giovedì 5 febbraio 2009

SMS!!

Faccio "pubblicità" a questa cosa perché me l'ha chiesto un amico che ha un figlio meravoglioso con questa schifosissima malattia.
Si tratta di prendersi un nanosecondo e mandare un SMS.

Lascio i link, così chi vuole può dare un'occhiata.

http://1su3500.org/

http://www.parentproject.org/italia/

mercoledì 4 febbraio 2009

Manie di grandezza o schizofrenia?

"A Bush consigliai l'intervento dello Stato dopo il fallimento di Lehman Brothers. A Putin consigliai di fermare i carri armati a quindici chilometri da Tbilisi."

A voi l'ardua sentenza.

Rapida&concisa

Io odio Berlusconi.
Odio il suo governo.
Odio i leghisti.
Odio i fascisti (il SindacoDegliAltri meriterebbe un posto speciale nella mia lista).
Odio i mafiosi.
Odio la gente come Vespa.
Odio i servi dei servi dei servi.
Odio la gente come Mastella.

Sono piena di odio, in effetti.
E tra poco continuo la lista.

Delatori

de|la||re
s.m.
CO chi denuncia fatti o persone alle autorità per interesse personale, spec. in forma anonima

Durante il ventennio si veniva pagati per ogni succulenta denuncia: ebrei, partigiani, comunisti, gente che visto che ti stava sulle palle meglio denunciarla a buffo che non si sa mai...
Mi ricordo che da ragazzina mi sono incazzata come un toro quando ho scoperto che la famiglia Frank era stata denunciata. E i racconti di mia nonna sulla paura di essere denunciati perché suo padre al sabato fascista non ci andava mai e invece della camicia nera c'aveva solo il colletto e i polsini.

Nel 2009 il governo chiede ai medici di denunciare i pazienti clandestini, ma per colpa di quella cosa che si chiama deontologia e quell'altra che si chiama Giuramento di Ippocrate, ha incontrato qualche resistenza.

Ma per fortuna esistono i leghisti.

Quindi, mentre a Roma il SindacoDegliAltri prima dice denunciate («È corretto che i sanitari denuncino i clandestini che vanno al pronto soccorso per le cure»)
e poi pare abbia fatto un passo indietro al telefono con Aiuti, Presidente Commissione Sanità del comune,  a Turate c'è il nuovissimo ufficio-delazioni, aperto ogni Giovedì dalle 12,30 alle 13,30 e dalle 14,30 alle 15,30

Qui gli onesti cittadini potranno "autotutelarsi", ma "senza razzismi".
Che poi lo fanno anche per loro, per rendere migliore la loro triste esistenza: «Perché serve anche per impedire il fenomeno degli affitti in nero, con proprietari che chiedono canoni altissimi e gli irregolari che, per pagare, dormono in dieci in due stanze. In qualche modo serve anche alle persone non in regola, per far capire loro la necessità di entrare in un percorso di legalità», ha detto il sindaco Carioni (anche presidente della provincia di Como, leggo).
Quindi il fenomeno degli affitti in nero non si combatte andando a punire il ladro che ti affitta casa a prezzi indecenti, ma il poraccio che ci abita e che magari la mattina viene a pulire casa tua, a curare i tuoi vecchi, a lavorare nella tua fabbrichètta.





[Grazie Ale che sta al Nord]

.

C’è una cosa che mi "infastidisce" più delle altre nella vicenda di Eluana Englaro: il mischiare le carte in tavola.

Gli strenui difensori della vita giudicano, accusano, poco ci manca che chiedano la pena di morte (io non me ne stupirei poi tanto).

E quindi di corsa si affannano a dirci che sospendendo l’alimentazione a chi è in coma da vent’anni si compie il primo passo verso la soppressione dei malati, dei vecchi, degli handicappati, quasi fosse la stessa cosa.


Oggi è il turno di Michele Brambilla su Il Giornale, con un illuminante articolo: “Il Miracolo in cui speriamo”.

 

La domanda di apertura è agghiacciante. A Brambilla, come a molti come lui, mancano le palle per dire che Beppino Englaro (o chi come lui farebbe/ha fatto la medesima cosa) è un assassino senza cuore, quindi ci gira intorno, cercando di suscitare pietà per il malato e orrore e raccapriccio per chi (il padre, orrore!) vuole rispettarne le volontà.


“Se Eluana Englaro «non soffrirà perché è già morta 17 anni fa», come ha detto ieri il primario di anestesia di Udine Amato De Monte, se insomma non avverte nulla perché ormai è «un vegetale», come ha detto sempre lo stesso prof, qual è il beneficio che avrà nel passare dalla clinica di Lecco dov’era curata dalle suore alla tomba? Se davvero non sente né dolori né piaceri, se insomma non soffre perché non ha più alcuna coscienza, dov’è l’atto di pietà nel farla morire? Dov’è l’atto d’amore?”


