lunedì 24 agosto 2009

F.O.T.T.I.T.I.*

*Assalti Frontali, 1992

C'è una frase in particolare di questa canzone che mi torna in mente: "Essere Lombardi vorrei che lo capiste, non servirà a un cazzo il giorno dell'Apocalisse".
La canzone è vecchia, ma grazie alla Lega resta sempre attuale.

Zaia, leghista, Ministro delle Politiche Agricole ha una geniale idea per far "conoscere gli stendardi della cultura locale" e chiede ai grandi club del calcio di " cucire sulle magliette i simboli della regione o della provincia o della città, a scelta".
Per dare un senso alla proposta, scomoda addirittura la Costituzione (filosovietica, obsoleta, simbolo di Roma ladrona e via discorrendo): "Tengo a precisare che l'articolo 114 della Costituzione recita che la Repubblica è costituita da Stato, Regioni, Province e Comuni. Esiste una sentenza della Corte costituzionale che esorta le regioni a dotarsi di un simbolo e i simboli non nascono dal nulla, o dal marketing, bensì sono frutto della storia di una comunità. Quindi, se le magliette si fregiassero di questi simboli, sarebbe un momento di grande visibilità e identificazione per la comunità locale".
Quindi, a noi la Costituzione ci fa schifo, ma potendo sfruttarla per le nostre geniali idee padane va benissimo.
Chissà se la Costituzione prevede anche il TgR in dialetto, altra geniale proposta del ministro Zaia.

Per la cronaca, comunque, "Va' Pensiero" NON E' il canto dei patrioti lombardi.
"Va' Pensiero" è un coro (?) del Nabucco di Verdi, cantato dagli Ebrei prigionieri a Babilonia.
Vero è che venne interpretato come metafora della condizione degli italiani, che a quel tempo erano soggetti alla dominazione austriaca e che quindi è fortemente
legato a quella strana cosa che si chiama Risorgimento e che tutti (anche i leghisti) avremmo dovuto studiare a scuola.

Vabbè, sarà il caldo.

domenica 23 agosto 2009

Omofobia

Qualche tempo fa la MinistraVelina aveva detto che i gay sono piagnoni e fanno le vittime, perché lei di gay ne conosce tantissimi e fanno delle vite da paura.
Un po' come i due aggrediti ieri a Roma all'uscita del Gay Village.
Un tizio con precedenti è stato molto infastidito dalle loro effusioni e quindi è partito con bottiglia, coltello, calci&pugni.
Il tizio è stato preso, ma il magistrato ha deciso di non sbatterlo in galera nonostante una denuncia per tentato omicidio. Sarebbe interessante chiedergli il perché.

Io non riesco a capire che succede alla mia città ultimamente, non me la ricordavo così razzista e intollerante.

Orrore

Nella mia ingenuità pensavo che aver lasciato morire più di settanta persone fosse abbastanza.
Invece no.
All'orrore non c'è limite e quindi i cinque eritrei sopravvissuti rischiano di essere incriminati perché clandestini.

Il procuratore di Agrigento Di Natale ha detto:
«Dobbiamo anche valutare l'iscrizione nel registro degli indagati dei cinque eritrei: in base alle norme del decreto sulla sicurezza devono infatti rispondere di immigrazione clandestina, anche se sono nelle condizioni di fare richiesta d'asilo perchè riconosciuti cittadini di un Paese bisognosi di protezione».
Cioè, noi ci rendiamo conto che questi disgraziati sono "bisognosi di protezione", ma la nostra legge dice che sono colpevoli di clandestinità.

Ecco, io di fronte a questo provo un senso di nausea, schifo e vergogna che mi sovrasta.
I miei vivissimi "complimenti" ai complici della strage: tutti gli elettori di destra che sicuramente stamani sono stati in chiesa a battersi il petto.
Mi fate schifo. E questo è quanto.

venerdì 21 agosto 2009

Assassini

I primi tre che mi vengono in mente: Italia, Libia, Malta.

78 disperati come tanti si imbarcano per sfuggire alla miseria, alla fame, alla guerra.
Solo che ne arrivano solo 5.
Gli altri sono morti e i loro corpi gettati in  mare.
Malta non vede, l'Italia non vede, la Libia è troppo impegnata a contare i soldi dell'accordo con Berlusconi.
Intanto però muoiono più di settanta persone. E i cinque superstiti sono alla deriva, senza acqua né cibo.
E' solo un'altra storia come tante.

