- piazza dell'Esquilino che cambia nome
- ragazzine che urlano slogan in arabo e che me li traducono in un romanaccio degno della miglior periferia
- un ragazzo ormai uomo profugo in Siria, che racconta di quando era poco più che bambino e prendeva in giro suo padre che gli diceva continuamente: "tornerai nella tua terra, tornerai in Palestina" e che quando riesce ad entrare in Patria prende un sasso della propria terra da portare al padre (e "qualcuno" che si commuove)
- la bandiera Palestinese che svetta alta davanti al Vittoriano tra gli applausi e le grida gioiose del corteo tutto
- il bambino in testa al corteo con un manifesto colorato, che dopo essere stato fotografato va dal fratello maggiore (molto più fico, lui teneva lo striscione e pure la bandiera!) e indicandomi gli dice: "Io sono stato fotografato da quella bella giornalista là"
- la signora col velo che mi chiede dove sta la metro e che poi mi dice "grazie". "si figuri". "No, grazie che siete qui"