Assassini, insomma, che vogliono togliere alle suore  l'oggetto del loro amore e dell'espiazione dei loro peccati.

 

E continua con domande che personalmente mi fanno venire i brividi, per la loro superficialità e per la cattiveria che ci leggo.

 

Siamo sicuri che non proverà rimorso? Che non sentirà ancor più vuote le sue giornate, finora occupate dalle carte bollate, dai ricorsi, dalle interviste, dall’affannosa ricerca di una clinica che accogliesse la sua richiesta?


Ma che pensano tutti, che una volta finito si farà una grande festa con champagne e caviale? Che andrà da Vespa a gridare vittoria? (Vespa... miodio Vespa...)

 

La cosa che mi disgusta di più, comunque, è -come dicevo- l’accostamento di questa vicenda a situazioni che poco o niente hanno a che fare con quello che sta succedendo:

 

Morta Eluana, chi potrà decidere quando è lecito staccare il sondino che alimenta e quando no? Quanti pazienti in coma saranno considerati casi del tutto assimilabili a quello di Eluana? E un anziano malato di Alzheimer, non è anch’egli incosciente? Anch’egli incapace di alimentarsi da solo? Anch’egli nutrito da qualche suora? La morte per fame e per sete di Eluana Englaro sarà la prima di tante altre, e ogni volta, caso per caso, gli scrupoli saranno sempre meno rigorosi, le resistenze sempre più fragili.

 

Manco fossimo tutti un branco di assassini, che non vedono l’ora di girare per gli ospedali a cercare la vittima di turno.

 

La sola cosa sensata che ho sentito in queste ultime ore l’ha detta l’anestesista della clinica di Udine: “sono devastato, ma va fatto”. Perché, ha aggiunto, tutti i suoi (nostri, di tutti) sentimenti devono passare in secondo piano.

 

E invece no.

E' strapieno di cattolici benpensanti pronti ad attaccare i nuovi mostri assassini, in nome della “vita”, che va difesa fino alla fine, dal concepimento alla “morte naturale”.


Ma nello stato di natura nessuno resterebbe attaccato a una macchina per vent’anni, vittima della politica e della religione.


martedì 3 febbraio 2009

Pecorelle

Leggo che la Santa Sede s'è arrabbiata con la Littizzetto per uno degli ultimi monologhi da Fazio.
Dicono che la "piaga laicista" che sta prendendo il servizio pubblico va tenuta d'occhio, anche perché ci sono le nuove nomine e bla bla bla.

Comunque, il monologo, che copio e incollo da La Stampa, è il seguente:

«Come si fa a rimettere in circolazione un matto, uno totalmente fulminato che, malgrado tutte le prove e le testimonianze, nega l’Olocausto e poi mi dice di credere al Paradiso? Ma non avete già perso abbastanza pecorelle per mettervi i lupi in casa? Tra un po’ restate solo voi. Dopo i musulmani, i gay, gli ebrei, Galileo, gli zingari, quali altre minoranze volete ancora perdere? Le pecorelle dovete ritrovarle, non smarrirle. Poi vi lamentate se le vocazioni dovete andarvele a cercare in Congo e tra le foche monache, che tanto sono già del ramo».

Mo' non è che abbia detto qualcosa di assurdo, no?
Non è che se l'è presa con la Chiesa sulla base del nulla, non sono insulti gratuiti, credo.

Chissà se ora si incazzeranno anche con la Merkel, che ha detto -lo traduco alla zozzona, ma il senso è quello- che sulla faccenda dei vescovi negazionisti hanno fatto un po' troppo i vaghi.
E' che noi magari ci aspettavamo di vederli cacciati a calci in culo a spaccare pietre.

No...

Non commenterò le geniali uscite di Formigoni (Eluana ha "una vita piena").
Non commenterò i preti che chiedono di fermare "la mano assassina".
Non commenterò le minacce (perché dire "stiamo valutando" è, in questo caso, una minaccia) di Sacconi.

Ma voglio esprimere tutto il mio disprezzo per la gente raccolta sotto la clinica che "manifesta" e dice "lasciamola vivere".
E non commenterò nemmeno le parole di tale Maria Grazia Colombo presidente dei Genitori delle scuole cattoliche: "Trovo terribile questo trasferimento fatto in piena notte come se ci fosse qualcosa da nascondere rispetto le decisioni del padre ma i figli non sono nostri, non sono di nessuno ed Eluana ha tutto il diritto di vivere".