Gasparri difende il suo governo, che in materia di immigrazione  ha tuna politica responsabile.
Cicchitto tuona contro la sinistra perché non strumentalizzi la tragedia (di certo non lo farà Fassino, che aveva detto che rispedire a calci in culo i migranti da dove sono venuti non è poi uno scandalo).
Bossi jr, quel genio che per tre volte è stato segato alla maturità, su Facebook lancia un giochino in cui devi ributtare a mare i clandestini.
L'Avvenire dice che sulle tragedie dei migranti si chiudono gli occhi come fu per la deportazione e lo sterminio degli ebrei (e qui la nota acida ci starebbe tutta, ma evito).

Io provo orrore.
Soprattutto per la feccia becera, razzista e assassina che condivide il pianeta con me.



http://fortresseurope.blogspot.com/2009/08/italia-5-eritrei-lampedusa-75-morti.html

Arguzia e il piddì

Festa del Pd nazionale a Genova.
Leggo su L'Unità che tra gli invitati c'è anche la Carfagna.
Ecco, queste cose manco le riesco a commentare.


La Carfagna, perdio.

giovedì 20 agosto 2009

Dialetto

Da Romana, soffro molto la mancanza del dialetto.

Il Romanesco non lo parla nessuno, manco esiste più.

I vecchi romani però a volte sembrano il Belli, mia NonnaA diceva "drento" e usava delle espressioni colorite e bellissime e quando giocava a carte con le sue amiche (le "babbione della pensione", come le chiamava lei) sentirle litigare sui punti era uno spasso.



Quest'estate in Salento sono rimasta affascinata dalla mia amica T che parlava un'altra lingua coi nipotini e le sorelle, così come mi incanto a sentire la mia amica A che parla in sardo o M col suo abruzzese strettissimo e incomprensibile.

Mi piace sentire i diversi dialetti quando sono in giro, mi piace sentire la loro musicalità, le espressioni volgari, i proverbi.



Quindi non sono contraria per principio all'insegnamento del dialetto locale nelle scuole, cosa che peraltro in molti posti già esiste. Fa parte della nostra cultura e perderlo sarebbe un peccato. Non credo ci sia nulla di "scandaloso" in un'ora dedicata alla "lingua" locale.

Una ragazza sarda conosciuta anni fa mi raccontava delle lezioni di Sardo che aveva fatto alle scuole elementari.



Il dramma vero è la connotazione chiaramente razzista delle proposte leghiste, che mi sembrano più un inno alla secessione che non la voglia reale e genuina di mantenere un contatto con le proprie origini. Insomma, un conto è insegnare il dialetto nelle scuole, un altro è voler sottotilolare le fiction o fare l'esame di dialetto ai maestri "forestieri".



E quindi se l'annassero a pià nder culo.

sabato 15 agosto 2009

Ancora Ru486

Anche in vacanza, non sono stata capace di perdere l'orrido vizio di leggere il giornale.
Tra gabbie salariali, esami di dialetto, puttane e cocaina, la mia attenzione e la mia rabbia sono state tutte per gli articoli sulla Ru486.
Ho letto di un Gasparri scatenato, che vuole sapere, vuole indagare, vuole che sia il Parlamento a decidere sulla vita delle donne. Quelle 29 morti in poco meno di trent'anni sono davvero troppe.
E' interessante notare che -a parte la Roccella, che quando sente parlare di aborto, eutanasia, libertà è tutta un fremito e la Binetti, che mi sa che ha tirato fuori il cilicio delle grandi occasioni- le voci femminili sono davvero poche.
Chi si indigna, chi sbraita, sono soprattutto i maschi, come se fosse un loro problema.
Uomini che si arrogano il diritto di parlare e decidere su cose di cui nulla sanno e nulla sapranno mai.
Ovviamente c'è la Chiesa, pronta a scomunicare le donne omicide e i medici loro complici. Scomunicare tutti, come quella ragazzina di meno di dieci anni, che non ha partorito i gemelli del patrigno che abusava di lei.
Parlassero piuttosto di preti pedofili, ché di certo conoscono meglio l'argomento.

O si parlasse con la stessa veemenza delle donne costrette ad abortire nella clandestinità nel nostro civilissimo mondo occidentale.

Meno male che c'era il mare...