potente di turno.
Lo si poteva fare, soprattutto, senza obbligare me, che Fornero la schifo, a doverle dare ragione.
Non è nemmeno satira, non fa ridere, non fa pensare, non indigna, niente.
È semplicemente offensiva per la ministra e per le donne, che evidentemente continuano ad essere prigioniere dei più beceri stereotipi sessisti.
Non è la prima volta che Vauro ci regala vignette sessiste, ma ogni volta fa male avere conferma di come il sessismo non sia un problema nemmeno "a sinistra". Anzi.
AGGIORNAMENTO:
L'aveva promesso e l'ha fatto: Monti vestito da puttana.
Riporto il commento di Paola:
E sul blog di Baruda ci sono la nuova vignetta e degli altri buoni motivi per aprire il cervello.Per chi non avesse capito la differenza tra raffigurare una donna politica come una "prostituta" e raffigurare un uomo politico come una "prostituta", la differenza è la seguente: quando si raffigura in tal modo una donna si rimette al suo posto la donna, ricacciandola in uno dei due ruoli plurimillenariamente assegnati alle esponenti del suo genere. Quando invece si raffigura in tal modo un uomo, lo si fa scendere ad un gradino inferiore, lo si degrada, cioè, collocandolo in uno dei due ruoli plurimillenariamente assegnati alle esponenti del genere femminile. Spero che adesso sia più chiaro, per chi volesse capire.





